mercoledì 20 maggio 2026

A Farebbe l'appello dei manager culturali

 





 I manager culturali chiedono una diversa attenzione delle aziende alla componente creativa: «Olivetti, prima che arrivasse qualsiasi leggi a prescriverlo, aveva promosso il bello attraverso un processo virtuoso di co-creazione fra impresa e artisti, fra committenza e creatività. Bisogna ritrovare questa spinta». È il segnale forte che arriva dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Industria e Cultura, fra i protagonisti dell’evento ospitato dal Teatro Nazionale di Firenze, dedicato alla progettazione e rigenerazione urbana, tema portante della vetrina italiana della cultura e della creatività Eureka, che si è presentata in Toscana. «Bisogna inserire gli interventi degli artisti nelle riunioni dei Consigli di amministrazione - ha proseguito Asproni - perché i creativi devono stare nelle stanze dei bottoni e partecipare alla co-creazione, alle decisioni. I creativi sono portatori di un punto di vista diverso, e oggi fondamentale». Un appello condiviso dai partecipanti al talk, una rappresentanza di manager culturali fiorentini e toscani riuniti al Teatro Nazionale: dalla delegata cultura CARIPLO Patrizia Asproni al CEO di Archea Associati Giovanni Polazzi, dalla direttrice di Forma Edizioni Laura Andreini al direttore del Centro Espositivo Pecci di Prato Stefano Collicelli Cagol, al presidente di Save the Artistic Heritage Mario Cristiani. Un talk a tutto campo sul rapporto fra creatività e impresa coordinato dal manager culturale Guido Guerzoni dell’Università Bocconi, con la partecipazione della delegata della Regione Friuli Venezia Giulia Elena Mengotti in veste di “storyteller” della vetrina nazionale delle Imprese Culturali e Creative, Eureka, in programma il prossimo 5 e 6 novembre a Pordenone – che nel 2027 sarà Capitale Italiana della Cultura - con la partecipazione di decine di imprese in arrivo anche da Firenze e dalla Toscana, dalle aziende tradizionali alle start up ad alta innovazione. Il settore ICC incide per il 5.4% dell’economia toscana, generando oltre 6,8 miliardi di euro e occupando oltre 55mila lavoratori e lavoratrici. Una sede iconica, il Teatro Nazionale di Firenze, ha ospitato il confronto sulla rigenerazione urbana: tornato a nuova vita dopo un restauro durato quattro anni, il Nazionale è un concreto esempio di riprogettazione nel segno della creatività. L’evento di Firenze ha rafforzato la sinergia fra Eureka 2026 e il sistema culturale creativo toscano, evidenziando il ruolo della cultura come driver di sviluppo economico. La Toscana si conferma uno dei principali ecosistemi delle ICC, pari al 3.2% dell’occupazione regionale: dall’editoria all’ audiovisivo, dal design alla comunicazione, dalle arti performative a software e videogiochi, tante attività capaci di trasformare conoscenza e contenuti in valore economico.


«Purtroppo la precarietà politica e di governo rende spesso difficile portare avanti le cose e rinnovare una legge italiana arcaica in tema di progettazione urbana pubblica, quella datata 1949 – ha sottolineato Laura Andreini -  Ma non dobbiamo perdere la parte umanistica del lavoro, quella che crea relazioni, e la dimensione della bellezza. Serve una normativa che permetta di valorizzare il patrimonio storico attraverso l’inserimento dell’arte contemporanea come elemento importante dei progetti». E conferma Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci di Prato, un «Museo pioniere, voluto da privati, che è un centro culturale attivo quasi 24 ore al giorno, con tante sinergie legate all’associazionismo, un luogo capace di intercettare stimoli. Ma l’incertezza finanziaria penalizza la visione a lungo termine dei musei. La sicurezza del budget è il primo elemento della progettazione».


