giovedì 16 febbraio 2023

BigMat 7a edizione alla Fortezza da Basso il 16 e 17 febbraio

 




L’edilizia si è ritrovata alla Fortezza da Basso di Firenze il 16 e 17 febbraio 2023 per l’evento   commerciale di BigMat che fa incontrare i distributori e i produttori di materiali edili.

Tra le novità la presentazione del bagno ideale 'rmato dall’interior designer Andrea Castrignano in esclusiva per BigMat; le novità del Premio Internazionale di Architettura; i nuovi stili di vendita del libero servizio,senza dimenticare l’approccio digital e la sostenibilità.


“We are BigMat” è il motto della 7a edizione di BigMarket, la era esclusiva di BigMat, Gruppo leader in Italia e in Europa di punti vendita di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare. Un’affermazione che ribadisce il ruolo da protagonista delr Gruppo BigMat, che si conferma partner di crescita per tutta la filiera delle costruzioni con iniziative sempre nuove: 

Per due giorni (giovedì 16 e venerdì 17 febbraio 2023) la Fortezza da Basso di Firenze si è trasformata in una “piazza” dove oltre 95 fornitori selezionati e i 150 soci BigMat hanno avuto la possibilità di allacciare preziosi rapporti di collaborazione. 


L’evento è un momento di incontro e confronto dedicato al mondo dell’edilizia e delle finiture e coinvolge tutta la filiera delle costruzioni.

Due giornate di relazione, innovazione e formazione, dove poter scoprire le ultime tendenze e le proposte del mercato in termini di prodotti e soluzioni ma soprattutto alcuni dei nuovi progetti di BigMat.


LA CRESCITA DI BIGMAT: QUANTITÀ E QUALITÀ


È un inizio 2023 all’insegna della crescita quello di BigMat, che sta vivendo un momento di fondamentale sviluppo. E proprio l’accrescimento del network è uno degli asset su cui il Gruppo ha costantemente lavorato arrivando a oltre 230 punti vendita e a 150 soci, con un fatturato in Italia di oltre 850 milioni di euro nel 2022, confermando il ruolo da protagonista della distribuzione edile grazie ai valori condivisi e alla solidità di una struttura che o#re servizi innovativi a supporto delle realtà imprenditoriali. 

Una crescita costante in dimensione ma soprattutto in qualità e in aree economiche strategiche del Paese, con nuovi soci di grande caratura imprenditoriale.


La formula vincente di BigMat pone le sue basi sulla trasparenza e indipendenza dei soci, sulla condivisione del know-how tecnico e strategico, senza dimenticare l’expertise specializzata e la prossimità al territorio e ai professionisti del settore.

A fare di BigMat la scelta di molti imprenditori negli ultimi mesi sono stati i servizi e i numerosi progetti messi a disposizione dei soci aderenti, e il BigMarket è l’occasione per scoprirne alcuni dal vivo.


LE NOVITÀ DI BIGMAT





IL BAGNO SARTORIALE DI ANDREA CASTRIGNANO


Un comparto che genera il circa il 20% del fatturato annuale del Gruppo: le niture di interni e dei complementi di arredo sono un’area di business sempre più importante all’interno del network.

Per questo all’interno del BigMarket è stata dedicata un’area ad hoc per esplorare il format espositivo HABIMAT (il brand di BigMat dedicato al mondo dell’interior design) e tutte le novità legate allo stile di vendita degli showroom di niture d’ interni. 

Sono circa 40 gli showroom sul territorio nazionale, che puntano a raddoppiare nei prossimi anni facendo di HABIMAT la prima rete di showroom di un consorzio con un format riconoscibile e replicabile dove la vendita è sostenuta da un expertise edile e decorativa e una proposta sartoriale che trasforma il processo da “semplice scelta e acquisto” a un’experience narrativa, visiva, tattile ed emozionale.

