mercoledì 10 giugno 2026

A Firenze l'ottava edizione di Fiirst Playable 2026, l’evento business di IIDEA



Firenze accoglie dal 10 al 12 giugno l’ottava edizione di First Playable, l’evento sul business dei videogiochi organizzato da IIDEA e Toscana Film Commission – Fondazione Sistema Toscana con il sostegno di Regione Toscana e Fondazione CR Firenze, in collaborazione con l’Agenzia ICE e il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per accelerare la crescita e il consolidamento dell’industria italiana dei videogiochi, e con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero della Cultura.


Punto di riferimento consolidato per gli operatori del settore italiani e internazionali, la manifestazione riunisce per tre giornate oltre 500 partecipanti tra studi di sviluppo, publisher, investitori, istituzioni e professionisti provenienti da tutto il mondo, favorendo il dialogo sulle opportunità di crescita e sulle sfide che attendono l’industria dei videogiochi. 


L’evento è entrato nel vivo il 10 giugno alle 14:00 al Cinema La Compagnia, la Casa del Cinema della Regione Toscana, con la kick-off conference, dedicata ad alcuni dei principali temi dell’industria dei videogiochi e animata da relatori nazionali e internazionali. La Polonia, Country Partner di quest’anno, sarà al centro di un approfondimento sull’evoluzione del suo ecosistema videoludico, oggi tra i più rilevanti in Europa.

L'11 e il 12  invece, First Playable si sposterà presso il Palazzo degli Affari di Firenze, dove si alterneranno gli oltre 1.000 incontri business 1:1 tra sviluppatori italiani e i 55 publisher e investitori internazionali provenienti da 13 Paesi: Australia, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia e, per la prima volta, anche da Cina, Giappone e Corea del Sud. 


Accanto agli incontri business, il programma prevede 9 workshop tematici incentrati su alcuni dei principali driver di crescita per le imprese dell’industria videoludica. Torna inoltre il format delle 9 roundtable one to many, aperte a tutti gli sviluppatori partecipanti, che offriranno un’occasione di confronto diretto e di scambio di esperienze con importanti realtà internazionali del settore. 


La sera di giovedì 11 giugno, a partire dalle 19:30, presso il Cinema La Compagnia, si terrà la cerimonia di premiazione degli Italian Video Game Awards 2026, l’iniziativa promossa da IIDEA per valorizzare l’eccellenza dell’industria videoludica italiana. Nel corso dell’evento saranno assegnate 6 statuette ai vincitori delle diverse categorie del premio. La cerimonia sarà inoltre trasmessa in diretta streaming sul canale Twitch di Multiplayer.it.

Parallelamente, presso il Palazzo degli Affari sarà allestita un’area showcase dedicata agli 11 videogiochi finalisti dell’edizione 2026, che i partecipanti potranno provare durante le giornate della manifestazione.


Questa edizione di First Playable offrirà inoltre ai partecipanti l’opportunità di conoscere l’offerta formativa gratuita organizzata da Toscana Film Commission presso le sedi di Manifatture Digitali Cinema di Prato e Pistoia, realizzata grazie al Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021–2027. I percorsi formativi consentono di specializzarsi nei mestieri dell’audiovisivo, dalla costumistica al montaggio e post-produzione, dall’animazione alla creazione di contenuti. 


Nicoletta Curradi

venerdì 5 giugno 2026

Si parla di malattie rare a Firenze

 Firenze capitale mondiale delle malattie rare: il Nobel per la Medicina Svante Pääbo sabato (6 giugno) all’Auditorium del Palazzo dei Congressi per il Simposio sulle Malattie Rare


 

Si è aperto all’Auditorium del Palazzo dei Congressi il 18° Simposio Internazionale sulle Mucopolisaccaridosi e Malattie Lisosomali Correlate (IMPS 2026), uno degli appuntamenti più attesi della medicina delle malattie rare. Quattro giorni tra Palazzo dei Congressi e Palazzo degli Affari per fare il punto su vent’anni di progressi clinici e disegnare la rotta dei prossimi venti.


 


L’evento è organizzato dall’International Mucopolysaccharidoses Network (IMPSN) guidato dalla dottoressa Kim Angel, dall’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi (AIMPS) presieduta da Flavio Bertoglio e dalla Fondazione Brains for Brain del professor Maurizio Scarpa, pediatra e coordinatore di MetabERN, la rete europea di riferimento per le malattie metaboliche ereditarie.


 


Sabato 6 giugno il palco fiorentino accoglie Svante Pääbo, Premio Nobel per la Medicina nel 2022, padre della paleogenomica e scopritore del genoma di Neanderthal e Denisoviani. La sua lectio magistralis aprirà un dialogo inedito tra genetica evolutiva e medicina delle malattie rare, offrendo una prospettiva di lungo periodo sulle basi molecolari delle patologie lisosomiali.


 


Sempre sabato si parlerà di terapie più innovative. Robert Thorne (Columbia University) illustrerà le strategie per superare la barriera emato-encefalica, un ostacolo cruciale nelle forme che colpiscono il cervello. Alessandro Fraldi e Natalia Gomez-Ospina presenteranno le terapie geniche di nuova generazione basate su CRISPR e mRNA, mentre Billie Lianoglou affronterà la frontiera — anche etica — della terapia fetale. A chiudere, la visionary lecture di Chester Whitley: “One Gene, One Edit, One Cure”.


Spazio anche all’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi precoce, con sessioni dedicate al machine learning e ai nodi regolatori ed etici dell’IA in medicina.


 


Domenica 7 giugno il simposio si chiude con la presentazione della Florence Declaration: Families and Scientists United for Global MPS Progress, co-moderata da Scarpa e Angel. Il documento fisserà gli obiettivi dei prossimi vent’anni: una rete globale unificata che azzeri i ritardi diagnostici, accesso equo alle terapie in tutti i Paesi, registri internazionali per il monitoraggio a lungo termine e raccordo con il quadro europeo sui farmaci orfani e l’EU Action Plan on Rare Diseases.


 


Cifra distintiva del congresso è il Family Programme, ospitato a Palazzo degli Affari dal 5 al 7 giugno: pazienti e familiari non saranno spettatori ma protagonisti, con sessioni su salute mentale, dolore cronico, screening neonatale, scelte riproduttive e workshop dedicati ai fratelli dei pazienti. Il principio guida è dichiarato: “Niente su di noi, senza di noi”.


 


Le voci


«Vogliamo capire cos’è successo negli ultimi vent’anni in termini di ricerca, tecnologia e terapie, e cosa ci aspetta nel prossimo periodo — spiega il professor Maurizio Scarpa, responsabile scientifico del simposio —. Vogliamo dare una vita migliore ai pazienti e alle loro famiglie. Siamo a Firenze, città di Leonardo: quale luogo migliore per un congresso fondato sulla ricerca?»


 


«Più di un semplice simposio — sottolinea Kim Angel, direttrice esecutiva di IMPSN —. È una collaborazione globale per condividere il futuro di questa comunità».


Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 20 maggio 2026

A Firenze l'appello dei manager culturali

 





 I manager culturali chiedono una diversa attenzione delle aziende alla componente creativa: «Olivetti, prima che arrivasse qualsiasi leggi a prescriverlo, aveva promosso il bello attraverso un processo virtuoso di co-creazione fra impresa e artisti, fra committenza e creatività. Bisogna ritrovare questa spinta». È il segnale forte che arriva dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura, fra i protagonisti dell’evento ospitato dal Teatro Nazionale di Firenze, dedicato alla progettazione e rigenerazione urbana, tema portante della vetrina italiana della cultura e della creatività Eureka, che si è presentata in Toscana. «Bisogna inserire gli interventi degli artisti nelle riunioni dei Consigli di amministrazione - ha proseguito Asproni - perché i creativi devono stare nelle stanze dei bottoni e partecipare alla co-creazione, alle decisioni. I creativi sono portatori di un punto di vista diverso, e oggi fondamentale». Un appello condiviso dai partecipanti al talk, una rappresentanza di manager culturali fiorentini e toscani riuniti al Teatro Nazionale: dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni al CEO di Archea Associati Giovanni Polazzi, dalla direttrice di Forma Edizioni Laura Andreini al direttore del Centro Espositivo Pecci di Prato Stefano Collicelli Cagol, al presidente di Save the Artistic Heritage Mario Cristiani. Un talk a tutto campo sul rapporto fra creatività e impresa coordinato dal manager culturale Guido Guerzoni dell’Università Bocconi, con la partecipazione della delegata della Regione Friuli Venezia Giulia Elena Mengotti in veste di “storyteller” della vetrina nazionale delle Imprese Culturali e Creative, Eureka, in programma il prossimo 5 e 6 novembre a Pordenone – che nel 2027 sarà Capitale Italiana della Cultura - con la partecipazione di decine di imprese in arrivo anche da Firenze e dalla Toscana, dalle aziende tradizionali alle start up ad alta innovazione. Il settore ICC incide per il 5.4% dell’economia toscana, generando oltre 6,8 miliardi di euro e occupando oltre 55mila lavoratori e lavoratrici. Una sede iconica, il Teatro Nazionale di Firenze, ha ospitato il confronto sulla rigenerazione urbana: tornato a nuova vita dopo un restauro durato quattro anni, il Nazionale è un concreto esempio di riprogettazione nel segno della creatività. L’evento di Firenze ha rafforzato la sinergia fra Eureka 2026 e il sistema culturale creativo toscano, evidenziando il ruolo della cultura come driver di sviluppo economico. La Toscana si conferma uno dei principali ecosistemi delle ICC, pari al 3.2% dell’occupazione regionale: dall’editoria all’ audiovisivo, dal design alla comunicazione, dalle arti performative a software e videogiochi, tante attività capaci di trasformare conoscenza e contenuti in valore economico.