«Eureka è la prima fiera in Italia che mette in relazione le ICC e crea opportunità di incontro, confronto e business – ha sottolineato Elena Mengotti -. Le tappe del Roadshow sono occasioni importanti per cogliere spunti e affrontare temi che a Pordenone, il 5 e 6 novembre prossimi, verranno ulteriormente approfonditi e troveranno risposta nel corso del convegno e negli stand degli espositori della due giorni FVG».


Nicoletta Xurradi

Oltre 400 studenti dell’Università di Firenze si sfidano in un hackathon su intelligenza artificiale


 



Oltre 400 studentesse e studenti dell’Università di Firenze hanno partecipato oggi, al Palazzo degli Affari, a un grande hackathon con lo scopo di creare, servendosi dell’IA, una campagna di comunicazione volta a promuovere l’uso critico dell’intelligenza artificiale presso i propri colleghi.


La competizione, dal titolo “Studiare con l’IA. Dalle scorciatoie all’uso critico”, ha costituito l’evento finale del progetto Alma-DEH (Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, Digital Education Hub), iniziativa nazionale finanziata dal programma Next Generation EU nell’ambito del PNRR [Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate” Sub-Investimento Digital Education Hubs (DEH)].


Il progetto ha coinvolto, insieme all’Ateneo fiorentino, altre 12 università italiane e un’accademia di Alta Formazione Musicale (AFAM), unite in un progetto ambizioso: realizzare un Digital Education Hub che renda accessibile a tutti la formazione di alta qualità.


La due giorni, dal titolo “Il Futuro entra in Aula”, aveva preso avvio ieri alla presenza della rettrice Alessandra Petrucci, con il convegno “Intelligenza artificiale all’università: esperienze e prospettive del progetto Alma-DEH” dedicato all’approfondimento delle tematiche affrontate durante il progetto.


Oggi, dopo i saluti della prorettrice alla didattica Ersilia Menesini e della delegata all’innovazione didattica e responsabile scientifica Alma-DEH/Unifi Maria Ranieri, ha aperto le attività il talk ispirazionale tenuto da Silvia Benevenuta, formatrice IA e divulgatrice scientifica. A seguire si è tenuto l’hackathon, proseguito fino al pomeriggio.


I risultati del progetto. La due giorni di eventi è anche l’occasione per presentare i risultati delle attività condotte dall’Università di Firenze all’interno del progetto Alm@-DEH e che finora hanno prodotto, a vario titolo, oltre 7mila iscrizioni, dentro e fuori la comunità universitaria. Tra i principali, il ricco catalogo di corsi online ad accesso libero e gratuito disponibili per tutti i cittadini e le cittadine sulla piattaforma Ipazia: 14 webinar sui temi dell’intelligenza artificiale e della didattica innovativa, fruibili in diretta oppure on demand; 11 Massive Open Online Courses (MOOC) e 8 mini-MOOC su argomenti relativi alle cinque aree scientifico-disciplinari (biomedica, scientifica, delle scienze sociali, tecnologica, umanistica e della formazione), accessibili a studenti, cittadini e professionisti.


Una speciale sezione di Ipazia è dedicata alla Formazione per la Digital Education ed è pensata per tutti coloro che si occupano di didattica, mentre “Digital Champions” è il ciclo di webinar che permette la condivisione di esperienze, metodologie e strumenti digitali applicati a diverse discipline e materie.


“Il progetto Alma-DEH – ha dichiarato la rettrice Alessandra Petrucci – ha rappresentato una straordinaria opportunità per l’Università di Firenze di accelerare su una serie di iniziative, progetti e riflessioni che da tempo erano già state avviate sui temi della didattica digitale, dell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e della diffusione della formazione di alta qualità a tutti i cittadini, in forma libera e gratuita”.