Sul concetto di sartorialità è, infatti, costruito anche l’ultimo progetto in ambito finiture d’interni, presentato in anteprima a BigMarket: il bagno sartoriale by Andrea Castrignano. Si tratta di un concept per l’ambiente bagno, disegnato in esclusiva per BigMat dall’interior designer, autore di “Cambio Casa, Cambio Vita!” e testimonial del Gruppo BigMat. Una proposta di “bagno sartoriale” che interpreta l’abitare contemporaneo e che sarà disponibile negli showroom aderenti dove il cliente – privato, architetto o artigiano/applicatore – potrà personalizzare e adattare il concept alle sue esigenze grazie al supporto di BigMat e HABIMAT.


LIBERO SERVIZIO


Sempre alla ricerca di modi più eFcienti per supportare la rivendita e i suoi clienti, BigMat propone in questa edizione di BigMarket anche l’allestimento di una nuova area libero servizio. BigMat ha, infatti, ideato un progetto specico per l’allestimento del libero servizio nei propri negozi: un “concept” chiavi in mano che può essere declinato da ogni socio, secondo le proprie esigenze e specificità, e con il totale supporto del Gruppo in ogni fase della sua configurazione e implementazione in rivendita. Durante la fiera è stata allestita una vera e propria area libero servizio, dove poter scoprire dal vivo il percorso di vendita e le caratteristiche del layout studiato da BigMat per soddisfare le necessità dei punti vendita e dei clienti, con un’o#erta chiara e intuitiva delle soluzioni e prodotti dei fornitori partner, ideale per semplificare le fasi d’acquisto.


BIGMAT E L’ARCHITETTURA


Dieci anni fa, nel 2013, venivano assegnati i primi premi del BigMat International Architecture Award e oggi il premio biennale di architettura di BigMat giunge alla sua sesta edizione con grandi novità. Il Premio Internazionale di Architettura iBgMat si rinnova, infatti, con un nuovo format, una nuova categoria e nuovi premi per essere sempre più vicini al mondo dell’architettura in tutte le sue forme e dimensioni, dalla grande alla piccola scala.


Il BMIAA ’23, infatti, assegnerà quest’anno due Premi internazionali di Architettura: uno per i progetti della categoria “Architettura residenziale su piccola scala” e l’altro alla categoria “Grandi opere di architettura”; ci saranno poi anche i Premi Nazionali, uno per ogni Paese in cui è presente il marchio BigMat, e una Menzione giovani architetti; per un valore complessivo di 79.500 euro.


Con questo Premio BigMat supporta e contribuisce all’architettura e all’edilizia di qualità, sostenendo i piccoli e grandi progetti che ridisegnano il paesaggio urbano.


DIGITALIZZAZIONE


L’innovazione per BigMat passa anche dalla tecnologia e dal digitale, tra i progetti strategici del Gruppo è prioritaria la digitalizzazione. Esempio di innovazione digitale in questo ambito è DPrice, lo standard per la digitalizzazione dei listini prezzi dell’edilizia. Un progetto, nato dallo studio congiunto di Sercomated ed Edilportale, sostenuto e voluto da BigMat, uno strumento indispensabile per la competitività delle aziende del settore edile.


LA GREEN REVOLUTION BIGMAT


Rinnovare il patrimonio edilizio esistente riducendo le emissioni di gas serra e i consumi di energia è una priorità per BigMat che è da sempre attento al tema della sostenibilità ambientale e a come l’innovazione tecnologica dei materiali edili possa contribuire alla “rivoluzione verde”. Altra novità è infatti GreenMat, una selezione di prodotti a marchio – realizzati con i fornitori partner BigMat – che rispondono a un protocollo di ecosostenibilità sviluppato con un importante partner tecnico scientico. 


BigMat ambisce così a sviluppare un progetto strategico in area sostenibilità con una linea di private label a marchio GreenMat, che nei prossimi mesi si arricchirà di nuovi prodotti che saranno disponibili nelle rivendite associate.

Molti altri sono i progetti in progress di BigMat che verranno svelati e approfonditi nei prossimi mesi.