«Purtroppo la precarietà politica e di governo rende spesso difficile portare avanti le cose e rinnovare una legge italiana arcaica in tema di progettazione urbana pubblica, quella datata 1949 – ha sottolineato Laura Andreini -  Ma non dobbiamo perdere la parte umanistica del lavoro, quella che crea relazioni, e la dimensione della bellezza. Serve una normativa che permetta di valorizzare il patrimonio storico attraverso l’inserimento dell’arte contemporanea come elemento importante dei progetti». E conferma Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci di Prato, un «Museo pioniere, voluto da privati, che è un centro culturale attivo quasi 24 ore al giorno, con tante sinergie legate all’associazionismo, un luogo capace di intercettare stimoli. Ma l’incertezza finanziaria penalizza la visione a lungo termine dei musei. La sicurezza del budget è il primo elemento della progettazione».


«Eureka è la prima fiera in Italia che mette in relazione le ICC e crea opportunità di incontro, confronto e business – ha sottolineato Elena Mengotti -. Le tappe del Roadshow sono occasioni importanti per cogliere spunti e affrontare temi che a Pordenone, il 5 e 6 novembre prossimi, verranno ulteriormente approfonditi e troveranno risposta nel corso del convegno e negli stand degli espositori della due giorni FVG».


Nicoletta Xurradi

Oltre 400 studenti dell’Università di Firenze si sfidano in un hackathon su intelligenza artificiale


 



Oltre 400 studentesse e studenti dell’Università di Firenze hanno partecipato oggi, al Palazzo degli Affari, a un grande hackathon con lo scopo di creare, servendosi dell’IA, una campagna di comunicazione volta a promuovere l’uso critico dell’intelligenza artificiale presso i propri colleghi.


La competizione, dal titolo “Studiare con l’IA. Dalle scorciatoie all’uso critico”, ha costituito l’evento finale del progetto Alma-DEH (Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, Digital Education Hub), iniziativa nazionale finanziata dal programma Next Generation EU nell’ambito del PNRR [Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate” Sub-Investimento Digital Education Hubs (DEH)].


Il progetto ha coinvolto, insieme all’Ateneo fiorentino, altre 12 università italiane e un’accademia di Alta Formazione Musicale (AFAM), unite in un progetto ambizioso: realizzare un Digital Education Hub che renda accessibile a tutti la formazione di alta qualità.


La due giorni, dal titolo “Il Futuro entra in Aula”, aveva preso avvio ieri alla presenza della rettrice Alessandra Petrucci, con il convegno “Intelligenza artificiale all’università: esperienze e prospettive del progetto Alma-DEH” dedicato all’approfondimento delle tematiche affrontate durante il progetto.


Oggi, dopo i saluti della prorettrice alla didattica Ersilia Menesini e della delegata all’innovazione didattica e responsabile scientifica Alma-DEH/Unifi Maria Ranieri, ha aperto le attività il talk ispirazionale tenuto da Silvia Benevenuta, formatrice IA e divulgatrice scientifica. A seguire si è tenuto l’hackathon, proseguito fino al pomeriggio.


I risultati del progetto. La due giorni di eventi è anche l’occasione per presentare i risultati delle attività condotte dall’Università di Firenze all’interno del progetto Alm@-DEH e che finora hanno prodotto, a vario titolo, oltre 7mila iscrizioni, dentro e fuori la comunità universitaria. Tra i principali, il ricco catalogo di corsi online ad accesso libero e gratuito disponibili per tutti i cittadini e le cittadine sulla piattaforma Ipazia: 14 webinar sui temi dell’intelligenza artificiale e della didattica innovativa, fruibili in diretta oppure on demand; 11 Massive Open Online Courses (MOOC) e 8 mini-MOOC su argomenti relativi alle cinque aree scientifico-disciplinari (biomedica, scientifica, delle scienze sociali, tecnologica, umanistica e della formazione), accessibili a studenti, cittadini e professionisti.


Una speciale sezione di Ipazia è dedicata alla Formazione per la Digital Education ed è pensata per tutti coloro che si occupano di didattica, mentre “Digital Champions” è il ciclo di webinar che permette la condivisione di esperienze, metodologie e strumenti digitali applicati a diverse discipline e materie.


“Il progetto Alma-DEH – ha dichiarato la rettrice Alessandra Petrucci – ha rappresentato una straordinaria opportunità per l’Università di Firenze di accelerare su una serie di iniziative, progetti e riflessioni che da tempo erano già state avviate sui temi della didattica digitale, dell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e della diffusione della formazione di alta qualità a tutti i cittadini, in forma libera e gratuita”.


Il MOOC sull’IA. Durante l’evento Maria Ranieri ha presentato uno dei prodotti del progetto: il MOOC, fruibile liberamente da tutti, dal titolo Percorsi di alfabetizzazione critica sull’Intelligenza Artificiale. Attraverso il contributo interdisciplinare di esperti il corso mira a educare gli utenti sui rischi della delega cognitiva e sull’importanza di un uso responsabile di strumenti come i chatbot. “L’obiettivo – ha commentato Maria Ranieri - è spiegare, in termini accessibili a tutti, la complessità dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sul nostro modo di lavorare e, in generale, sulla società. Oggi è necessario essere consapevoli che le risposte dell’IA generativa possono riflettere pregiudizi e bias contenuti nei dati. Non è solo un problema tecnico: per creare una cultura dell’intelligenza artificiale serve una riflessione non solo su come la macchina funzioni, ma sulle conseguenze etiche, sociali e giuridiche del suo utilizzo”.


Nicoletta Curradi


lunedì 18 maggio 2026

Il 19 e 20.maggio al via BEAM alla Fiera Bolzano

 



Manca pochissimo a BEAM, l’Hospitality Gamechanger Summit che il 19 e 20 maggio torna a Bolzano per la sua terza edizione, confermandosi come piattaforma sempre in evoluzione dedicata all’esplorazione dei nuovi paradigmi dell’hospitality contemporanea.


Con il motto “Lead the Shift”, l’edizione 2026 interpreta il cambiamento non come semplice adattamento alle nuove dinamiche di mercato, ma come una responsabilità progettuale: guidare nuove visioni, nuovi modelli relazionali e nuove forme di esperienza. Un approccio che attraversa i temi chiave dell’hôtellerie e della gastronomia contemporanea e che posiziona BEAM come piattaforma internazionale di confronto tra ospitalità, cultura e innovazione.


Tra le personalità di rilievo presenti a Bolzano figura Tyler Brûlé, Editorial Director della rivista Monocle e fondatore dell’agenzia creativa Winkreative. Giornalista, imprenditore e osservatore culturale, Brûlé ha ridefinito negli anni il modo in cui brand, luoghi ed esperienze dialogano tra loro, costruendo un linguaggio internazionale capace di influenzare hospitality, retail e destination branding.



La sua presenza a BEAM rappresenta una riflessione strategica sul valore crescente della cultura del brand nell’ecosistema hospitality: oggi non ci si limita più a offrire servizi, ma si costruiscono identità, senso di appartenenza e relazioni durature con gli ospiti.


 

Sul palco salirà inoltre Benjamin Adrion, social entrepreneur e fondatore di Viva con Agua, organizzazione internazionale nata nel 2005 con l’obiettivo di garantire accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene in diverse aree del mondo. Partito da un’iniziativa solidale legata alla raccolta fondi per distributori d’acqua negli asili cubani, il progetto è oggi diventato globale e, coinvolgendo migliaia di volontari, unisce impegno sociale, arte, musica, sport e partecipazione culturale. Un modello che trasforma il fundraising tradizionale in una piattaforma aperta di attivazione collettiva e impatto condiviso.



A BEAM, Adrion presenterà Villa Viva, progetto sviluppato tra Cape Town, Amburgo e Berlino che ridefinisce il concetto stesso di struttura ricettiva. Si presenta infatti come uno spazio ibrido dedicato a ospitalità, creatività e impegno sociale, dove gran parte dei ricavi provenienti da pernottamenti, ristorazione ed eventi viene destinata ai progetti idrici internazionali di Viva con Agua. Più che un hotel, un nuovo paradigma di hospitality esperienziale e partecipativa: un luogo in cui soggiorno, community e purpose convergono in un unico modello operativo. Un esempio concreto di come il settore alberghiero stia evolvendo verso formule capaci di generare non solo valore economico, ma anche impatto culturale e sociale.