Il MOOC sull’IA. Durante l’evento Maria Ranieri ha presentato uno dei prodotti del progetto: il MOOC, fruibile liberamente da tutti, dal titolo Percorsi di alfabetizzazione critica sull’Intelligenza Artificiale. Attraverso il contributo interdisciplinare di esperti il corso mira a educare gli utenti sui rischi della delega cognitiva e sull’importanza di un uso responsabile di strumenti come i chatbot. “L’obiettivo – ha commentato Maria Ranieri - è spiegare, in termini accessibili a tutti, la complessità dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sul nostro modo di lavorare e, in generale, sulla società. Oggi è necessario essere consapevoli che le risposte dell’IA generativa possono riflettere pregiudizi e bias contenuti nei dati. Non è solo un problema tecnico: per creare una cultura dell’intelligenza artificiale serve una riflessione non solo su come la macchina funzioni, ma sulle conseguenze etiche, sociali e giuridiche del suo utilizzo”.


Nicoletta Curradi


lunedì 18 maggio 2026

Il 19 e 20.maggio al via BEAM alla Fiera Bolzano

 



Manca pochissimo a BEAM, l’Hospitality Gamechanger Summit che il 19 e 20 maggio torna a Bolzano per la sua terza edizione, confermandosi come piattaforma sempre in evoluzione dedicata all’esplorazione dei nuovi paradigmi dell’hospitality contemporanea.


Con il motto “Lead the Shift”, l’edizione 2026 interpreta il cambiamento non come semplice adattamento alle nuove dinamiche di mercato, ma come una responsabilità progettuale: guidare nuove visioni, nuovi modelli relazionali e nuove forme di esperienza. Un approccio che attraversa i temi chiave dell’hôtellerie e della gastronomia contemporanea e che posiziona BEAM come piattaforma internazionale di confronto tra ospitalità, cultura e innovazione.


Tra le personalità di rilievo presenti a Bolzano figura Tyler Brûlé, Editorial Director della rivista Monocle e fondatore dell’agenzia creativa Winkreative. Giornalista, imprenditore e osservatore culturale, Brûlé ha ridefinito negli anni il modo in cui brand, luoghi ed esperienze dialogano tra loro, costruendo un linguaggio internazionale capace di influenzare hospitality, retail e destination branding.



La sua presenza a BEAM rappresenta una riflessione strategica sul valore crescente della cultura del brand nell’ecosistema hospitality: oggi non ci si limita più a offrire servizi, ma si costruiscono identità, senso di appartenenza e relazioni durature con gli ospiti.


 

Sul palco salirà inoltre Benjamin Adrion, social entrepreneur e fondatore di Viva con Agua, organizzazione internazionale nata nel 2005 con l’obiettivo di garantire accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene in diverse aree del mondo. Partito da un’iniziativa solidale legata alla raccolta fondi per distributori d’acqua negli asili cubani, il progetto è oggi diventato globale e, coinvolgendo migliaia di volontari, unisce impegno sociale, arte, musica, sport e partecipazione culturale. Un modello che trasforma il fundraising tradizionale in una piattaforma aperta di attivazione collettiva e impatto condiviso.



A BEAM, Adrion presenterà Villa Viva, progetto sviluppato tra Cape Town, Amburgo e Berlino che ridefinisce il concetto stesso di struttura ricettiva. Si presenta infatti come uno spazio ibrido dedicato a ospitalità, creatività e impegno sociale, dove gran parte dei ricavi provenienti da pernottamenti, ristorazione ed eventi viene destinata ai progetti idrici internazionali di Viva con Agua. Più che un hotel, un nuovo paradigma di hospitality esperienziale e partecipativa: un luogo in cui soggiorno, community e purpose convergono in un unico modello operativo. Un esempio concreto di come il settore alberghiero stia evolvendo verso formule capaci di generare non solo valore economico, ma anche impatto culturale e sociale.


Tra gli interventi più attesi figura, infine, quello di Vanessa Borkmann, Direttrice della ricerca presso Fraunhofer IAO, tra le principali esperte europee di innovazione alberghiera e ricerca applicata all’hospitality. Durante BEAM presenterà i risultati dello studio “Future Projections for 2035”, una ricerca che analizza l’evoluzione del settore nei prossimi dieci anni e i nuovi modelli emergenti dell’ospitalità internazionale.


