giovedì 23 aprile 2026

Il 25 aprile la 199/a Corsa dell'Arno e il Concorso Il cappello più bello per Corri la Vita al Visarno-Cesare Meli

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Moda, creatività e solidarietà, tutto in un cappello. Sabato 25 aprile, in occasione della 199^ Corsa dell’Arno, la più antica gara di galoppo d’Italia, all’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” si rinnova l’appuntamento con il concorso Il cappello più bello per Corri La Vita, giunto all’undicesima edizione. Tra purosangue e cappelli d’autore, nel cuore del Parco delle Cascine va in scena il Royal Ascot in puro stile fiorentino che unisce mondanità e beneficenza, celebrando il Made in Tuscany e sostenendo attraverso una raccolta fondi dedicata i progetti che Corri La Vita Onlus realizza per supportare le donne colpite da tumore al seno che devono affrontare un percorso di guarigione, riabilitazione e sostegno psicologico. Il Concorso, nato nel 2015, in dieci edizioni (non si è tenuto nel 2021 a causa del Covid) ha contribuito con 45.000 euro.



L'evento, promosso dal Consorzio Il Cappello di Firenze e dall’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” a sostegno dell’associazione Corri La Vita Onlus, trasformerà, dalle 16:30, la terrazza dell’Ippodromo in una vera e propria passerella dove sfileranno i cappelli più fantasiosi, eleganti e originalità. I gareggianti si sfideranno con estro e fantasia per conquistare il podio nelle categorie Eleganza, Creatività e Junior.


Eccellenza manifatturiera e modalità di partecipazione


È possibile partecipare al concorso indossando un proprio cappello realizzato artigianalmente, oppure acquistando un cappello presso il temporary shop allestito all’interno del Visarno. Nel primo caso, disponendo dunque già di un cappello, l’iscrizione al concorso avverrà a fronte di un contributo di 20 euro da effettuare in loco alle volontarie di Corri La Vita presenti alla manifestazione. Nel secondo caso invece, l’iscrizione al concorso è inclusa nel prezzo di acquisto del cappello (attivo il servizio pos; è necessario lasciare il proprio nome).



Il punto vendita rimarrà aperto dalle ore 13:30 fino a fine serata: qui il pubblico troverà in vendita l'eccellenza artigianale toscana con le creazioni realizzate da Angiolo Frasconi, Memar, Grevi, Marzi, Rossomenta, Tesi, Inverni, R-Group, Reali, Raffaello Bettini, Gerardi, Mazzanti Piume e Bertini.


 

L’intero ricavato delle iscrizioni e della vendita dei cappelli, come una parte dell’incasso del biglietto d’ingresso necessario per accedere all’Ippodromo del Visarno e partecipare alla manifestazione come pubblico ed assistere alla 199^ Corsa dell’Arno (5 euro adulti, gratis bambini), sarà devoluto alla Onlus Corri La Vita.


"Siamo profondamente orgogliosi di tagliare il traguardo dell’undicesima edizione proprio nell’anno in cui il Consorzio Il Cappello di Firenze - che raggruppa le più importanti aziende del settore in territorio toscano - compie 40 anni e felici di farlo nuovamente all'Ippodromo del Visarno Cesare Meli dove si correrà la 199° edizione della Corsa dell’Arno, la più antica d'Italia - dichiara Franco Frasconi, presidente del Consorzio Il Cappello di Firenze -. Il binomio tra l’Ippodromo del Visarno e il nostro Consorzio è ormai una tradizione consolidata che dimostra come l'eleganza possa farsi strumento concreto di aiuto. Quest’anno vogliamo che ogni cappello indossato sia non solo un accessorio di stile, ma un manifesto di speranza: l’intero incasso delle iscrizioni e della vendita dei cappelli interamente devoluto a Corri La Vita a supporto dei progetti che la Onlus attiva per sostenere le donne colpite dal tumore al seno, a testimonianza di quanto il Consorzio abbia a cuore la propria comunità sotto ogni punto di vista. Invitiamo tutti i fiorentini e i visitatori a partecipare con estro, sapendo che dietro ogni piuma o intreccio di paglia c'è l'impegno corale di un distretto che ha a cuore il benessere delle donne e la prevenzione".


"Siamo felici di rinnovare anche quest'anno l’appuntamento con il concorso 'Il Cappello più bello' all’Ippodromo del Visarno Cesare Meli. Questa iniziativa, promossa dal Consorzio del Cappello di Firenze e dall'Ippodromo, continua a sostenere con dedizione, anno dopo anno, i progetti di Corri La Vita. Un sentito ringraziamento va a Carlo Meli per la gentile ospitalità e la sua sempre generosa accoglienza. Ogni donna ha il diritto di sentirsi bella, forte e sostenuta: questa giornata, sintesi di sport, moda e bellezza, celebra proprio il coraggio e la rinascita. Corri La Vita è al fianco di ogni donna nel percorso verso la guarigione, offrendo vicinanza e supporto concreto. In questo contesto, indossare un cappello diventa un gesto simbolico di gioia e speranza, capace di donare un sorriso a chiunque lo incroci" dichiara Eleonora Frescobaldi, presidente di Corri La Vita.



LE GIURIE


Premi categorie Eleganza, Creatività, Junior


I primi tre vincitori delle categorie Eleganza, Creatività e Junior saranno selezionati da un'apposita giuria composta da Francesca Frasconi, Silvia Prioreschi e Daniela Meucci.