Tra gli interventi più attesi figura, infine, quello di Vanessa Borkmann, Direttrice della ricerca presso Fraunhofer IAO, tra le principali esperte europee di innovazione alberghiera e ricerca applicata all’hospitality. Durante BEAM presenterà i risultati dello studio “Future Projections for 2035”, una ricerca che analizza l’evoluzione del settore nei prossimi dieci anni e i nuovi modelli emergenti dell’ospitalità internazionale.


Dalla ricerca emerge una trasformazione radicale del concetto stesso di hotel: le strutture ricettive del futuro non saranno più semplicemente luoghi destinati al pernottamento, ma ecosistemi multifunzionali in grado di integrare lavoro, benessere, socialità ed esperienze immersive. 



Particolare attenzione sarà dedicata anche al ruolo dell’hospitality nello sviluppo sostenibile dei territori. Secondo la ricerca, entro il 2035 gli hotel saranno chiamati a diventare veri attivatori territoriali: hub capaci di contribuire alla rigenerazione di borghi e destinazioni rurali attraverso servizi condivisi, mobilità sostenibile, collaborazione tra imprese locali e nuovi modelli di community living.


Una visione che intercetta alcuni dei trend più rilevanti dell’hôtellerie contemporanea - sostenibilità, autenticità, wellbeing e connessione con il territorio - e che rafforza il posizionamento di BEAM come osservatorio internazionale sulle trasformazioni culturali, sociali ed economiche dell’ospitalità.

Programma completo e informazioni: https://beam.fierabolzano.it/


Nicoletta Curradi

lunedì 11 maggio 2026

Nuova identità visiva per GAMB Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello - Restauro del basamento del Perseo

 GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargellopresenta l’identità visiva firmata da Migliore+Servetto

Un’unica identità memorabile per una pluralità di luoghi






Nasce l’identità visiva di GAMB - Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello, il nuovo istituto museale autonomo che riunisce alcuni dei principali luoghi della cultura fiorentina, tra cui la più significativa raccolta al mondo di opere scultoree di Michelangelo Buonarroti. Il progetto è firmato dallo studio Migliore+Servetto.


Alla presentazione alla stampa sono intervenuti: Andreina Contessa, Direttore generale GAMB, Mara Servetto e Ico Migliore, fondatori dello studio Migliore+Servetto, Sara Funaro Sindaca di Firenze e Alessio de Cristofaro, DiVa, Direttore Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), responsabile della nuova visione del merchandising museale del MiC e dei progetti finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, anche attraverso il design contemporaneo, contribuendo allo sviluppo di un rinnovato approccio al merchandising museale.


L’iniziativa, fortemente voluta dal Direttore generale Andreina Contessa, rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di un sistema museale integrato, capace di valorizzare una costellazione di sedi museali nel centro storico di Firenze e di rafforzarne la riconoscibilità complessiva.


GAMB nasce dalla volontà di dare forma unitaria a una realtà articolata che comprende, oltre alla Galleria dell’Accademia e al Museo Nazionale del Bargello, Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo.


Il pittogramma rappresenta una sintesi dinamica della distribuzione geografica delle sette sedi nel centro storico: un nucleo unitario da cui si diramano diversi bracci verso le diverse componenti del Polo, trasformando la mappa in elemento narrativo e simbolico dell’unità del sistema e della sua proiezione nella città.


«La nuova identità visiva - sottolinea il Direttore generale Andreina Contessa - rappresenta uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile e coerente un sistema museale complesso e diffuso. È il segno di una visione condivisa, capace di restituire unità a una pluralità di sedi e di storie e di consolidarne il dialogo con la città e con i diversi pubblici. Il pittogramma ideato da Migliore+Servetto è un segno dinamico che suggerisce movimento e connessione, percorso e intersezione, ed evoca la possibilità di esplorazione e scoperta. Di fatto disegna una mappa che è al contempo geografica e concettuale, che unisce luoghi di arte e storia e genera esperienze e conoscenza intrecciate».


Ne risulta un vero e proprio diagramma urbano che restituisce immediatamente il valore distintivo del sistema museale: l’arte non è confinata in un contenitore, ma si dispiega nel territorio che l’ha generata attraverso un linguaggio coerente e riconoscibile.


In questa prospettiva, il sistema valorizza un patrimonio architettonico e artistico diffuso nel tessuto urbano, offrendo un viaggio attraverso le molteplici epoche e i differenti volti di Firenze e dando vita a itinerari tematici e percorsi incrociati (Nel segno del genio, Firenze e i suoi simboli, L’arte nel dettaglio).


«Non abbiamo disegnato solo un simbolo, ma una mappa capace di connettere la cultura al suo territorio» affermano Ico Migliore e Mara Servetto. «L’identità di GAMB è un segno vivo che unisce sette luoghi straordinari a partire da un centro comune. È un’opera d’arte diffusa che invita le persone a riscoprire la storia camminando nel cuore di Firenze».


Il segno grafico si configura come simbolo di pluralità e di vitalità, rafforzando l’identità condivisa e valorizzando, al contempo, la specificità di ciascuna istituzione nel dialogo reciproco. Un elemento dinamico capace di adattarsi a differenti contesti, modulandosi con estrema flessibilità.


«Progettare un’identità oggi non significa solo tracciare un segno, ma esplorare il rapporto tra progetto, memoria e luogo attraverso una nuova autorialità collettiva» spiegano Ico Migliore e Mara Servetto. «Questo logo costruisce connessioni e nasce da una sintesi di stimoli fatta di dialoghi e sguardi nel tessuto della città».


Per il logotipo è stato scelto il carattere Divenire (Cast Type Foundry), un sans-serif dall'anima organica e dalla personalità decisa. Le sue forme squadrate, a tratti irregolari, discontinue - come se portassero i segni del tempo e della mano dell’uomo – rimandano idealmente ai percorsi che collegano le sedi: tracciati non rettilinei, mai uniformi, eppure capaci di generare armonia. È un carattere moderno che comunica autorevolezza istituzionale e affidabilità, portando con sé un'eleganza razionale, mai fredda, tipicamente italiana.


 


La palette cromatica attinge profondamente al territorio e alla storia, armonizzando le diverse anime del sistema museale e connotando ogni sede con un proprio carattere peculiare:


Blu Cobalto per la Galleria dell’Accademia e il Museo del Bargello: una tonalità che evoca un senso di autorevolezza e prestigio attraverso la preziosità dei lapislazzuli.

Verde Smeraldo per Palazzo Davanzati: un omaggio cromatico ai decori della celebre “Sala dei pappagalli”.

Rosso Borgogna per Casa Martelli: ispirato alle tonalità araldiche dello stemma della famiglia.

Oro per Orsanmichele: una citazione dello splendore del Tabernacolo dell’Orcagna.

Grigio Pietra Serena per le Cappelle Medicee: riprende fedelmente l’atmosfera materica e il rigore della Sagrestia Nuova.

Porpora per l’Ex Chiesa di San Procolo: una scelta simbolica che rimanda alla tradizione.





Al via al Museo Nazionale del Bargello il restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini

Dal 12 maggio il cantiere “live” aperto al pubblico

 

Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello avviano un nuovo, importante progetto di restauro dedicato al basamento del celebre Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei capolavori assoluti della scultura fiorentina del Cinquecento.


All’interno del Museo Nazionale del Bargello ha inizio il restauro del basamento del Perseo, protagonista di un cantiere “live” allestito nella sala mostre al piano terra del museo. A partire dal 12 maggio 2026, il pubblico potrà accedere allo spazio di lavoro e seguire da vicino le diverse fasi dell’intervento, in programma fino al 5 settembre 2026.


“Aprire al pubblico un restauro così delicato e complesso significa condividere non solo il risultato finale, ma anche il processo di conoscenza che accompagna ogni intervento conservativo – spiega Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello - Il cantiere live del basamento del Perseo permette ai visitatori di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e di cogliere dettagli tecnici, esecutivi e materici spesso invisibili a uno sguardo non esperto. È un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico alla comprensione profonda dell’opera e alla sua storia conservativa”.


Realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo – conservato nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento del Museo Nazionale del Bargello – costituisce un raffinato capolavoro di intaglio scultoreo, concepito come un’ara riccamente decorata e densa di significati simbolici. Ai quattro angoli si trovano protomi di caprone, allusive al segno zodiacale del Capricorno riconducibile al duca, mentre un articolato sistema decorativo fatto di fiaccole e mascheroni allude al trionfo della verità sull’inganno. Più in basso, le erme femminili, rappresentanti la figura di Diana Efesia, evocano la natura e la prosperità, mentre nelle nicchie trovano posto le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.


Dopo quasi trent’anni dall’ultimo restauro, risalente al periodo 1995–2000, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo volto a stabilizzare i processi di degrado e a migliorare la leggibilità estetica e materica dell’opera, compromessa da disomogeneità cromatiche e discontinuità formali. L’intervento rappresenta anche un’importante occasione di studio, che consentirà di approfondire la conoscenza del complesso sotto il profilo storico, conservativo e tecnologico, grazie all’impiego di metodologie aggiornate. Insieme al basamento e alle statuette bronzee sarà restaurata anche la spada in ferro del Perseo, solitamente esposta in una delle vetrine della sala dell’Armeria del museo.