Dalla ricerca emerge una trasformazione radicale del concetto stesso di hotel: le strutture ricettive del futuro non saranno più semplicemente luoghi destinati al pernottamento, ma ecosistemi multifunzionali in grado di integrare lavoro, benessere, socialità ed esperienze immersive. 



Particolare attenzione sarà dedicata anche al ruolo dell’hospitality nello sviluppo sostenibile dei territori. Secondo la ricerca, entro il 2035 gli hotel saranno chiamati a diventare veri attivatori territoriali: hub capaci di contribuire alla rigenerazione di borghi e destinazioni rurali attraverso servizi condivisi, mobilità sostenibile, collaborazione tra imprese locali e nuovi modelli di community living.


Una visione che intercetta alcuni dei trend più rilevanti dell’hôtellerie contemporanea - sostenibilità, autenticità, wellbeing e connessione con il territorio - e che rafforza il posizionamento di BEAM come osservatorio internazionale sulle trasformazioni culturali, sociali ed economiche dell’ospitalità.

Programma completo e informazioni: https://beam.fierabolzano.it/


Nicoletta Curradi

lunedì 11 maggio 2026

Nuova identità visiva per GAMB Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello - Restauro del basamento del Perseo

 GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargellopresenta l’identità visiva firmata da Migliore+Servetto

Un’unica identità memorabile per una pluralità di luoghi






Nasce l’identità visiva di GAMB - Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello, il nuovo istituto museale autonomo che riunisce alcuni dei principali luoghi della cultura fiorentina, tra cui la più significativa raccolta al mondo di opere scultoree di Michelangelo Buonarroti. Il progetto è firmato dallo studio Migliore+Servetto.


Alla presentazione alla stampa sono intervenuti: Andreina Contessa, Direttore generale GAMB, Mara Servetto e Ico Migliore, fondatori dello studio Migliore+Servetto, Sara Funaro Sindaca di Firenze e Alessio de Cristofaro, DiVa, Direttore Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), responsabile della nuova visione del merchandising museale del MiC e dei progetti finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, anche attraverso il design contemporaneo, contribuendo allo sviluppo di un rinnovato approccio al merchandising museale.


L’iniziativa, fortemente voluta dal Direttore generale Andreina Contessa, rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di un sistema museale integrato, capace di valorizzare una costellazione di sedi museali nel centro storico di Firenze e di rafforzarne la riconoscibilità complessiva.


GAMB nasce dalla volontà di dare forma unitaria a una realtà articolata che comprende, oltre alla Galleria dell’Accademia e al Museo Nazionale del Bargello, Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo.


Il pittogramma rappresenta una sintesi dinamica della distribuzione geografica delle sette sedi nel centro storico: un nucleo unitario da cui si diramano diversi bracci verso le diverse componenti del Polo, trasformando la mappa in elemento narrativo e simbolico dell’unità del sistema e della sua proiezione nella città.


«La nuova identità visiva - sottolinea il Direttore generale Andreina Contessa - rappresenta uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile e coerente un sistema museale complesso e diffuso. È il segno di una visione condivisa, capace di restituire unità a una pluralità di sedi e di storie e di consolidarne il dialogo con la città e con i diversi pubblici. Il pittogramma ideato da Migliore+Servetto è un segno dinamico che suggerisce movimento e connessione, percorso e intersezione, ed evoca la possibilità di esplorazione e scoperta. Di fatto disegna una mappa che è al contempo geografica e concettuale, che unisce luoghi di arte e storia e genera esperienze e conoscenza intrecciate».


Ne risulta un vero e proprio diagramma urbano che restituisce immediatamente il valore distintivo del sistema museale: l’arte non è confinata in un contenitore, ma si dispiega nel territorio che l’ha generata attraverso un linguaggio coerente e riconoscibile.