 

IL COMITATO D’ONORE


I premi saranno consegnati dal comitato d’onore composto da Laura Meli, Daniela Meucci e Rosaria Frescobaldi.


 


I PREMI


Per i classificati delle categorie Eleganza, Creatività e Junior  tra i riconoscimenti: voucher in un resort in Toscana, esperienze enogastronomiche, un viaggio didattico sull’esperienza creativa dell’arte della profumeria ed infine stimolanti premi anche per i più piccoli.



Il Cappello più bello per Corri La Vita


Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” – Parco delle Cascine, Firenze


Sabato 25 aprile 2026


Orari della giornata:


13:30: apertura Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” e temporary shop


16:30: apertura Concorso con aperitivo sulla terrazza.


18:40: 199^ Corsa dell’Arno


19:00: proclamazione dei vincitori del Concorso


Biglietto di ingresso per il pubblico che non partecipa al concorso: 5 euro, gratuito per i bambini (parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza a Corri La Vita).


 

In caso di pioggia, il concorso e tutte le attività si svolgeranno al coperto.



LE AZIENDE


Angiolo Frasconi, fondata nel secondo dopoguerra, ha perfezionato l’arte di realizzare cappelli a Firenze con uno stile inconfondibile che unisce artigianalità e innovazione nella produzione di cappelli da donna con un occhio sempre orientato alla qualità. Ogni cappello e) rigorosamente Made in Italy, realizzato con la leggendaria passione ed impegno. Dalla ricerca, alla lavorazione e finitura, un cappello Angiolo Frasconi è un capolavoro di artigianato riconosciuto ed esportato in tutto il mondo.



Memar inizia la propria storia nei primi del 1900, quando la clientela era composta dai negozi e modisterie italiane e del resto d’Europa. La produzione oggi e) principalmente dedicata ai brand del lusso, sia per quanto riguarda i cappelli che per le borse in paglia. I materiali lavorati sono le paglie, tessuti, nastri, trecce naturali o sintetiche, feltri e pelle.


 


Grevi, fondata nel 1875 nella campagna vicino a Firenze dove si coltivava la paglia non per produrre il pane ma i cappelli nel periodo glorioso delle trecciaiole, dalle cui versatili mani uscivano vari intrecci delicati come merletti, e delle paglie di Firenze amate dalle signore romantiche di fine secolo. Piccoli segreti, tesoro di una lunga storia, permettono oggi di lavorare ogni tipo di materiale e forma, e dar vita ogni anno a nuove collezioni senza limiti alla creatività) ed alla qualità). Venduti nel Negozio monomarca di Firenze e nei piu) prestigiosi punti vendita ed indossati dalle celebrities internazionali, i cappelli Grevi sono anche protagonisti nel cinema da sempre. Recentemente ha prodotto i cappelli della serie “I Leoni di Sicilia”.


 


Marzi è una realtà storica nella produzione del cappello di paglia di Firenze nata nel 1926. Negli anni ha abbellito le teste coronate di mezzo mondo, compresa la Corte inglese al completo, ma anche un personaggio sofisticato e simbolo incontrastato di eleganza come Carolina di Monaco o la principessina Maddalena di Svezia, che proprio per il suo debutto in società) ha scelto una creazione firmata Marzi.


 


Rossomenta è stata fondata nel cuore della Toscana, in quel distretto fiorentino dove la tradizione artigiana nella produzione di cappelli come di articoli di pelletteria si tramanda da secoli e forti di una esperienza che affonda le radici e attraversa quattro generazioni di maestri cappellai, ci avvaliamo di uno staff creativo che sviluppa progetti caratterizzati da una forte componente stilistica nella ricerca di nuovi materiali e una vestibilità più moderna, mantenendo un elevato standard di qualità.


 


Tesi Luigi e Guido Srl Uno sguardo a ritroso nel tempo, risalendo con la memoria storica fino al 1830, momento in cui a S. Pietro a Ponti, paese alle porte di Firenze, apre il cappellaio Pietro Tesi. Da subito la sua peculiarità manifatturiera fu quella tipica del momento storico del luogo: la lavorazione di trecce e cappelli di paglia. Il crescente prestigio di questa azienda era già scritto nella Storia. Alla fine del XIX secolo, la ditta Tesi si specializza nella realizzazione delle più diverse e celebri tipologie di copricapi, i leghorn, le magline e gli immancabili canotti. Uno sviluppo che a cavallo dei due secoli equivale per l’azienda a una crescita esponenziale in termini di presenza sui mercati più importanti di tutta Europa, fino ad approdare al di là dell’oceano, negli Stati Uniti.


 


R-Group Srl, fondata nel 2001 da Marco Rossi con il nome Trendintex, l’azienda si è ampliata ed evoluta fino a diventare R-Group, che non è solo un punto di riferimento nel settore dei semilavorati, filati e tessuti per la produzione di cappelli, borse e accessori moda, ma si posiziona anche come una giovane e dinamica realtà, impegnata nella continua ricerca di nuovi materiali e prodotti innovativi. Un’attenzione particolare rimane nei confronti della qualità che ci permette di arricchire non solo le collezioni dei più importanti Brand di Moda, dei migliori cappellifici, delle aziende tessili e dei nostri piccoli artigiani, ma anche di nutrire la nostra realtà aziendale che si rivela un viaggio e una scoperta di un mondo.