Elemento centrale dell’iniziativa è il cantiere aperto al pubblico, che permetterà ai visitatori di osservare da vicino tutte le fasi del restauro durante il normale orario di apertura del museo. Il percorso sarà arricchito da pannelli informativi dedicati agli aspetti storico-artistici e tecnici e da un video che documenta, attraverso immagini storiche e contemporanee, le complesse vicende conservative dell’opera nel corso del Novecento. Accanto al cantiere, il museo promuoverà un programma di attività, tra cui appuntamenti condotti dai restauratori e dal personale del museo, con percorsi accessibili.


Il progetto di restauro è affidato a Martina Paladini per i bronzi e la spada, e a Nicoletta Carniel e Laura Benucci per il basamento lapideo, sotto la direzione lavori di Chiara Valcepina.


La storia conservativa del basamento del Perseo è intensa e ampiamente documentata. Tra i tanti episodi che la vedono coinvolta ricordiamo il periodo dei bombardamenti, durante la Seconda guerra mondiale, quando il Perseo e la sua base furono ricoverati in un locale sotto la Loggia dei Lanzi per garantirne al meglio l’incolumità. Nel 1945 Bruno Bearzi, lungimirante restauratore e punto di riferimento per la tutela della scultura in bronzo, venne incaricato di ricollocare tutte le opere d’arte al loro posto, una volta scongiurati i rischi legati al conflitto. In quella occasione Bearzi intervenne per consolidare l’ancoraggio della scultura alla sua base e sostituire la spada in ferro con una copia in bronzo che vediamo ancora oggi nella mano di Perseo. Nel 1980 la spada originale in ferro è stata trasferita presso il Museo Nazionale del Bargello, dove già erano pervenuti, sempre per ovviare all’inarrestabile processo di degrado, il rilievo bronzeo con Perseo che libera Andromeda e i quattro bronzetti del basamento marmoreo. Ritenuto inadatto al ricollocamento nella Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è stato definitivamente ricoverato presso la sede museale del Bargello nel 2000 e qui ricongiunto alle quattro sculture in bronzo.


GAMB - Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello Tel: +39 055 0987100 | +39 055 0649440


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 5 maggio 2026

Dal 4 al 7 giugno 2026 torna SALE. Sant' Ambrogio in Festival

 





Il quartiere di Sant’Ambrogio a Firenze si prepara a ospitare la quarta edizione di "Sale-Sant'Ambrogio in festival", la manifestazione nata per onorare la memoria dello chef Fabio Picchi e la sua visione di una città conviviale e inclusiva. Il programma di quest'anno, presentato oggi, si snoderà per quattro giorni con un fitto calendario di appuntamenti che spaziano dal teatro alla solidarietà, mettendo a confronto tradizioni culinarie diverse e rafforzando il legame tra commercio, ristorazione e tessuto sociale cittadino

L’apertura del 4 giugno sarà dedicata alla comunità albanese, protagonista di una grande tavolata collettiva allestita per condividere profumi e sapori tipici. Il 5 giugno sarà invece il momento del ricordo più intimo di Fabio Picchi: la serata si aprirà con "La dispensa dell'amore", una rappresentazione teatrale ideata dal figlio Giulio Picchi. Lo spettacolo trae ispirazione dagli scritti del celebre chef sul concetto della dispensa, intesa non solo come luogo fisico ma come cuore della tradizione domestica italiana.


Le giornate finali del festival coinvolgeranno attivamente la città e i più giovani. Il 6 giugno il Teatro del Sale ospiterà un mercato agricolo e i progetti degli alunni della scuola-città Pestalozzi, per poi chiudere la serata con il reading teatrale "All you can eat". Il gran finale è previsto per il 7 giugno con "Sant’Ambrogio a Tavola", un’imponente cena di beneficenza che accoglierà oltre 500 ospiti segnalati dalle associazioni del territorio. Un’iniziativa che, come sottolineato dalla sindaca Sara Funaro, sintetizza perfettamente l’identità fiorentina, coniugando l'eccellenza enogastronomica con un profondo senso di responsabilità verso la comunità.


Fabrizio Del Bimbo 

domenica 3 maggio 2026

MIDA90 si chiude con successo: qualità e innovazione protagoniste






Si chiude stasera alle 20.00 alla Fortezza da Basso MIDA90, la Mostra Internazionale dell’Artigianato con oltre 60mila visitatori confermando il successo di una manifestazione che da nove decenni a Firenze mette in scena l’artigianato di qualità testimoniando il crescente interesse verso un comparto che rappresenta un pilastro fondamentale del ‘made in Italy’ e dell’economia del nostro paese.


 


Ottima la risposta del pubblico alle Officine esperienziali organizzate per i 90 anni della fiera, che hanno fatto registrare il tutto esaurito fra i laboratori con i maestri artigiani, le visite guidate e i cooking show che al piano attico del padiglione Spadolini hanno visto la partecipazione di tanti chef stellati, produttori e addetti ai lavori e il coinvolgimento anche delle scuole.


 


“Il successo di questa 90esima edizione, che ha potuto contare per il primo anno sulla partecipazione attiva del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ci spinge a proseguire sulla strada intrapresa per una fiera sempre più attrattiva e partecipata in un contesto esclusivo come la Fortezza da Basso”, ha dichiarato Lorenzo Becattini presidente di Firenze Fiera. “Il potenziamento delle sinergie con le principali istituzioni, il crescente interesse del pubblico alle varie iniziative come “La mostra in mostra” che ha accompagnato il visitatore in un avvincente ed inedito viaggio dagli anni Trenta ad oggi, l’alto valore culturale dei convegni su tematiche di stretta attualità quali il ricambio generazionale e il ruolo del lavoro artigiano per il benessere individuale e collettivo, ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati di crescita in termini di qualità e di risposta di un pubblico sempre più giovane, attento ed esigente” .


 


“Desidero ringraziare tutti gli espositori – conclude Becattini - che insieme ai nostri partner istituzionali sono stati al nostro fianco investendo sulla fiera e contribuendo al successo di questa bella edizione”.


 


“La Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze resta la più grande vetrina per l’artigianato a livello italiano – ha affermato Francesco Amerighi, presidente CNA Firenze Metropolitana - un’occasione concreta in cui gli artigiani possono confrontarsi con il pubblico e con i mercati, nonché un punto di osservazione privilegiato per cogliere le trasformazioni del settore. Proprio per questo, continueremo a lavorare affinché occasioni come questa possano evolvere e valorizzare al meglio il patrimonio artigiano, che rappresenta una parte fondamentale dell’identità economica e culturale del nostro Paese”.


 


“La chiusura di questa edizione di MIDA ci consegna un risultato positivo: la Mostra ha confermato la propria capacità di attrazione e, soprattutto negli ultimi giorni, ha registrato un significativo recupero dell’affluenza. Un segnale importante che abbiamo colto anche negli appuntamenti dedicati al restauro, settore nel quale i nostri eventi hanno visto una partecipazione sempre piena e molto attenta. È la conferma di quanto l’artigianato, nelle sue espressioni più alte e identitarie, continui a suscitare interesse, coinvolgimento e condivisione” ha aggiunto la presidente di Confartigianato Imprese Firenze Serena Vavolo.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 29 aprile 2026

Motore Sanità Arriva in Toscana il percorso di consapevolezza per migliorare diagnosi e presa in carico di una malattia rara e sistemica




La Toscana ha ospitato il terzo di cinque incontri regionali in programma in questi mesi, con l’obiettivo di raccogliere i bisogni dei pazienti con malattia IgG4-correlata e trasformare le criticità territoriali in proposte operative condivise.


IgG4-RD: identificate le ‘red flags’ per ridurre i ritardi diagnostici della ‘grande imitatrice’


 È una malattia rara, spesso sottovalutata e non di rado scambiata per un tumore o per altre patologie infiammatorie. Per la sua capacità di assumere manifestazioni cliniche molto diverse viene definita la “grande imitatrice”. Si chiama malattia IgG4-correlata (IgG4-RD) ed è una patologia fibro-infiammatoria cronica immuno-mediata che può colpire contemporaneamente più organi – tra cui pancreas, fegato, vie biliari, reni, ghiandole salivari, orbite oculari, meningi, retroperitoneo e tiroide – generando quadri clinici eterogenei che rendono il percorso diagnostico complesso e spesso tardivo. Con un’incidenza stimata tra 0,26 e 1,08 casi ogni 100.000 abitanti l’anno, la IgG4-RD interessa prevalentemente persone tra i 50 e i 70 anni, con una maggiore frequenza nel sesso maschile. Il ritardo nella diagnosi può comportare danni d’organo progressivi e complicanze significative.


Proprio per ridurre questi ritardi, una task force di esperti ha individuato cinque “red flags” che possono aiutare i medici a sospettare precocemente la malattia:


rigonfiamento di uno o più organi;

coinvolgimento del pancreas e delle vie biliari;

aumento dei livelli sierici di IgG4;

presenza di infiltrati di cellule IgG4+ nelle biopsie;

flebite obliterante nei tessuti coinvolti.


Questi elementi rappresentano oggi un passo avanti concreto verso una diagnosi più tempestiva. 


Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla malattia, rafforzare e uniformare i percorsi assistenziali, favorire il riconoscimento di un codice di patologia dedicato e valutare la creazione di un registro nazionale, Motore Sanità ha organizzato, con il contributo incondizionato di Amgen, il percorso: “IgG4-RD, conoscere per agire. Da patologia complessa e sconosciuta a patologia diagnosticata e presa in carico rapidamente – Regione Toscana”.


Queste le parole di Augusto Vaglio, Professore Associato Nefrologia Università degli Studi di Firenze, Dirigente Medico Nefrologia e Dialisi- Centro Malattie Renali Immuno-mediate AOU Meyer, ERN ReCONNET “La terapia della malattia IgG4-correlata ha visto negli ultimi anni il consolidarsi di approcci terapeutici tradizionali e l'affermarsi di nuove terapie che possono realmente modificare la storia naturale della malattia. I pazienti si trovano quindi di fronte ad una nuova era terapeutica. L'aumentata consapevolezza delle complicanze e della prognosi della malattia portano inoltre ad una gestione più ragionata ed integrata”.


L’incontro toscano, dopo quelli già tenuti in Lombardia e Veneto, è il terzo di cinque appuntamenti regionali in programma in questi mesi con l’obiettivo di raccogliere i bisogni emergenti dai territori e proporre soluzioni operative condivise.


Nicoletta Curradi

giovedì 23 aprile 2026

Il 25 aprile la 199/a Corsa dell'Arno e il Concorso Il cappello più bello per Corri la Vita al Visarno-Cesare Meli

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Moda, creatività e solidarietà, tutto in un cappello. Sabato 25 aprile, in occasione della 199^ Corsa dell’Arno, la più antica gara di galoppo d’Italia, all’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” si rinnova l’appuntamento con il concorso Il cappello più bello per Corri La Vita, giunto all’undicesima edizione. Tra purosangue e cappelli d’autore, nel cuore del Parco delle Cascine va in scena il Royal Ascot in puro stile fiorentino che unisce mondanità e beneficenza, celebrando il Made in Tuscany e sostenendo attraverso una raccolta fondi dedicata i progetti che Corri La Vita Onlus realizza per supportare le donne colpite da tumore al seno che devono affrontare un percorso di guarigione, riabilitazione e sostegno psicologico. Il Concorso, nato nel 2015, in dieci edizioni (non si è tenuto nel 2021 a causa del Covid) ha contribuito con 45.000 euro.



L'evento, promosso dal Consorzio Il Cappello di Firenze e dall’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” a sostegno dell’associazione Corri La Vita Onlus, trasformerà, dalle 16:30, la terrazza dell’Ippodromo in una vera e propria passerella dove sfileranno i cappelli più fantasiosi, eleganti e originalità. I gareggianti si sfideranno con estro e fantasia per conquistare il podio nelle categorie Eleganza, Creatività e Junior.


Eccellenza manifatturiera e modalità di partecipazione


È possibile partecipare al concorso indossando un proprio cappello realizzato artigianalmente, oppure acquistando un cappello presso il temporary shop allestito all’interno del Visarno. Nel primo caso, disponendo dunque già di un cappello, l’iscrizione al concorso avverrà a fronte di un contributo di 20 euro da effettuare in loco alle volontarie di Corri La Vita presenti alla manifestazione. Nel secondo caso invece, l’iscrizione al concorso è inclusa nel prezzo di acquisto del cappello (attivo il servizio pos; è necessario lasciare il proprio nome).



Il punto vendita rimarrà aperto dalle ore 13:30 fino a fine serata: qui il pubblico troverà in vendita l'eccellenza artigianale toscana con le creazioni realizzate da Angiolo Frasconi, Memar, Grevi, Marzi, Rossomenta, Tesi, Inverni, R-Group, Reali, Raffaello Bettini, Gerardi, Mazzanti Piume e Bertini.


 

L’intero ricavato delle iscrizioni e della vendita dei cappelli, come una parte dell’incasso del biglietto d’ingresso necessario per accedere all’Ippodromo del Visarno e partecipare alla manifestazione come pubblico ed assistere alla 199^ Corsa dell’Arno (5 euro adulti, gratis bambini), sarà devoluto alla Onlus Corri La Vita.


"Siamo profondamente orgogliosi di tagliare il traguardo dell’undicesima edizione proprio nell’anno in cui il Consorzio Il Cappello di Firenze - che raggruppa le più importanti aziende del settore in territorio toscano - compie 40 anni e felici di farlo nuovamente all'Ippodromo del Visarno Cesare Meli dove si correrà la 199° edizione della Corsa dell’Arno, la più antica d'Italia - dichiara Franco Frasconi, presidente del Consorzio Il Cappello di Firenze -. Il binomio tra l’Ippodromo del Visarno e il nostro Consorzio è ormai una tradizione consolidata che dimostra come l'eleganza possa farsi strumento concreto di aiuto. Quest’anno vogliamo che ogni cappello indossato sia non solo un accessorio di stile, ma un manifesto di speranza: l’intero incasso delle iscrizioni e della vendita dei cappelli interamente devoluto a Corri La Vita a supporto dei progetti che la Onlus attiva per sostenere le donne colpite dal tumore al seno, a testimonianza di quanto il Consorzio abbia a cuore la propria comunità sotto ogni punto di vista. Invitiamo tutti i fiorentini e i visitatori a partecipare con estro, sapendo che dietro ogni piuma o intreccio di paglia c'è l'impegno corale di un distretto che ha a cuore il benessere delle donne e la prevenzione".


"Siamo felici di rinnovare anche quest'anno l’appuntamento con il concorso 'Il Cappello più bello' all’Ippodromo del Visarno Cesare Meli. Questa iniziativa, promossa dal Consorzio del Cappello di Firenze e dall'Ippodromo, continua a sostenere con dedizione, anno dopo anno, i progetti di Corri La Vita. Un sentito ringraziamento va a Carlo Meli per la gentile ospitalità e la sua sempre generosa accoglienza. Ogni donna ha il diritto di sentirsi bella, forte e sostenuta: questa giornata, sintesi di sport, moda e bellezza, celebra proprio il coraggio e la rinascita. Corri La Vita è al fianco di ogni donna nel percorso verso la guarigione, offrendo vicinanza e supporto concreto. In questo contesto, indossare un cappello diventa un gesto simbolico di gioia e speranza, capace di donare un sorriso a chiunque lo incroci" dichiara Eleonora Frescobaldi, presidente di Corri La Vita.



LE GIURIE


Premi categorie Eleganza, Creatività, Junior


I primi tre vincitori delle categorie Eleganza, Creatività e Junior saranno selezionati da un'apposita giuria composta da Francesca Frasconi, Silvia Prioreschi e Daniela Meucci.


 

IL COMITATO D’ONORE


I premi saranno consegnati dal comitato d’onore composto da Laura Meli, Daniela Meucci e Rosaria Frescobaldi.


 


I PREMI


Per i classificati delle categorie Eleganza, Creatività e Junior  tra i riconoscimenti: voucher in un resort in Toscana, esperienze enogastronomiche, un viaggio didattico sull’esperienza creativa dell’arte della profumeria ed infine stimolanti premi anche per i più piccoli.



Il Cappello più bello per Corri La Vita


Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” – Parco delle Cascine, Firenze


Sabato 25 aprile 2026


Orari della giornata:


13:30: apertura Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” e temporary shop


16:30: apertura Concorso con aperitivo sulla terrazza.


18:40: 199^ Corsa dell’Arno


19:00: proclamazione dei vincitori del Concorso


Biglietto di ingresso per il pubblico che non partecipa al concorso: 5 euro, gratuito per i bambini (parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza a Corri La Vita).


 

In caso di pioggia, il concorso e tutte le attività si svolgeranno al coperto.



LE AZIENDE


Angiolo Frasconi, fondata nel secondo dopoguerra, ha perfezionato l’arte di realizzare cappelli a Firenze con uno stile inconfondibile che unisce artigianalità e innovazione nella produzione di cappelli da donna con un occhio sempre orientato alla qualità. Ogni cappello e) rigorosamente Made in Italy, realizzato con la leggendaria passione ed impegno. Dalla ricerca, alla lavorazione e finitura, un cappello Angiolo Frasconi è un capolavoro di artigianato riconosciuto ed esportato in tutto il mondo.



Memar inizia la propria storia nei primi del 1900, quando la clientela era composta dai negozi e modisterie italiane e del resto d’Europa. La produzione oggi e) principalmente dedicata ai brand del lusso, sia per quanto riguarda i cappelli che per le borse in paglia. I materiali lavorati sono le paglie, tessuti, nastri, trecce naturali o sintetiche, feltri e pelle.


 


Grevi, fondata nel 1875 nella campagna vicino a Firenze dove si coltivava la paglia non per produrre il pane ma i cappelli nel periodo glorioso delle trecciaiole, dalle cui versatili mani uscivano vari intrecci delicati come merletti, e delle paglie di Firenze amate dalle signore romantiche di fine secolo. Piccoli segreti, tesoro di una lunga storia, permettono oggi di lavorare ogni tipo di materiale e forma, e dar vita ogni anno a nuove collezioni senza limiti alla creatività) ed alla qualità). Venduti nel Negozio monomarca di Firenze e nei piu) prestigiosi punti vendita ed indossati dalle celebrities internazionali, i cappelli Grevi sono anche protagonisti nel cinema da sempre. Recentemente ha prodotto i cappelli della serie “I Leoni di Sicilia”.