In questa prospettiva, il sistema valorizza un patrimonio architettonico e artistico diffuso nel tessuto urbano, offrendo un viaggio attraverso le molteplici epoche e i differenti volti di Firenze e dando vita a itinerari tematici e percorsi incrociati (Nel segno del genio, Firenze e i suoi simboli, L’arte nel dettaglio).


«Non abbiamo disegnato solo un simbolo, ma una mappa capace di connettere la cultura al suo territorio» affermano Ico Migliore e Mara Servetto. «L’identità di GAMB è un segno vivo che unisce sette luoghi straordinari a partire da un centro comune. È un’opera d’arte diffusa che invita le persone a riscoprire la storia camminando nel cuore di Firenze».


Il segno grafico si configura come simbolo di pluralità e di vitalità, rafforzando l’identità condivisa e valorizzando, al contempo, la specificità di ciascuna istituzione nel dialogo reciproco. Un elemento dinamico capace di adattarsi a differenti contesti, modulandosi con estrema flessibilità.


«Progettare un’identità oggi non significa solo tracciare un segno, ma esplorare il rapporto tra progetto, memoria e luogo attraverso una nuova autorialità collettiva» spiegano Ico Migliore e Mara Servetto. «Questo logo costruisce connessioni e nasce da una sintesi di stimoli fatta di dialoghi e sguardi nel tessuto della città».


Per il logotipo è stato scelto il carattere Divenire (Cast Type Foundry), un sans-serif dall'anima organica e dalla personalità decisa. Le sue forme squadrate, a tratti irregolari, discontinue - come se portassero i segni del tempo e della mano dell’uomo – rimandano idealmente ai percorsi che collegano le sedi: tracciati non rettilinei, mai uniformi, eppure capaci di generare armonia. È un carattere moderno che comunica autorevolezza istituzionale e affidabilità, portando con sé un'eleganza razionale, mai fredda, tipicamente italiana.


 


La palette cromatica attinge profondamente al territorio e alla storia, armonizzando le diverse anime del sistema museale e connotando ogni sede con un proprio carattere peculiare:


Blu Cobalto per la Galleria dell’Accademia e il Museo del Bargello: una tonalità che evoca un senso di autorevolezza e prestigio attraverso la preziosità dei lapislazzuli.

Verde Smeraldo per Palazzo Davanzati: un omaggio cromatico ai decori della celebre “Sala dei pappagalli”.

Rosso Borgogna per Casa Martelli: ispirato alle tonalità araldiche dello stemma della famiglia.

Oro per Orsanmichele: una citazione dello splendore del Tabernacolo dell’Orcagna.

Grigio Pietra Serena per le Cappelle Medicee: riprende fedelmente l’atmosfera materica e il rigore della Sagrestia Nuova.

Porpora per l’Ex Chiesa di San Procolo: una scelta simbolica che rimanda alla tradizione.





Al via al Museo Nazionale del Bargello il restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini

Dal 12 maggio il cantiere “live” aperto al pubblico

 

Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello avviano un nuovo, importante progetto di restauro dedicato al basamento del celebre Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei capolavori assoluti della scultura fiorentina del Cinquecento.


All’interno del Museo Nazionale del Bargello ha inizio il restauro del basamento del Perseo, protagonista di un cantiere “live” allestito nella sala mostre al piano terra del museo. A partire dal 12 maggio 2026, il pubblico potrà accedere allo spazio di lavoro e seguire da vicino le diverse fasi dell’intervento, in programma fino al 5 settembre 2026.


“Aprire al pubblico un restauro così delicato e complesso significa condividere non solo il risultato finale, ma anche il processo di conoscenza che accompagna ogni intervento conservativo – spiega Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello - Il cantiere live del basamento del Perseo permette ai visitatori di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e di cogliere dettagli tecnici, esecutivi e materici spesso invisibili a uno sguardo non esperto. È un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico alla comprensione profonda dell’opera e alla sua storia conservativa”.


Realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo – conservato nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento del Museo Nazionale del Bargello – costituisce un raffinato capolavoro di intaglio scultoreo, concepito come un’ara riccamente decorata e densa di significati simbolici. Ai quattro angoli si trovano protomi di caprone, allusive al segno zodiacale del Capricorno riconducibile al duca, mentre un articolato sistema decorativo fatto di fiaccole e mascheroni allude al trionfo della verità sull’inganno. Più in basso, le erme femminili, rappresentanti la figura di Diana Efesia, evocano la natura e la prosperità, mentre nelle nicchie trovano posto le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.


Dopo quasi trent’anni dall’ultimo restauro, risalente al periodo 1995–2000, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo volto a stabilizzare i processi di degrado e a migliorare la leggibilità estetica e materica dell’opera, compromessa da disomogeneità cromatiche e discontinuità formali. L’intervento rappresenta anche un’importante occasione di studio, che consentirà di approfondire la conoscenza del complesso sotto il profilo storico, conservativo e tecnologico, grazie all’impiego di metodologie aggiornate. Insieme al basamento e alle statuette bronzee sarà restaurata anche la spada in ferro del Perseo, solitamente esposta in una delle vetrine della sala dell’Armeria del museo.


Elemento centrale dell’iniziativa è il cantiere aperto al pubblico, che permetterà ai visitatori di osservare da vicino tutte le fasi del restauro durante il normale orario di apertura del museo. Il percorso sarà arricchito da pannelli informativi dedicati agli aspetti storico-artistici e tecnici e da un video che documenta, attraverso immagini storiche e contemporanee, le complesse vicende conservative dell’opera nel corso del Novecento. Accanto al cantiere, il museo promuoverà un programma di attività, tra cui appuntamenti condotti dai restauratori e dal personale del museo, con percorsi accessibili.


Il progetto di restauro è affidato a Martina Paladini per i bronzi e la spada, e a Nicoletta Carniel e Laura Benucci per il basamento lapideo, sotto la direzione lavori di Chiara Valcepina.


La storia conservativa del basamento del Perseo è intensa e ampiamente documentata. Tra i tanti episodi che la vedono coinvolta ricordiamo il periodo dei bombardamenti, durante la Seconda guerra mondiale, quando il Perseo e la sua base furono ricoverati in un locale sotto la Loggia dei Lanzi per garantirne al meglio l’incolumità. Nel 1945 Bruno Bearzi, lungimirante restauratore e punto di riferimento per la tutela della scultura in bronzo, venne incaricato di ricollocare tutte le opere d’arte al loro posto, una volta scongiurati i rischi legati al conflitto. In quella occasione Bearzi intervenne per consolidare l’ancoraggio della scultura alla sua base e sostituire la spada in ferro con una copia in bronzo che vediamo ancora oggi nella mano di Perseo. Nel 1980 la spada originale in ferro è stata trasferita presso il Museo Nazionale del Bargello, dove già erano pervenuti, sempre per ovviare all’inarrestabile processo di degrado, il rilievo bronzeo con Perseo che libera Andromeda e i quattro bronzetti del basamento marmoreo. Ritenuto inadatto al ricollocamento nella Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è stato definitivamente ricoverato presso la sede museale del Bargello nel 2000 e qui ricongiunto alle quattro sculture in bronzo.


GAMB - Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello Tel: +39 055 0987100 | +39 055 0649440


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 5 maggio 2026

Dal 4 al 7 giugno 2026 torna SALE. Sant' Ambrogio in Festival

 





Il quartiere di Sant’Ambrogio a Firenze si prepara a ospitare la quarta edizione di "Sale-Sant'Ambrogio in festival", la manifestazione nata per onorare la memoria dello chef Fabio Picchi e la sua visione di una città conviviale e inclusiva. Il programma di quest'anno, presentato oggi, si snoderà per quattro giorni con un fitto calendario di appuntamenti che spaziano dal teatro alla solidarietà, mettendo a confronto tradizioni culinarie diverse e rafforzando il legame tra commercio, ristorazione e tessuto sociale cittadino

L’apertura del 4 giugno sarà dedicata alla comunità albanese, protagonista di una grande tavolata collettiva allestita per condividere profumi e sapori tipici. Il 5 giugno sarà invece il momento del ricordo più intimo di Fabio Picchi: la serata si aprirà con "La dispensa dell'amore", una rappresentazione teatrale ideata dal figlio Giulio Picchi. Lo spettacolo trae ispirazione dagli scritti del celebre chef sul concetto della dispensa, intesa non solo come luogo fisico ma come cuore della tradizione domestica italiana.