Nicoletta Curradi


mercoledì 15 febbraio 2023

Presentata l'85esima edizione del Festival del Maggio Musicale




Il Festival del Maggio Musicale compie 90 anni ma ne dimostra un po’ meno: 85! Raggiungendo quella di quest’anno, tante sono state fin ora le edizioni andate in scena e che hanno formato e arricchito la prestigiosa storia del Teatro del Maggio così strettamente legata al suo Festival che resta il punto centrale della programmazione del Teatro. Assieme ai due “nuovi festival satelliti” vale a dire, quello d’Autunno e quello di Carnevale, il Maggio Musicale Fiorentino rende a tutti gli effetti Firenze la “Città dei Festival”. Due mesi e mezzo di programmazione con tre opere e otto concerti, con una “coda” in settembre e novembre a comporre poi un “ciclo Mehta-Mozart”.


Al pubblico saranno offerte quattro formule di abbonamento declinate sui tre turni, A, B e Matinée: un abbonamento complessivo alle cinque opere e agli otto concerti, un abbonamento solo per le cinque opere, uno solo per gli otto concerti e uno per il ciclo Mehta-Mozart con le tre opere della Trilogia dapontiana.


Tre le prime opere liriche, Don Giovanni, di Mozart, Otello, di Verdi, entrambe dirette da Zubin Mehta e l’attesissima Die Meistersinger von Nürnberg di Wagner diretta da Daniele Gatti, più, per comporre il ciclo mozartiano, le riprese di altre due opere dapontiane Le nozze di Figaro in settembre e Così fan tutte in novembre dirette entrambe da Zubin Mehta per cinque opere in totale. Otto i concerti sinfonici che prendono avvio il 22 aprile inaugurando il Festival con la direzione di Daniele Gatti e altri sette concerti, tra cui quello del 10 maggio dedicato al progetto “Viva Verdi” messo in cartellone per contribuire all’acquisto, da parte del Ministero della Cultura, di Villa Sant’Agata la casa-museo di Giuseppe Verdi, e un fuori programma il 17 giugno, al Visarno Arena con l’Orchestra impegnata con gli Who. Inoltre un’opera per bambini dedicata a Carmen e un convegno internazionale su Maria Callas.


I tre registi chiamati per le prime tre opere sono David Pountney per Don Giovanni -in scena dal 30 aprile al 12 maggio-, Valerio Binasco per Otello -in scena dal 20 maggio al 3 giugno - e Damiano Michieletto per Meistersinger—in scena dal 22 giugno al 7 luglio -. Le compagnie di canto schierano molti grandi artisti nei tre cast, qui citati solo alcuni nei ruoli principali: Luca Micheletti (Don Giovanni), Markus Werba (Leporello), Jessica Pratt (Donna Anna), Anastasia Bartoli (Donna Elvira), Ruzil Gatin (Don Ottavio), Benedetta Torre (Zerlina) nel Don Giovanni; Fabio Sartori (Otello), Anastasia Bartoli (Desdemona), Luca Salsi (Jago), Joseph Dahdah (Cassio) in Otello; Michael Volle (Hans Sachs), Wilhelm Schwinghammer (Veit Pogner), Kirsten MacKinnon (Eva), Markus Werba (Sixtus Beckmesser), Klaus Florian Vogt (Walther von Stolzing), Maximilian Schmitt (David), Claudia Huckle (Magdalene) in Die Meistersinger von Nürnberg.


Il Don Giovanni programmato nel Festival entra anche nel ciclo Mehta-Mozart che presenta nel complesso le tre opere dapontiane con la ripresa prima di Le nozze di Figaro - in scena dal 21 al 30 settembre – allestimento con la regia di Jonathan Miller (ripresa da Georg Rootering) e nel cast Bo Skovhus (Il Conte d’Almaviva), Mojca Erdmann (La Contessa), Francesca Pia Vitale (Susanna), Alessandro Luongo (Figaro), Giuseppina Bridelli (Cherubino) e poi del più recente Così fan tutte – in scena dal 3 al 12 novembre – con la regia di Sven-Eric Bechtolf (ripresa da Paolo Vettori) e con Valentina Nafornita (Fiordiligi), Vasilisa Berzhanskaya (Dorabella), Matthew Swensen (Ferrando), Markus Werba (Guglielmo) Benedetta Torre (Despina) e Thomas Hampson (Don Alfonso).