 


Marzi è una realtà storica nella produzione del cappello di paglia di Firenze nata nel 1926. Negli anni ha abbellito le teste coronate di mezzo mondo, compresa la Corte inglese al completo, ma anche un personaggio sofisticato e simbolo incontrastato di eleganza come Carolina di Monaco o la principessina Maddalena di Svezia, che proprio per il suo debutto in società) ha scelto una creazione firmata Marzi.


 


Rossomenta è stata fondata nel cuore della Toscana, in quel distretto fiorentino dove la tradizione artigiana nella produzione di cappelli come di articoli di pelletteria si tramanda da secoli e forti di una esperienza che affonda le radici e attraversa quattro generazioni di maestri cappellai, ci avvaliamo di uno staff creativo che sviluppa progetti caratterizzati da una forte componente stilistica nella ricerca di nuovi materiali e una vestibilità più moderna, mantenendo un elevato standard di qualità.


 


Tesi Luigi e Guido Srl Uno sguardo a ritroso nel tempo, risalendo con la memoria storica fino al 1830, momento in cui a S. Pietro a Ponti, paese alle porte di Firenze, apre il cappellaio Pietro Tesi. Da subito la sua peculiarità manifatturiera fu quella tipica del momento storico del luogo: la lavorazione di trecce e cappelli di paglia. Il crescente prestigio di questa azienda era già scritto nella Storia. Alla fine del XIX secolo, la ditta Tesi si specializza nella realizzazione delle più diverse e celebri tipologie di copricapi, i leghorn, le magline e gli immancabili canotti. Uno sviluppo che a cavallo dei due secoli equivale per l’azienda a una crescita esponenziale in termini di presenza sui mercati più importanti di tutta Europa, fino ad approdare al di là dell’oceano, negli Stati Uniti.


 


R-Group Srl, fondata nel 2001 da Marco Rossi con il nome Trendintex, l’azienda si è ampliata ed evoluta fino a diventare R-Group, che non è solo un punto di riferimento nel settore dei semilavorati, filati e tessuti per la produzione di cappelli, borse e accessori moda, ma si posiziona anche come una giovane e dinamica realtà, impegnata nella continua ricerca di nuovi materiali e prodotti innovativi. Un’attenzione particolare rimane nei confronti della qualità che ci permette di arricchire non solo le collezioni dei più importanti Brand di Moda, dei migliori cappellifici, delle aziende tessili e dei nostri piccoli artigiani, ma anche di nutrire la nostra realtà aziendale che si rivela un viaggio e una scoperta di un mondo.


 


Fratelli Reali è leader in Europa nella commercializzazione di materie prime per la produzione di cappelli. Possiamo offrire in pronta consegna un’ampia varietà di campane di paglia, carta, rafia, viscosa, sisal, panama ed altre fibre vegetali. Dai nostri semilavorati si possono produrre dai cappelli economici da spiaggia a quelli più eleganti realizzati da famosi stilisti, o sofisticati da indossare in occasione di cerimonie. Oltre alle cloche disponiamo di una vasta gamma di trecce di paglia, rafia, carta, canapa, polipropilene, nastri di crino di diverse misure e consistenze, tessuto sinamay in molteplici colori e fantasie oltre a velette, velluti e tessuti per la confezione e la guarnizione dei cappelli.


 


Raffaello Bettini Srl rappresenta dal 1938 un’eccellenza tutta italiana nella lavorazione artigianale del cappello. La storia dell’azienda ha il sapore di un’affascinante saga familiare che si snoda attraversando più di un secolo, arrivando a toccare le coste di opposti continenti e rappresenta un esempio unico di intreccio di tradizione e innovazione. A partire dal 2017, in seguito all’ingresso della quarta generazione, l’azienda ha trovato modo di rinnovarsi e guardare al futuro, sempre però ispirandosi al passato e reinterpretandolo, con l’obiettivo di preservare l’eccellenza, la qualità e l’estrema artigianalità di ciascuno dei propri prodotti.


 


Gerardi Donato nasce dall'esperienza di oltre 40 anni di Gerardi Donato nella creazione artistica di forme in alluminio per cappelli, la struttura Gerardi Donato di Gerardi Roberto & C. sas è giunta al ventennale della propria attività di maestri creatori di forme in alluminio.


Le lavorazioni artigianali, uniche nel suo genere e tipiche della zona signese, stanno rappresentando negli anni uno dei motivi d'orgoglio di Signa, un piccolo Comune fiorentino, riportando alla mente quei lavori di tradizione toscana ormai persi.


Le lavorazioni artigianali si rivolgono alla clientela che opera nei settori della moda, e sono svolte sia su ordinazione, partendo dalla forma in legno, cappello o disegno che la casa di moda consegna, oppure presentando al cliente modelli del proprio catalogo.


 


Mazzanti Piume nasce nel 1935, quando Natalina Mazzanti iniziò la sua attività artigiana trasformando piume e fiori di seta in preziosi ornamenti per cappelli e abiti. Firenze è da sempre nota in tutto il mondo per l’arte e l’architettura e le sue più grandi bellezze prendono vita dall’artigianato.


Maurizio ha iniziato a dirigere l’attività nel 1965 dopo la perdita precoce della fondatrice, sua madre Natalina. Alla guida dell’attività adesso c’è anche suo figlio Duccio: “Il mio interesse per l’attività di famiglia nasce fin da piccolo quando, dopo la scuola, trascorrevo le mie giornate in azienda, incantato dall’abilità e la pazienza con cui venivano lavorate le più vaste tipologie di piume. L’azienda è ancora oggi a conduzione familiare. Mio padre ed io cerchiamo di mescolare armoniosamente tradizione e innovazione utilizzando le stesse tecniche artigianali tramandate con passione per tre generazioni.”


 


Michele e Giovanni Bertini Snc si trova nella campagna fiorentina, viene fondata dal nonno dell’attuale proprietaria e stilista e inizia, a partire dal 1920, con la realizzazione dei tipici cappelli in paglia fiorentini. Dopo la guerra, nel 1950 circa, l’attività dalla produzione dei cappelli prima inserisce e poi si sposta alla produzione di borse per signora in paglia e in tessuti naturali. Negli anni ’60 con il boom economico nasce l’esportazione verso i più grandi magazzini europei ed Americani (USA) e raggiunge l’apice nella seconda metà degli anni 60 con una produzione di borse fatte a mano di 2.000.000 di pezzi annui. Con l’arrivo della terza generazione l’azienda viene completamente rimodernizzata iniziando a partecipare a fiere e mostre di fama internazionale, quali MIPEL di Milano e PREMIERE CLASSE di Parigi, iniziando a inserire le collezioni invernali (fino ad allora produceva solo estivo durante tutto l’anno).



 


Il Consorzio Il Cappello di Firenze costituito nel 1986 associa le principali aziende del settore, eredi dell’antica lavorazione della paglia che nel tempo hanno affermato il loro know-how ed esperienza, evolvendosi nelle loro tecniche per rimanere sempre aggiornati. Ha confermato così), giorno dopo giorno, la sua missione di tutelare la lavorazione artigianale del Cappello Fiorentino in Italia e in molti paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, dall’Australia al Giappone. 


Info: www.ilcappellodifirenze.it  

Nicoletta Curradi 

mercoledì 22 aprile 2026

Quasi 700 imprese, 3,7 miliardi di fatturato e 12.000 addetti per Biotech in Toscana


I dati presentati durante l’evento fiorentino “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore”, giunto alla quarta edizione.


A Marco Martinelli l’Assobiotec Award nella nuova categoria “Divulgatori scientifici”

In esposizione la Mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” realizzata per il 40° anniversario di Assobiotec 





 Quasi 700 imprese, oltre 3,7 miliardi di euro di fatturato e circa 12.000 addetti: sono questi i numeri che raccontano la forza e il potenziale del biotech in Toscana, presentati oggi nel corso dell’evento “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, organizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con Fondazione VITA Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita.

L’iniziativa, inserita nel calendario della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra imprese, mondo della formazione e giovani, con l’obiettivo di raccontare il valore delle biotecnologie, le sfide legate alla salute e allo sviluppo sostenibile e le opportunità professionali offerte dal comparto.

Una giornata tra conoscenza, orientamento e incontro con le imprese

La giornata si è aperta con una sessione plenaria dedicata a: numeri del comparto in Toscana, storie di startup e imprese, riflessioni sulle competenze del futuro e dialoghi intergenerazionali sull’impatto della ricerca biotech sulla società, offrendo a studenti e studentesse una visione concreta delle prospettive del settore.

Nel pomeriggio, invece, spazio all’interazione diretta con il mondo del lavoro grazie ai due momenti paralleli “Job in Biotech” – dei Workshop verticali di presentazione aziendale - e “Biotech Village” - un’area dedicata all’incontro tra giovani e imprese. 