Le giornate finali del festival coinvolgeranno attivamente la città e i più giovani. Il 6 giugno il Teatro del Sale ospiterà un mercato agricolo e i progetti degli alunni della scuola-città Pestalozzi, per poi chiudere la serata con il reading teatrale "All you can eat". Il gran finale è previsto per il 7 giugno con "Sant’Ambrogio a Tavola", un’imponente cena di beneficenza che accoglierà oltre 500 ospiti segnalati dalle associazioni del territorio. Un’iniziativa che, come sottolineato dalla sindaca Sara Funaro, sintetizza perfettamente l’identità fiorentina, coniugando l'eccellenza enogastronomica con un profondo senso di responsabilità verso la comunità.


Fabrizio Del Bimbo 

domenica 3 maggio 2026

MIDA90 si chiude con successo: qualità e innovazione protagoniste






Si chiude stasera alle 20.00 alla Fortezza da Basso MIDA90, la Mostra Internazionale dell’Artigianato con oltre 60mila visitatori confermando il successo di una manifestazione che da nove decenni a Firenze mette in scena l’artigianato di qualità testimoniando il crescente interesse verso un comparto che rappresenta un pilastro fondamentale del ‘made in Italy’ e dell’economia del nostro paese.


 


Ottima la risposta del pubblico alle Officine esperienziali organizzate per i 90 anni della fiera, che hanno fatto registrare il tutto esaurito fra i laboratori con i maestri artigiani, le visite guidate e i cooking show che al piano attico del padiglione Spadolini hanno visto la partecipazione di tanti chef stellati, produttori e addetti ai lavori e il coinvolgimento anche delle scuole.


 


“Il successo di questa 90esima edizione, che ha potuto contare per il primo anno sulla partecipazione attiva del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ci spinge a proseguire sulla strada intrapresa per una fiera sempre più attrattiva e partecipata in un contesto esclusivo come la Fortezza da Basso”, ha dichiarato Lorenzo Becattini presidente di Firenze Fiera. “Il potenziamento delle sinergie con le principali istituzioni, il crescente interesse del pubblico alle varie iniziative come “La mostra in mostra” che ha accompagnato il visitatore in un avvincente ed inedito viaggio dagli anni Trenta ad oggi, l’alto valore culturale dei convegni su tematiche di stretta attualità quali il ricambio generazionale e il ruolo del lavoro artigiano per il benessere individuale e collettivo, ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati di crescita in termini di qualità e di risposta di un pubblico sempre più giovane, attento ed esigente” .


 


“Desidero ringraziare tutti gli espositori – conclude Becattini - che insieme ai nostri partner istituzionali sono stati al nostro fianco investendo sulla fiera e contribuendo al successo di questa bella edizione”.


 


“La Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze resta la più grande vetrina per l’artigianato a livello italiano – ha affermato Francesco Amerighi, presidente CNA Firenze Metropolitana - un’occasione concreta in cui gli artigiani possono confrontarsi con il pubblico e con i mercati, nonché un punto di osservazione privilegiato per cogliere le trasformazioni del settore. Proprio per questo, continueremo a lavorare affinché occasioni come questa possano evolvere e valorizzare al meglio il patrimonio artigiano, che rappresenta una parte fondamentale dell’identità economica e culturale del nostro Paese”.