Il fronte sinfonico con i suoi 8 concerti vedrà sul podio il direttore principale Daniele Gatti il 22 aprile con il concerto inaugurale, al quale seguiranno i concerti del 10 maggio, e quello di chiusura dell’8 luglio; poi Zubin Mehta, direttore emerito a vita del Maggio, con i concerti del 29 aprile e del 25 maggio; Myung-Whun Chung il 5 maggio, Andrés Orozco-Estrada, il 19 maggio e Philippe Jordan il 29 giugno. I solisti impegnati a fianco dei Direttori sono Julia Hagen con Orozco-Estrada, Andrea Lucchesini con Zubin Mehta il 25 maggio, Thomas Zehetmair con Philippe Jordan e Lilya Zilberstein con Daniele Gatti l’8 luglio.


Da segnalare il 17 giugno il concerto straordinario, nel vero senso del termine, che vedrà l’Orchestra del Maggio, impegnata alla Visarno Arena nel concerto con una delle storiche band rock britanniche, i The Who, nell’unica tappa italiana del loro tour The Who-Hits back! Per questo concerto i biglietti sono disponibili presso Firenze Rocks.


Per festeggiare l’inaugurazione del Festival, domenica 23 aprile 2023 è stato varato il progetto “Ben venga il Maggio! Musica nella città” in collaborazione con Anbima APS (Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome). Firenze sarà “invasa” dalla musica delle bande toscane. Le esibizioni dei complessi si terranno in varie piazze del centro della Città; al tramonto le bande si riuniranno in Piazza Vittorio Gui, davanti al Teatro del Maggio, per un pirotecnico finale musicale.


Per gli spettacoli per bambini, le scuole e le famiglie continua la feconda collaborazione con Venti Lucenti che con Manu Lalli metterà in scena La Historia de Carmen, tratta da Carmen di George Bizet dall’1 al 7 giugno in sala Mehta.


Nel mese di maggio è in calendario un importante convegno internazionale, a cura di Giancarlo Landini e Giovanni Vitali, imperniato sulla figura di una delle più celebri e acclamate artiste di tutti i tempi: l’iconica Maria Callas. “La fiamma possente” è il titolo del convegno che vedrà impegnate numerose personalità a tratteggiare gli esordi del grande soprano.


Le opere e i concerti del Festival saranno trasmessi in diretta o in differita da Rai Radio 3, proseguendo una collaborazione storica con l’emittente radiofonica nazionale che dura da oltre settant’anni.


Come di consueto, prima di ogni recita e di ogni concerto, verranno offerte al pubblico le guide all’ascolto e le presentazioni delle opere per il ciclo “Prima le parole, poi la musica”.


Tutte le cinque opere saranno messe in scene sul palcoscenico della Sala Grande. L’opera per bambini è prevista in Sala Mehta.


Continua la collaborazione del Maggio con il Museo Novecento per la realizzazione del manifesto emblema del Festival. Per l’edizione 85, l’opera d’arte che lo identificherà graficamente è stata affidata all’artista Nico Vascellari.


Nicoletta Curradi 

Fonte: Ufficio stampa Teatro del Maggio

lunedì 6 febbraio 2023

Inaugurato a Firenze il primo Enel X Store della Toscana

 

All’interno dell’Enel X Store, in viale Don Minzoni 44, saranno disponibili per cittadini e imprese soluzioni a 360° per ambienti efficienti, sostenibili e a prova di caro energia. Al taglio del nastro presenti tra gli altri il responsabile Enel X Italia Augusto Raggi, gli assessori del Comune di Firenze Giovanni Bettarini e Cecilia Del Re: “Firenze modello di innovazione e smart city”.



 

Debutta in Toscana, proprio nel capoluogo fiorentino, il primo Store di Enel X, la business line del Gruppo Enel che si occupa di innovazione per la transizione energetica, con tante opportunità per cittadini e imprese di efficienza energetica ed energia rinnovabile, servizi alla persona e alla casa sostenibili e accessibili a tutti, per risparmiare e rendere la vita di tutti i giorni più semplice e confortevole.