Qui circa 250 studenti di Università e ITS hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con aziende del comparto, approfondire i profili professionali più richiesti e scoprire come sviluppare idee innovative fino alla creazione di nuove realtà imprenditoriali.

Un settore strategico per il territorio

L’evento è stata l’occasione per presentare una nuova e aggiornata fotografia del biotech in Toscana, elaborata a partire dal report “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend” realizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.

Il biotech si conferma un comparto strategico per il territorio, con:

3,7 miliardi di euro di fatturato (7% del totale nazionale) di cui quasi il 50% generato dall’area biomedico e sanitaria che comprende la fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici e la diagnostica Biotech

663 imprese, pari all’11% del totale italiano, con una forte prevalenza dell’area agroalimentare e zootecnica (81%), seguita da industria e ambiente (16%) e biomedico e sanitario (4%) 

quasi 12.000 addetti (12% del totale nazionale), a conferma della capacità del settore di generare occupazione qualificata 

728,8 milioni di euro di investimenti in capitale umano 

A Marco Martinelli l’“Assobiotec Award – nuova categoria Divulgatori scientifici” 

“Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, è stata anche la cornice per l’assegnazione dell’Assobiotec Award nuova categoria “Divulgatori scientifici” a Marco Martinelli, Biotecnologo industriale, content creator e divulgatore scientifico. Il premio è un riconoscimento istituito quest’anno da Assobiotec-Federchimica, in occasione del 40° anniversario dell’Associazione e si affianca ai più storici Assobiotec Award e Assobiotec Media Award. L’obiettivo: valorizzare la capacità di raccontare tematiche complesse rendendole accessibili al grande pubblico.

Martinelli è stato premiato:

“Per una divulgazione scientifica autorevole e accessibile, capace di raccontare con chiarezza e coinvolgimento la complessità della scienza alle nuove generazioni. Con uno sguardo curioso e un linguaggio diretto, ha contribuito a diffondere una cultura dell’innovazione e a rafforzare il dialogo tra scienza e società.”

L’appello a una più stretta collaborazione fra Accademia e Industria 

A conclusione dell’iniziativa Andrea Paolini, Consiglio di Presidenza Assobiotec-Federchimica e Presidente di Fondazione Vita ITS Nuove Tecnologie della Vita​, ha lanciato un appello a una più stretta collaborazione fa Università, ITS e Industria Biotech: 

“Sui giovani riponiamo grandi aspettative e siamo felici di vedere tanto interesse e partecipazione a questa iniziativa che è arrivata quest’anno a Firenze dopo le tappe di Roma, Milano e Napoli. In un contesto di grandi progressi tecnologici e di continua evoluzione del settore biotech, assistiamo a una trasformazione profonda delle competenze richieste, con una crescente difficoltà da parte delle imprese nel reperire profili adeguati. Una recente indagine sui trend occupazionali delle professioni del settore biotech italiano, condotto da EY, ha messo in evidenza come nel medio periodo la domanda di lavoro sarà in crescita per circa il 61% delle professioni del settore biotech e che per oltre il 60% di queste si stima anche un aumento delle difficoltà di reperimento di profili da parte delle imprese. Per prepararsi al meglio al futuro è quindi fondamentale rafforzare il dialogo tra imprese, Università e ITS, promuovendo una maggiore integrazione tra formazione teorica e pratica. Iniziative come Biotech Future rappresentano un esempio virtuoso e un’opportunità concreta per contribuire alla crescita socio-economica del Paese e avvicinare i giovani alle carriere nelle scienze della vita aiutandoli a orientare il loro futuro.”


In esposizione la Mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” 

La sede dell’iniziativa ha ospitato anche la mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” che racconta le biotecnologie e i 40 anni di storia di Assobiotec-Federchimica. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza da attraversare. Il percorso, concepito come un’installazione a fisarmonica, invita a camminare tra frammenti che trovano senso fermandosi a osservare. Le biotecnologie emergono come un continuum: un flusso invisibile che connette scoperte, intuizioni e applicazioni tra agricoltura, medicina e industria. Una fascia centrale accompagna la narrazione, simbolo della vita che scorre, si trasforma ed evolve fino a ricomporsi in una visione unitaria. 


Federchimica Assobiotec

Assobiotec, Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie, rappresenta circa 110 imprese, IRCCS, parchi e istituti scientifici e tecnologici operanti in Italia nei diversi settori di applicazione del biotech: salute, agricoltura, ambiente e processi industriali. L’Associazione riunisce realtà diverse - per dimensione e settore di attività - che trovano una forte coesione nella vocazione all’innovazione e nell’uso della tecnologia biotech: leva strategica di sviluppo in tutti i campi industriali e risposta concreta a esigenze sempre più urgenti a livello di salute pubblica, cura dell’ambiente, agricoltura e alimentazione. Costituita nel 1986, Assobiotec è socio fondatore di EuropaBio, l'Associazione Europea delle Bioindustrie, della European Biosolutions Coalition e di ICBA, l’International Council of Biotechnology Association. In Italia è socio fondatore, attraverso Federchimica, del Cluster Nazionale delle Scienze della Vita ALISEI. Partecipa costantemente e attivamente ai lavori dei Cluster Blue Growth e del Cluster Agrifood Nazionale CLAN. 



Nicoletta Curradi

mercoledì 15 aprile 2026

A Firenze e Scandicci 2 giornate dedicate al Made in Italy

 




Al centro scenari internazionali, competenze e nuov Cluster tecnologico nazionale 'Made in Italy' e Fondazione Its Mita Academy promuovono il 15 e 16 aprile tra Firenze e Scandicci (Firenze), due giornate di confronto dedicate alle trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema produttivo italiano. L'iniziativa, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, coinvolgerà istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e giovani talenti, con l'obiettivo di approfondire temi chiave come competitività internazionale, innovazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e sviluppo di competenze strategiche per il futuro del Made in Italy.

    Il 15 aprile, presso Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati a Firenze, il focus sarà rivolto agli scenari internazionali e alle politiche per il Made in Italy, il giorno successivo, presso l'Auditorium Centro Rogers di Scandicci, l'attenzione si concentrerà sul rapporto tra formazione, ricerca e industria, con la presentazione di progetti e nuove traiettorie di sviluppo per la manifattura italiana.

    Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha ricordato che: "negli ultimi anni, la Toscana ha investito con convinzione nell'istruzione tecnologica superiore, dall'implementazione dell'offerta formativa al rafforzamento delle dotazioni per la didattica"."Scandicci è il primo comparto nella pelletteria di lusso in Europa e tra i primissimi al mondo, un sistema produttivo che negli anni ha costruito la propria forza grazie al saper fare, alla qualità del lavoro, alla capacità di trasmettere competenze e alla resilienza di tante imprese che hanno saputo adeguarsi ai cambiamenti dei mercati globali", afferma Claudia Sereni, sindaca di Scandicci. "Il Made in Italy sta vivendo una trasformazione profonda, tra variabili e nuove opportunità, che richiede una convergenza tra ricerca, formazione e produzione per costruire nuovi modelli, filiere e competenze. In questo contesto, il reshoring assume un ruolo strategico, non come semplice ritorno della produzione, ma come riconfigurazione industriale fondata su qualità, innovazione e integrazione tra progetto e manifattura", dichiara Elisabetta Cianfanelli, professoressa ordinario dell'Università degli Studi di Firenze. "La Giornata nazionale del Made in Italy, quest'anno organizzata dal Cluster nazionale del Made in Italy a Firenze, costituisce un'occasione rilevante per definire la nuova identità, i contenuti e le prospettive strategiche e operative del Cluster", sottolinea Alberto Bassi, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale 'Made in Italy'. "Le trasformazioni in atto nel sistema produttivo rendono sempre più evidente la necessità di progettare e consolidare percorsi formativi altamente qualificati, strettamente integrati con il tessuto imprenditoriale e capaci di rispondere in maniera efficace alle evoluzioni del mercato del lavoro", sottolinea Antonella Vitiello, direttrice generale di Its Mita Academy. 

   


Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 11 marzo 2026

Didacta Italia 2026 al via

 Didacta Italia 2026 apre con il ministro Valditara e il pieno di visitatori


 



 Si è aperta l'11 marzo alla Fortezza da Basso di Firenze con il Concerto dell’Orchestra Nazionale dei Licei Musicali e la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la 13° edizione di DIDACTA ITALIA, che ha fatto registrare fin dalle prime ore di apertura un’ampia affluenza di pubblico fra docenti, dirigenti scolastici, educatori e operatori provenienti da tutta Italia.


“Ringrazio Didacta per i contenuti proposti quest’anno e per l’attenzione dedicata alla musica,  strumento fondamentale nei progetti delle nostre scuole – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “ L’orchestra della Scuola italiana, che ho fortemente voluto, rappresenta un omaggio significativo alla nostra scuola e alla sua capacità di educare attraverso l’arte. È per questo che abbiamo dato rilievo alla storia della musica classica nelle nuove Indicazioni nazionali, già a partire dalle scuole primarie. È per questo che la musica è centrale nei progetti di Agenda Sud e Agenda Nord che puntano a contrastare la dispersione scolastica con una nuova visione strategica. Infine, ho apprezzato il richiamo della fiera a Pinocchio, simbolo dei valori di ascolto, rispetto e impegno necessari alla crescita delle nuove generazioni”.