 


Fratelli Reali è leader in Europa nella commercializzazione di materie prime per la produzione di cappelli. Possiamo offrire in pronta consegna un’ampia varietà di campane di paglia, carta, rafia, viscosa, sisal, panama ed altre fibre vegetali. Dai nostri semilavorati si possono produrre dai cappelli economici da spiaggia a quelli più eleganti realizzati da famosi stilisti, o sofisticati da indossare in occasione di cerimonie. Oltre alle cloche disponiamo di una vasta gamma di trecce di paglia, rafia, carta, canapa, polipropilene, nastri di crino di diverse misure e consistenze, tessuto sinamay in molteplici colori e fantasie oltre a velette, velluti e tessuti per la confezione e la guarnizione dei cappelli.


 


Raffaello Bettini Srl rappresenta dal 1938 un’eccellenza tutta italiana nella lavorazione artigianale del cappello. La storia dell’azienda ha il sapore di un’affascinante saga familiare che si snoda attraversando più di un secolo, arrivando a toccare le coste di opposti continenti e rappresenta un esempio unico di intreccio di tradizione e innovazione. A partire dal 2017, in seguito all’ingresso della quarta generazione, l’azienda ha trovato modo di rinnovarsi e guardare al futuro, sempre però ispirandosi al passato e reinterpretandolo, con l’obiettivo di preservare l’eccellenza, la qualità e l’estrema artigianalità di ciascuno dei propri prodotti.


 


Gerardi Donato nasce dall'esperienza di oltre 40 anni di Gerardi Donato nella creazione artistica di forme in alluminio per cappelli, la struttura Gerardi Donato di Gerardi Roberto & C. sas è giunta al ventennale della propria attività di maestri creatori di forme in alluminio.


Le lavorazioni artigianali, uniche nel suo genere e tipiche della zona signese, stanno rappresentando negli anni uno dei motivi d'orgoglio di Signa, un piccolo Comune fiorentino, riportando alla mente quei lavori di tradizione toscana ormai persi.


Le lavorazioni artigianali si rivolgono alla clientela che opera nei settori della moda, e sono svolte sia su ordinazione, partendo dalla forma in legno, cappello o disegno che la casa di moda consegna, oppure presentando al cliente modelli del proprio catalogo.


 


Mazzanti Piume nasce nel 1935, quando Natalina Mazzanti iniziò la sua attività artigiana trasformando piume e fiori di seta in preziosi ornamenti per cappelli e abiti. Firenze è da sempre nota in tutto il mondo per l’arte e l’architettura e le sue più grandi bellezze prendono vita dall’artigianato.


Maurizio ha iniziato a dirigere l’attività nel 1965 dopo la perdita precoce della fondatrice, sua madre Natalina. Alla guida dell’attività adesso c’è anche suo figlio Duccio: “Il mio interesse per l’attività di famiglia nasce fin da piccolo quando, dopo la scuola, trascorrevo le mie giornate in azienda, incantato dall’abilità e la pazienza con cui venivano lavorate le più vaste tipologie di piume. L’azienda è ancora oggi a conduzione familiare. Mio padre ed io cerchiamo di mescolare armoniosamente tradizione e innovazione utilizzando le stesse tecniche artigianali tramandate con passione per tre generazioni.”


 


Michele e Giovanni Bertini Snc si trova nella campagna fiorentina, viene fondata dal nonno dell’attuale proprietaria e stilista e inizia, a partire dal 1920, con la realizzazione dei tipici cappelli in paglia fiorentini. Dopo la guerra, nel 1950 circa, l’attività dalla produzione dei cappelli prima inserisce e poi si sposta alla produzione di borse per signora in paglia e in tessuti naturali. Negli anni ’60 con il boom economico nasce l’esportazione verso i più grandi magazzini europei ed Americani (USA) e raggiunge l’apice nella seconda metà degli anni 60 con una produzione di borse fatte a mano di 2.000.000 di pezzi annui. Con l’arrivo della terza generazione l’azienda viene completamente rimodernizzata iniziando a partecipare a fiere e mostre di fama internazionale, quali MIPEL di Milano e PREMIERE CLASSE di Parigi, iniziando a inserire le collezioni invernali (fino ad allora produceva solo estivo durante tutto l’anno).



 


Il Consorzio Il Cappello di Firenze costituito nel 1986 associa le principali aziende del settore, eredi dell’antica lavorazione della paglia che nel tempo hanno affermato il loro know-how ed esperienza, evolvendosi nelle loro tecniche per rimanere sempre aggiornati. Ha confermato così), giorno dopo giorno, la sua missione di tutelare la lavorazione artigianale del Cappello Fiorentino in Italia e in molti paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, dall’Australia al Giappone. 


Info: www.ilcappellodifirenze.it  

Nicoletta Curradi 

mercoledì 22 aprile 2026

Quasi 700 imprese, 3,7 miliardi di fatturato e 12.000 addetti per Biotech in Toscana


I dati presentati durante l’evento fiorentino “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore”, giunto alla quarta edizione.


A Marco Martinelli l’Assobiotec Award nella nuova categoria “Divulgatori scientifici”

In esposizione la Mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” realizzata per il 40° anniversario di Assobiotec 





 Quasi 700 imprese, oltre 3,7 miliardi di euro di fatturato e circa 12.000 addetti: sono questi i numeri che raccontano la forza e il potenziale del biotech in Toscana, presentati oggi nel corso dell’evento “Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, organizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con Fondazione VITA Istituto Tecnologico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita.