 


“La chiusura di questa edizione di MIDA ci consegna un risultato positivo: la Mostra ha confermato la propria capacità di attrazione e, soprattutto negli ultimi giorni, ha registrato un significativo recupero dell’affluenza. Un segnale importante che abbiamo colto anche negli appuntamenti dedicati al restauro, settore nel quale i nostri eventi hanno visto una partecipazione sempre piena e molto attenta. È la conferma di quanto l’artigianato, nelle sue espressioni più alte e identitarie, continui a suscitare interesse, coinvolgimento e condivisione” ha aggiunto la presidente di Confartigianato Imprese Firenze Serena Vavolo.

Nicoletta Curradi 

mercoledì 29 aprile 2026

Motore Sanità Arriva in Toscana il percorso di consapevolezza per migliorare diagnosi e presa in carico di una malattia rara e sistemica




La Toscana ha ospitato il terzo di cinque incontri regionali in programma in questi mesi, con l’obiettivo di raccogliere i bisogni dei pazienti con malattia IgG4-correlata e trasformare le criticità territoriali in proposte operative condivise.


IgG4-RD: identificate le ‘red flags’ per ridurre i ritardi diagnostici della ‘grande imitatrice’


 È una malattia rara, spesso sottovalutata e non di rado scambiata per un tumore o per altre patologie infiammatorie. Per la sua capacità di assumere manifestazioni cliniche molto diverse viene definita la “grande imitatrice”. Si chiama malattia IgG4-correlata (IgG4-RD) ed è una patologia fibro-infiammatoria cronica immuno-mediata che può colpire contemporaneamente più organi – tra cui pancreas, fegato, vie biliari, reni, ghiandole salivari, orbite oculari, meningi, retroperitoneo e tiroide – generando quadri clinici eterogenei che rendono il percorso diagnostico complesso e spesso tardivo. Con un’incidenza stimata tra 0,26 e 1,08 casi ogni 100.000 abitanti l’anno, la IgG4-RD interessa prevalentemente persone tra i 50 e i 70 anni, con una maggiore frequenza nel sesso maschile. Il ritardo nella diagnosi può comportare danni d’organo progressivi e complicanze significative.


Proprio per ridurre questi ritardi, una task force di esperti ha individuato cinque “red flags” che possono aiutare i medici a sospettare precocemente la malattia:


rigonfiamento di uno o più organi;

coinvolgimento del pancreas e delle vie biliari;

aumento dei livelli sierici di IgG4;

presenza di infiltrati di cellule IgG4+ nelle biopsie;

flebite obliterante nei tessuti coinvolti.


Questi elementi rappresentano oggi un passo avanti concreto verso una diagnosi più tempestiva. 


Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla malattia, rafforzare e uniformare i percorsi assistenziali, favorire il riconoscimento di un codice di patologia dedicato e valutare la creazione di un registro nazionale, Motore Sanità ha organizzato, con il contributo incondizionato di Amgen, il percorso: “IgG4-RD, conoscere per agire. Da patologia complessa e sconosciuta a patologia diagnosticata e presa in carico rapidamente – Regione Toscana”.


Queste le parole di Augusto Vaglio, Professore Associato Nefrologia Università degli Studi di Firenze, Dirigente Medico Nefrologia e Dialisi- Centro Malattie Renali Immuno-mediate AOU Meyer, ERN ReCONNET “La terapia della malattia IgG4-correlata ha visto negli ultimi anni il consolidarsi di approcci terapeutici tradizionali e l'affermarsi di nuove terapie che possono realmente modificare la storia naturale della malattia. I pazienti si trovano quindi di fronte ad una nuova era terapeutica. L'aumentata consapevolezza delle complicanze e della prognosi della malattia portano inoltre ad una gestione più ragionata ed integrata”.


L’incontro toscano, dopo quelli già tenuti in Lombardia e Veneto, è il terzo di cinque appuntamenti regionali in programma in questi mesi con l’obiettivo di raccogliere i bisogni emergenti dai territori e proporre soluzioni operative condivise.


Nicoletta Curradi