“Didacta Italia è una manifestazione che cresce di anno in anno, diventando un appuntamento sempre più ricco sia dal punto di vista della quantità degli espositori, che della qualità degli eventi – ha affermato il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, che ha aggiunto: “Trovo particolarmente bello che questa inaugurazione si apra con questi giovani musicisti. Il rapporto tra musica e didattica è profondamente significativo: la musica aiuta ad aprire la mente degli studenti, stimola la creatività e contribuisce alla loro crescita culturale e personale. Per questo desidero rivolgere un ringraziamento speciale al Ministro Giuseppe Valditara per la sensibilità e l’attenzione che dimostra nei confronti dell’educazione musicale. Un ringraziamento anche al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, alla sindaca di Firenze Sara Funaro, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, e a tutte le istituzioni civili e militari presenti. Un ringraziamento, infine, a Didacta International con la quale ormai da anni portiamo avanti una collaborazione particolarmente proficua. Proprio nell’ottobre scorso anno abbiamo firmato un accordo che guarda ai prossimi dodici anni. Il rapporto tra Italia e Germania, da cui nasce questa esperienza, rappresentare una base solida per sviluppare progetti educativi di grande valore”.


“Ho visto Didacta nascere e crescere negli anni, un appuntamento di riferimento per il mondo della scuola e della formazione – ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro -. Questa è un’occasione importante per ribadire quanto sia fondamentale investire sull’educazione e mantenere alta l’attenzione sui percorsi dei più giovani. Come amministrazione stiamo portando avanti un piano significativo di interventi sull’edilizia scolastica: nel prossimo triennio investiremo oltre 40 milioni di euro per efficientamento energetico, adeguamento sismico, riqualificazione e ricostruzione degli edifici. Penso alla nuova scuola Ghiberti che stiamo realizzando, con spazi dedicati allo sport e attorno nuove aule didattiche e i laboratori, con la versatilità che si richiede per aggiornare l’insegnamento.


Vogliamo strutture sempre più sicure, sostenibili e moderne, perché investire sulla scuola significa scegliere il futuro del nostro Paese”.


"Con questa manifestazione che per l'Italia è nata qui ed è sempre cresciuta nel corso degli anni, la Toscana diventa capofila per quanto riguarda l'innovazione nel mondo della scuola – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “La Toscana è scuola. Per noi questo è l'elemento fondamentale nella vita di una comunità. Il tema è di straordinaria importanza e complessità e provare a declinarlo nei suoi molteplici aspetti attraverso un grande evento che suscita interesse, promuove buone pratiche, crea relazioni e anima un dibattito vivace e costruttivo è qualcosa che ci riempie di orgoglio. Ringrazio Firenze Fiera che con Indire ha creato questa opportunità. La Regione è presente negli spazi con tante proposte di buone pratiche sia sull'educazione da 0 a 6 anni, penso per esempio ad azioni come Nidi gratis, che sugli interventi per la promozione del successo scolastico.


È particolarmente significativo poi che questa edizione di Didacta sia dedicata a Collodi, Carlo Lorenzini, nell'anniversario dei 200 anni dalla nascita. La sua figura rappresenta l'identità toscana e con Pinocchio, che è il libro per eccellenza, svolge anche una straordinaria funzione pedagogica”.


“Per noi di Didacta International – ha aggiunto Reinhard Koslitz - le sorprese non finiscono mai! L’inaugurazione di quest’anno, accompagnata da un’orchestra straordinaria, resterà sicuramente nella memoria di tutti. La presenza di due Ministri alla fiera sottolinea ulteriormente l’importanza e il prestigio di Didacta Italia. Un sentito ringraziamento al team organizzativo e al comitato per aver reso possibile un evento così eccezionale”.


Domani alle ore 10 si svolgerà il convegno nazionale “4+2. Quando la formazione diventa filiera. Un modello che sta cambiando la scuola italiana”, presso l’Auditorium-Villa Vittoria (Sala 20). Il convegno rappresenta un’importante occasione per valorizzare i risultati raggiunti, riflettere sulle strategie future e consolidare il nuovo modello organizzativo del curricolo di filiera. Nel corso del convegno saranno premiate dalla Fondazione per la scuola italiana 20 filiere che hanno partecipato all’Avviso pubblico della fondazione per la scuola italiana e 10 saranno premiate da INDIRE.


Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, presso lo stand INDIRE alle ore 9,30, si terrà il seminario “Rete AI di INDIRE e dei movimenti di innovazione”. Si tratta di un evento della Rete Tematica AI con le scuole aderenti ai movimenti INDIRE per condividere esperienze e bisogni, allineare riferimenti etici e organizzativi e definire un percorso comune di sperimentazione con l’uso dell’AI.


In evidenza alle ore 12,30 il seminario a cura del Ministero per lo Sport e i Giovani “Il contrasto al fenomeno del doping nello sport tra scienza e attualità” (Padiglione Spadolini, Piano attico). L’evento rappresenta un’occasione per illustrare e far comprendere il fenomeno del doping anche alla luce dell’evento olimpico e paraolimpico di Milano Cortina 2026 e dell’apertura del nuovo laboratorio di analisi.


Nello stand dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana (Padiglione delle Ghiaie) alle ore 12.30 il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ricorderà la figura di Pinocchio e di Collodi alla presenza di 40 studenti del Liceo Coreutico del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo.


Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera con la partnership scientifica di INDIRE. Partner: Didacta International. La fiera propone un programma di altissimo livello avvalendosi di un Comitato organizzatore composto da: Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca, Conferenza dei Rettori delle Università italiane, Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Comune di Firenze, Unioncamere, Camera di Commercio di Firenze, ITKAM e Fondazione Destination Florence. 


www.fieradidacta.it

#didacta26


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 10 marzo 2026

I primi 50 anni dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore

 




Il 10 marzo l'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD, festeggia 50 anni di attività con un convegno a Firenze, la città dove è stata fondata il 10 marzo del 1976.


Il convegno ripercorre l'attività della società scientifica, mezzo secolo di storia italiana della medicina del dolore, dai primi passi nel lavoro di ricerca agli sviluppi più recenti, senza dimenticare il lavoro svolto per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla sofferenza e il dolore cronico.


Il programma prevede l'intervento di esperti di varie discipline: Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, parlerà di dolore ed evoluzione del cervello umano. Il presidente dell’European Pain Federation, EFIC, Luis Garcia-Larrea, presenterà una lettura su “Il dolore e il cervello: sfide e complessità della matrice del dolore".


Il farmacologo Anthony Dickenson, University College di Londra, parlerà di cosa i neuroni rivelano sulla variabilità del dolore.


Seguirà la lettura di Stefano Coaccioli, Università di Perugia-Terni, presidente AISD dal 2018 al 2020, sulla storia millenaria degli archetipi del dolore.


Maria Nolano, neurologa docente presso l’Università Federico II di Napoli, ci guiderà in una lettura del mondo, con le meravigliose immagini di biopsia cutanea che permettono di visualizzare le terminazioni nervose che permettono la percezione del dolore.


La tavola rotonda con alcuni soci fondatori e con i vari presidenti che si sono succeduti nel tempo concluderà la giornata, con riflessioni su passato, presente e futuro della medicina del dolore.


In apertura il presidente dell’International Association for the Study of Pain, IASP, Andrew Rice, porterà il saluto della principale Società Scientifica che si occupa di dolore a livello mondiale.


AISD e Firenze sono strettamente interconnessi con IASP per varie ragioni. AISD è il capitolo italiano di IASP, che venne concepita a Firenze durante un convegno organizzato nel 1972 dal professor Paolo Procacci, alla presenza dei principali studiosi del dolore, tra cui John Bonica, fondatore e primo presidente della IASP. Firenze inoltre ospitò il primo congresso IASP nel 1974.


La peculiarità di AISD e di IASP è di essere società scientifica multidisciplinari che coinvolgono varie specialità mediche, nonché i professionisti sanitari e gli psicologi che si occupano di dolore. La medicina del dolore, sintomo presente in quasi tutte le patologie, riveste un ruolo chiave transdisciplinare e dovrebbe costituire un bagaglio culturale comune per tutte le figure mediche.


Qualche considerazione sul futuro

Per gli sviluppi futuri della medicina del dolore sono fondamentali molti aspetti.

Il fattore umano. La necessità di un approccio multidisciplinare richiede il coinvolgimento di vari specialisti in ambito medico, delle professioni sanitarie e degli psicologi, per ottimizzare la diagnosi ed il trattamento del paziente nell’ottica di una sempre maggiore umanizzazione delle cure.

La cultura. La medicina del dolore dovrebbe fare parte del bagaglio comune di medici, psicologi e professionisti sanitari.

La ricerca. Molti ambiti del dolore presentano ancora criticità, ad esempio per la scarsa efficacia di molti approcci terapeutici.

La tecnologia. Nuovi sviluppi tecnologici ed intelligenza artificiale supporteranno gli specialisti che si occupano di dolore.

 

Nicoletta Curradi 

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