L’iniziativa, inserita nel calendario della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra imprese, mondo della formazione e giovani, con l’obiettivo di raccontare il valore delle biotecnologie, le sfide legate alla salute e allo sviluppo sostenibile e le opportunità professionali offerte dal comparto.

Una giornata tra conoscenza, orientamento e incontro con le imprese

La giornata si è aperta con una sessione plenaria dedicata a: numeri del comparto in Toscana, storie di startup e imprese, riflessioni sulle competenze del futuro e dialoghi intergenerazionali sull’impatto della ricerca biotech sulla società, offrendo a studenti e studentesse una visione concreta delle prospettive del settore.

Nel pomeriggio, invece, spazio all’interazione diretta con il mondo del lavoro grazie ai due momenti paralleli “Job in Biotech” – dei Workshop verticali di presentazione aziendale - e “Biotech Village” - un’area dedicata all’incontro tra giovani e imprese. 

Qui circa 250 studenti di Università e ITS hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con aziende del comparto, approfondire i profili professionali più richiesti e scoprire come sviluppare idee innovative fino alla creazione di nuove realtà imprenditoriali.

Un settore strategico per il territorio

L’evento è stata l’occasione per presentare una nuova e aggiornata fotografia del biotech in Toscana, elaborata a partire dal report “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend” realizzato da Assobiotec-Federchimica in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.

Il biotech si conferma un comparto strategico per il territorio, con:

3,7 miliardi di euro di fatturato (7% del totale nazionale) di cui quasi il 50% generato dall’area biomedico e sanitaria che comprende la fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici e la diagnostica Biotech

663 imprese, pari all’11% del totale italiano, con una forte prevalenza dell’area agroalimentare e zootecnica (81%), seguita da industria e ambiente (16%) e biomedico e sanitario (4%) 

quasi 12.000 addetti (12% del totale nazionale), a conferma della capacità del settore di generare occupazione qualificata 

728,8 milioni di euro di investimenti in capitale umano 

A Marco Martinelli l’“Assobiotec Award – nuova categoria Divulgatori scientifici” 

“Biotech Future – Competenze e opportunità nel settore. Le biotecnologie incontrano gli studenti”, è stata anche la cornice per l’assegnazione dell’Assobiotec Award nuova categoria “Divulgatori scientifici” a Marco Martinelli, Biotecnologo industriale, content creator e divulgatore scientifico. Il premio è un riconoscimento istituito quest’anno da Assobiotec-Federchimica, in occasione del 40° anniversario dell’Associazione e si affianca ai più storici Assobiotec Award e Assobiotec Media Award. L’obiettivo: valorizzare la capacità di raccontare tematiche complesse rendendole accessibili al grande pubblico.

Martinelli è stato premiato:

“Per una divulgazione scientifica autorevole e accessibile, capace di raccontare con chiarezza e coinvolgimento la complessità della scienza alle nuove generazioni. Con uno sguardo curioso e un linguaggio diretto, ha contribuito a diffondere una cultura dell’innovazione e a rafforzare il dialogo tra scienza e società.”

L’appello a una più stretta collaborazione fra Accademia e Industria 

A conclusione dell’iniziativa Andrea Paolini, Consiglio di Presidenza Assobiotec-Federchimica e Presidente di Fondazione Vita ITS Nuove Tecnologie della Vita​, ha lanciato un appello a una più stretta collaborazione fa Università, ITS e Industria Biotech: 

“Sui giovani riponiamo grandi aspettative e siamo felici di vedere tanto interesse e partecipazione a questa iniziativa che è arrivata quest’anno a Firenze dopo le tappe di Roma, Milano e Napoli. In un contesto di grandi progressi tecnologici e di continua evoluzione del settore biotech, assistiamo a una trasformazione profonda delle competenze richieste, con una crescente difficoltà da parte delle imprese nel reperire profili adeguati. Una recente indagine sui trend occupazionali delle professioni del settore biotech italiano, condotto da EY, ha messo in evidenza come nel medio periodo la domanda di lavoro sarà in crescita per circa il 61% delle professioni del settore biotech e che per oltre il 60% di queste si stima anche un aumento delle difficoltà di reperimento di profili da parte delle imprese. Per prepararsi al meglio al futuro è quindi fondamentale rafforzare il dialogo tra imprese, Università e ITS, promuovendo una maggiore integrazione tra formazione teorica e pratica. Iniziative come Biotech Future rappresentano un esempio virtuoso e un’opportunità concreta per contribuire alla crescita socio-economica del Paese e avvicinare i giovani alle carriere nelle scienze della vita aiutandoli a orientare il loro futuro.”


In esposizione la Mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” 

La sede dell’iniziativa ha ospitato anche la mostra “Dalla vita alla vita. Storia dell’innovazione biotecnologica” che racconta le biotecnologie e i 40 anni di storia di Assobiotec-Federchimica. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza da attraversare. Il percorso, concepito come un’installazione a fisarmonica, invita a camminare tra frammenti che trovano senso fermandosi a osservare. Le biotecnologie emergono come un continuum: un flusso invisibile che connette scoperte, intuizioni e applicazioni tra agricoltura, medicina e industria. Una fascia centrale accompagna la narrazione, simbolo della vita che scorre, si trasforma ed evolve fino a ricomporsi in una visione unitaria. 


Federchimica Assobiotec

Assobiotec, Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie, rappresenta circa 110 imprese, IRCCS, parchi e istituti scientifici e tecnologici operanti in Italia nei diversi settori di applicazione del biotech: salute, agricoltura, ambiente e processi industriali. L’Associazione riunisce realtà diverse - per dimensione e settore di attività - che trovano una forte coesione nella vocazione all’innovazione e nell’uso della tecnologia biotech: leva strategica di sviluppo in tutti i campi industriali e risposta concreta a esigenze sempre più urgenti a livello di salute pubblica, cura dell’ambiente, agricoltura e alimentazione. Costituita nel 1986, Assobiotec è socio fondatore di EuropaBio, l'Associazione Europea delle Bioindustrie, della European Biosolutions Coalition e di ICBA, l’International Council of Biotechnology Association. In Italia è socio fondatore, attraverso Federchimica, del Cluster Nazionale delle Scienze della Vita ALISEI. Partecipa costantemente e attivamente ai lavori dei Cluster Blue Growth e del Cluster Agrifood Nazionale CLAN. 



Nicoletta Curradi

mercoledì 15 aprile 2026

A Firenze e Scandicci 2 giornate dedicate al Made in Italy

 




Al centro scenari internazionali, competenze e nuov Cluster tecnologico nazionale 'Made in Italy' e Fondazione Its Mita Academy promuovono il 15 e 16 aprile tra Firenze e Scandicci (Firenze), due giornate di confronto dedicate alle trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema produttivo italiano. L'iniziativa, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, coinvolgerà istituzioni, università, centri di ricerca, imprese e giovani talenti, con l'obiettivo di approfondire temi chiave come competitività internazionale, innovazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e sviluppo di competenze strategiche per il futuro del Made in Italy.

    Il 15 aprile, presso Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati a Firenze, il focus sarà rivolto agli scenari internazionali e alle politiche per il Made in Italy, il giorno successivo, presso l'Auditorium Centro Rogers di Scandicci, l'attenzione si concentrerà sul rapporto tra formazione, ricerca e industria, con la presentazione di progetti e nuove traiettorie di sviluppo per la manifattura italiana.

    Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha ricordato che: "negli ultimi anni, la Toscana ha investito con convinzione nell'istruzione tecnologica superiore, dall'implementazione dell'offerta formativa al rafforzamento delle dotazioni per la didattica"."Scandicci è il primo comparto nella pelletteria di lusso in Europa e tra i primissimi al mondo, un sistema produttivo che negli anni ha costruito la propria forza grazie al saper fare, alla qualità del lavoro, alla capacità di trasmettere competenze e alla resilienza di tante imprese che hanno saputo adeguarsi ai cambiamenti dei mercati globali", afferma Claudia Sereni, sindaca di Scandicci. "Il Made in Italy sta vivendo una trasformazione profonda, tra variabili e nuove opportunità, che richiede una convergenza tra ricerca, formazione e produzione per costruire nuovi modelli, filiere e competenze. In questo contesto, il reshoring assume un ruolo strategico, non come semplice ritorno della produzione, ma come riconfigurazione industriale fondata su qualità, innovazione e integrazione tra progetto e manifattura", dichiara Elisabetta Cianfanelli, professoressa ordinario dell'Università degli Studi di Firenze. "La Giornata nazionale del Made in Italy, quest'anno organizzata dal Cluster nazionale del Made in Italy a Firenze, costituisce un'occasione rilevante per definire la nuova identità, i contenuti e le prospettive strategiche e operative del Cluster", sottolinea Alberto Bassi, presidente del Cluster Tecnologico Nazionale 'Made in Italy'. "Le trasformazioni in atto nel sistema produttivo rendono sempre più evidente la necessità di progettare e consolidare percorsi formativi altamente qualificati, strettamente integrati con il tessuto imprenditoriale e capaci di rispondere in maniera efficace alle evoluzioni del mercato del lavoro", sottolinea Antonella Vitiello, direttrice generale di Its Mita Academy. 

   


Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 11 marzo 2026

Didacta Italia 2026 al via

 Didacta Italia 2026 apre con il ministro Valditara e il pieno di visitatori


 



 Si è aperta l'11 marzo alla Fortezza da Basso di Firenze con il Concerto dell’Orchestra Nazionale dei Licei Musicali e la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la 13° edizione di DIDACTA ITALIA, che ha fatto registrare fin dalle prime ore di apertura un’ampia affluenza di pubblico fra docenti, dirigenti scolastici, educatori e operatori provenienti da tutta Italia.


“Ringrazio Didacta per i contenuti proposti quest’anno e per l’attenzione dedicata alla musica,  strumento fondamentale nei progetti delle nostre scuole – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “ L’orchestra della Scuola italiana, che ho fortemente voluto, rappresenta un omaggio significativo alla nostra scuola e alla sua capacità di educare attraverso l’arte. È per questo che abbiamo dato rilievo alla storia della musica classica nelle nuove Indicazioni nazionali, già a partire dalle scuole primarie. È per questo che la musica è centrale nei progetti di Agenda Sud e Agenda Nord che puntano a contrastare la dispersione scolastica con una nuova visione strategica. Infine, ho apprezzato il richiamo della fiera a Pinocchio, simbolo dei valori di ascolto, rispetto e impegno necessari alla crescita delle nuove generazioni”.


“Didacta Italia è una manifestazione che cresce di anno in anno, diventando un appuntamento sempre più ricco sia dal punto di vista della quantità degli espositori, che della qualità degli eventi – ha affermato il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, che ha aggiunto: “Trovo particolarmente bello che questa inaugurazione si apra con questi giovani musicisti. Il rapporto tra musica e didattica è profondamente significativo: la musica aiuta ad aprire la mente degli studenti, stimola la creatività e contribuisce alla loro crescita culturale e personale. Per questo desidero rivolgere un ringraziamento speciale al Ministro Giuseppe Valditara per la sensibilità e l’attenzione che dimostra nei confronti dell’educazione musicale. Un ringraziamento anche al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, alla sindaca di Firenze Sara Funaro, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, e a tutte le istituzioni civili e militari presenti. Un ringraziamento, infine, a Didacta International con la quale ormai da anni portiamo avanti una collaborazione particolarmente proficua. Proprio nell’ottobre scorso anno abbiamo firmato un accordo che guarda ai prossimi dodici anni. Il rapporto tra Italia e Germania, da cui nasce questa esperienza, rappresentare una base solida per sviluppare progetti educativi di grande valore”.


“Ho visto Didacta nascere e crescere negli anni, un appuntamento di riferimento per il mondo della scuola e della formazione – ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro -. Questa è un’occasione importante per ribadire quanto sia fondamentale investire sull’educazione e mantenere alta l’attenzione sui percorsi dei più giovani. Come amministrazione stiamo portando avanti un piano significativo di interventi sull’edilizia scolastica: nel prossimo triennio investiremo oltre 40 milioni di euro per efficientamento energetico, adeguamento sismico, riqualificazione e ricostruzione degli edifici. Penso alla nuova scuola Ghiberti che stiamo realizzando, con spazi dedicati allo sport e attorno nuove aule didattiche e i laboratori, con la versatilità che si richiede per aggiornare l’insegnamento.


Vogliamo strutture sempre più sicure, sostenibili e moderne, perché investire sulla scuola significa scegliere il futuro del nostro Paese”.


"Con questa manifestazione che per l'Italia è nata qui ed è sempre cresciuta nel corso degli anni, la Toscana diventa capofila per quanto riguarda l'innovazione nel mondo della scuola – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “La Toscana è scuola. Per noi questo è l'elemento fondamentale nella vita di una comunità. Il tema è di straordinaria importanza e complessità e provare a declinarlo nei suoi molteplici aspetti attraverso un grande evento che suscita interesse, promuove buone pratiche, crea relazioni e anima un dibattito vivace e costruttivo è qualcosa che ci riempie di orgoglio. Ringrazio Firenze Fiera che con Indire ha creato questa opportunità. La Regione è presente negli spazi con tante proposte di buone pratiche sia sull'educazione da 0 a 6 anni, penso per esempio ad azioni come Nidi gratis, che sugli interventi per la promozione del successo scolastico.


È particolarmente significativo poi che questa edizione di Didacta sia dedicata a Collodi, Carlo Lorenzini, nell'anniversario dei 200 anni dalla nascita. La sua figura rappresenta l'identità toscana e con Pinocchio, che è il libro per eccellenza, svolge anche una straordinaria funzione pedagogica”.


“Per noi di Didacta International – ha aggiunto Reinhard Koslitz - le sorprese non finiscono mai! L’inaugurazione di quest’anno, accompagnata da un’orchestra straordinaria, resterà sicuramente nella memoria di tutti. La presenza di due Ministri alla fiera sottolinea ulteriormente l’importanza e il prestigio di Didacta Italia. Un sentito ringraziamento al team organizzativo e al comitato per aver reso possibile un evento così eccezionale”.


Domani alle ore 10 si svolgerà il convegno nazionale “4+2. Quando la formazione diventa filiera. Un modello che sta cambiando la scuola italiana”, presso l’Auditorium-Villa Vittoria (Sala 20). Il convegno rappresenta un’importante occasione per valorizzare i risultati raggiunti, riflettere sulle strategie future e consolidare il nuovo modello organizzativo del curricolo di filiera. Nel corso del convegno saranno premiate dalla Fondazione per la scuola italiana 20 filiere che hanno partecipato all’Avviso pubblico della fondazione per la scuola italiana e 10 saranno premiate da INDIRE.


Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, presso lo stand INDIRE alle ore 9,30, si terrà il seminario “Rete AI di INDIRE e dei movimenti di innovazione”. Si tratta di un evento della Rete Tematica AI con le scuole aderenti ai movimenti INDIRE per condividere esperienze e bisogni, allineare riferimenti etici e organizzativi e definire un percorso comune di sperimentazione con l’uso dell’AI.


In evidenza alle ore 12,30 il seminario a cura del Ministero per lo Sport e i Giovani “Il contrasto al fenomeno del doping nello sport tra scienza e attualità” (Padiglione Spadolini, Piano attico). L’evento rappresenta un’occasione per illustrare e far comprendere il fenomeno del doping anche alla luce dell’evento olimpico e paraolimpico di Milano Cortina 2026 e dell’apertura del nuovo laboratorio di analisi.


Nello stand dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana (Padiglione delle Ghiaie) alle ore 12.30 il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ricorderà la figura di Pinocchio e di Collodi alla presenza di 40 studenti del Liceo Coreutico del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo.


Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera con la partnership scientifica di INDIRE. Partner: Didacta International. La fiera propone un programma di altissimo livello avvalendosi di un Comitato organizzatore composto da: Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca, Conferenza dei Rettori delle Università italiane, Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Comune di Firenze, Unioncamere, Camera di Commercio di Firenze, ITKAM e Fondazione Destination Florence. 


www.fieradidacta.it

#didacta26


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 10 marzo 2026

I primi 50 anni dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore

 




Il 10 marzo l'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD, festeggia 50 anni di attività con un convegno a Firenze, la città dove è stata fondata il 10 marzo del 1976.


Il convegno ripercorre l'attività della società scientifica, mezzo secolo di storia italiana della medicina del dolore, dai primi passi nel lavoro di ricerca agli sviluppi più recenti, senza dimenticare il lavoro svolto per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla sofferenza e il dolore cronico.


Il programma prevede l'intervento di esperti di varie discipline: Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, parlerà di dolore ed evoluzione del cervello umano. Il presidente dell’European Pain Federation, EFIC, Luis Garcia-Larrea, presenterà una lettura su “Il dolore e il cervello: sfide e complessità della matrice del dolore".


Il farmacologo Anthony Dickenson, University College di Londra, parlerà di cosa i neuroni rivelano sulla variabilità del dolore.


Seguirà la lettura di Stefano Coaccioli, Università di Perugia-Terni, presidente AISD dal 2018 al 2020, sulla storia millenaria degli archetipi del dolore.


Maria Nolano, neurologa docente presso l’Università Federico II di Napoli, ci guiderà in una lettura del mondo, con le meravigliose immagini di biopsia cutanea che permettono di visualizzare le terminazioni nervose che permettono la percezione del dolore.


La tavola rotonda con alcuni soci fondatori e con i vari presidenti che si sono succeduti nel tempo concluderà la giornata, con riflessioni su passato, presente e futuro della medicina del dolore.


In apertura il presidente dell’International Association for the Study of Pain, IASP, Andrew Rice, porterà il saluto della principale Società Scientifica che si occupa di dolore a livello mondiale.


AISD e Firenze sono strettamente interconnessi con IASP per varie ragioni. AISD è il capitolo italiano di IASP, che venne concepita a Firenze durante un convegno organizzato nel 1972 dal professor Paolo Procacci, alla presenza dei principali studiosi del dolore, tra cui John Bonica, fondatore e primo presidente della IASP. Firenze inoltre ospitò il primo congresso IASP nel 1974.


La peculiarità di AISD e di IASP è di essere società scientifica multidisciplinari che coinvolgono varie specialità mediche, nonché i professionisti sanitari e gli psicologi che si occupano di dolore. La medicina del dolore, sintomo presente in quasi tutte le patologie, riveste un ruolo chiave transdisciplinare e dovrebbe costituire un bagaglio culturale comune per tutte le figure mediche.


Qualche considerazione sul futuro

Per gli sviluppi futuri della medicina del dolore sono fondamentali molti aspetti.

Il fattore umano. La necessità di un approccio multidisciplinare richiede il coinvolgimento di vari specialisti in ambito medico, delle professioni sanitarie e degli psicologi, per ottimizzare la diagnosi ed il trattamento del paziente nell’ottica di una sempre maggiore umanizzazione delle cure.

La cultura. La medicina del dolore dovrebbe fare parte del bagaglio comune di medici, psicologi e professionisti sanitari.

La ricerca. Molti ambiti del dolore presentano ancora criticità, ad esempio per la scarsa efficacia di molti approcci terapeutici.

La tecnologia. Nuovi sviluppi tecnologici ed intelligenza artificiale supporteranno gli specialisti che si occupano di dolore.

 

Nicoletta Curradi 

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venerdì 6 marzo 2026

La conferenza annuale della Florence School of Banking and Finance 2026


In occasione del decimo anniversario della Florence School of Banking and Finance e dei 50 anni dell'Istituto Universitario Europeo, la conferenza annuale del 2026 si tenuta sul tema "L'Unione del Risparmio e degli Investimenti nell'UE: Opportunità per i Risparmiatori e le Imprese Europee". Nel contesto del rinnovato impegno dell'Europa per l'approfondimento dei suoi mercati dei capitali, la conferenza ha esaminato i compromessi politici necessari per dare forma a un'Unione del Risparmio e degli Investimenti (SIU) in grado di soddisfare sia gli obiettivi finanziari a lungo termine dei cittadini europei sia le esigenze di investimento delle imprese in tutto il continente, promuovendo l'offerta transfrontaliera di capitale di rischio. Le discussioni hanno affrontato i quadri istituzionali, normativi e di mercato necessari per superare la persistente frammentazione dei mercati dei capitali europei e sbloccare investimenti a lungo termine su larga scala. Particolare attenzione è stata dedicata agli ostacoli che l'innovazione scientifica deve affrontare e al ruolo che il capitale di rischio e il private equity possono svolgere nel rafforzare la leadership tecnologica dell'Europa. In tal modo, l'evento ha affrontato la questione fondamentale se mercati finanziari più efficienti possano, da soli, realizzare gli obiettivi strategici di autonomia e competitività dell'Europa. La conferenza ha esplorato anche come progettare mercati dei capitali che perseguano un chiaro obiettivo strategico. L'a SIU sta rapidamente acquisendo importanza nei dibattiti politici come potenziale risposta a un'ampia gamma di priorità europee condivise, tra cui innovazione, crescita, obiettivi climatici, capacità di difesa e resilienza economica in un contesto di concorrenza globale e mutevoli dinamiche geopolitiche. Promuovere classi di attività attraenti per i risparmiatori europei, canalizzando al contempo i capitali verso questi obiettivi strategici, richiederà un sofisticato kit di strumenti politici con implicazioni per gli investimenti pubblici, la regolamentazione e la vigilanza. Tenutosi nell'arco di due giorni presso l'Istituto Universitario Europeo, l'evento ha riunito voci di spicco del mondo accademico, politico e industriale per discutere la struttura, lo scopo e il futuro di un panorama europeo integrato degli investimenti. Il programma prevede interventi di alto livello di alti funzionari dell'UE e illustri accademici, oltre a sessioni interattive che spaziano da discussioni di gruppo condotte da esperti a panel tematici. La conferenza annuale del 2026 è stata un forum unico e dinamico per tracciare la prossima fase del programma di integrazione finanziaria dell'UE. 


Nicoletta Curradi 

giovedì 12 febbraio 2026

Intimo e lingerie: l'Italia vale oltre 3,7 miliardi di euro

 



 


Presentata la prima ricerca in assoluto, dedicata al comparto intimo e lingerie, frutto dell’indagine commissionata da Underbeach e dalla nuova Associazione AIMI a Sita Ricerca. Un’analisi che fotografa consumi, canali, fascia premium e scambi internazionali del settore, offrendo una fotografia inedita e approfondita del comparto, che finora veniva aggregato ad altre categorie del settore moda


 

 Il mercato italiano dell’intimo e della lingerie si conferma strategico per il fashion italiano ed europeo, pur in un contesto di progressiva trasformazione dei consumi. In Europa il comparto vale circa 17 miliardi di euro, ma è destinato a crescere fino a quota 26 miliardi di euro, nel 2033 (previsioni di Market Data Forecast). In questo scenario, l’Italia mantiene un ruolo centrale sia sul fronte dei consumi interni sia su quello produttivo e delle esportazioni. Secondo l’analisi “Consumi, export ed import dell’intimo in Italia 2025” commissionata da Underbeach a Sita Ricerca e riferita alla popolazione residente (esclusi quindi turisti e acquisti di comunità), nel 2025 il valore del mercato complessivo dell’intimo – che comprende intimo uomo, donna e calzetteria – si attesta a 3,105 miliardi di euro, in lieve flessione (-0,4%) rispetto al 2024. Il calo è legato alla contrazione dei volumi (-1,3%), mentre i prezzi medi continuano a crescere (+0,9%). Se si considera anche l’impatto degli acquisti di turisti stranieri, che incidono per circa il 20%, il valore sale a circa 3,7 miliardi di euro. Il segmento femminile resta trainante e vale oltre 2 miliardi di euro, pari a circa il 70% del totale, mentre l’intimo uomo mostra una dinamica più debole.
La struttura del mercato europeo vede una forte concentrazione nella fascia economica, che copre il 62,3% dei consumi (Fonte: Market Data Forecast), mentre per quanto riguarda l’Italia il dato più significativo si osserva nella crescita della fascia premium. Nel 2025 il valore dell’intimo premium destinato ai residenti raggiunge infatti i 379,6 milioni di euro, in aumento di quasi il 10% rispetto al 2023. Considerando che circa l’80% degli acquisti effettuati dai turisti stranieri in Italia si può ragionevolmente collocare in fascia premium e che il loro valore è paragonabile a quello dei residenti, il giro d’affari complessivo del premium può essere stimato intorno agli 800 milioni di euro, pari a circa il 22% del totale settore.


Sul fronte distributivo, nel 2025 le catene monomarca si confermano il primo canale di vendita, con il 51,9% rispetto al 50,8% del 2023, il canale multimarca si mantiene stabile al 18,9%, mentre i pure player (negozi online) si mantengono al 6,5% di quota. Registrano qualche difficoltà i canali relativi ad ambulanti e food (iper, super e discount) che passano rispettivamente dal 7,2% al 7% e dall’11,2% al 10,6%. La spesa online complessiva di intimo e lingerie sfiora invece i 350 milioni di euro, con una quota prossima all’11% del mercato.


 


Il commercio estero evidenzia segnali di squilibrio. Nei primi dieci mesi del 2025 l’export di intimo italiano scende a 2,3 miliardi di euro (-2,8%), mentre l’import cresce del +6,9% arrivando a 2,7 miliardi di euro. La quota di export verso l’Unione Europea nel 2025 sfiora il 59% del totale, mostrando una crescita dell’1,8%. I principali mercati di sbocco sono Francia, Germania e Spagna. Sul fronte import, l’Italia acquista circa 1,43 miliardi di euro di intimo da paesi extra europei (52,2% del totale) e circa 1,3 miliardi dall’Europa, con Bangladesh, Paesi Bassi e Sri Lanka che sono i principali paesi esportatori di intimo in Italia.


 


“Abbiamo voluto questa ricerca insieme alla neonata AIMI, Associazione Italiana Mare Intimo, perché riteniamo fondamentale, per chi opera in questi mercati, poter disporre di dati dedicati, puntuali e realmente rappresentativi del settore - spiega Alessandro Legnaioli, presidente di Underbeach, la società che organizza le fiere Immagine Italia & Co, dedicata ad intimo e lingerie e Maredamare, dedicata al settore beachwear. – Fino ad oggi le informazioni disponibili erano quasi sempre aggregate all’interno di macro-categorie più ampie, come quella dell’abbigliamento, rendendo difficile comprendere le reali dinamiche del nostro settore. Questa indagine colma un vuoto informativo importante e fornisce uno strumento strategico a imprese, operatori e stakeholder. Il percorso proseguirà già nei prossimi mesi: a luglio, in occasione dell’edizione 2026 di Maredamare, saranno infatti disponibili anche i dati specifici sui costumi da bagno e sulla moda mare”.


Fabrizio Del Bimbo