 

Il primo Enel X Store della regione, aperto a Firenze in viale Don Minzoni 44 e realizzato in sinergia con Speak Over, partner specializzato nella consulenza energetica, è stato infatti inaugurato ufficialmente questa mattina alla presenza degli assessori del Comune di Firenze al commercio e attività produttive Giovanni Bettarini; all’urbanistica, innovazione tecnologica e smart city Cecilia Del Re; del presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi; del responsabile Enel X Italia Augusto Raggi, del responsabile global sales di Enel X Alessandro Zaccaro, del responsabile Enel X Toscana Carlo Pastorelli; della responsabile affari istituzionali Enel centro Italia Cristiana Di Torrice, del vicepresidente Confindustria Firenze Lapo Baroncelli e degli imprenditori Andrea Torricelli e Marco Filippelli, titolari dell’azienda partner che gestirà l’Enel X Store.

 

L’Enel X Store di Firenze, che sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, nonché il sabato dalle 9:00 alle 13:00, metterà in campo personale specializzato composto da un team di circa 10 persone tra consulenti di vendita e tecnici installatori, per assistere i fiorentini e tutti coloro che vorranno usufruire delle opportunità del nuovo store nella scelta delle soluzioni più adatte alle proprie esigenze e usufruire della posa in opera.

 

Ampio e completo il ventaglio delle proposte presenti nell’Enel X Store che spaziano da caldaie ad alta efficienza e climatizzatori a pompa di calore, in grado di assicurare un risparmio immediato anche del 40% in bolletta, fino a impianti fotovoltaici tradizionali e da appartamento, che consentono di autoprodurre energia per la casa da fonti rinnovabili. L’Enel X Store si occuperà anche dell’installazione degli impianti e risponderà a tutte le esigenze di intervento grazie ai servizi di assistenza per la casa di Enel X. I cittadini avranno infine la possibilità di acquistare prodotti di smart home e relativi dispositivi, servizi di assistenza, manutenzione e riparazione per la casa, nonché di usufruire dei servizi di pagamento Enel X Pay.

 

“Questa apertura a Firenze - ha sottolineato Augusto Raggi, responsabile Enel X Italia - rientra nel piano di sviluppo di una rete di negozi fisici sul territorio che ci consentirà, da un lato, di sostenere la crescita dei piccoli imprenditori che costituiscono il cuore del tessuto economico, sociale e produttivo italiano, e dall’altro di essere ancora più vicini ai nostri clienti, diventando dei punti di riferimento per soluzioni di efficienza energetica a livello locale. Firenze costituisce una tappa importante di questo percorso”.

 

“In questo senso gli Enel X Store - ha aggiunto Alessandro Zaccaro, responsabile global sales di Enel X – hanno un ruolo chiave nella transizione energetica del Paese e rappresentano per noi una scelta strategica che vogliamo allargare a un numero sempre maggiore di partner, in Italia e negli altri Paesi dove siamo presenti con il nostro portfolio di prodotti e servizi”.

 

Gli assessori del Comune di Firenze Giovanni Bettarini e Cecilia Del Re, presenti insieme al presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, hanno sottolineato come le città siano un grande laboratorio di trasformazione in questo tempo di transizione energetica: in tale contesto Firenze si pone come modello di innovazione e smart city, a partire dall’integrazione tra le energie rinnovabili e il contesto urbano di grande pregio artistico e architettonico, per arrivare ai grandi progetti come il nuovo stadio che proprio in questo quartiere costituirà un esempio di sostenibilità e di efficienza energetica. Avere un punto di riferimento di Enel X a Firenze, a disposizione di istituzioni, cittadini e imprese, significa fare un passo importante nel futuro per proseguire sulla strada dell’elettrificazione come elemento cardine per la transizione ecologica.

 

Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 


venerdì 27 gennaio 2023

Un manifesto per far crescere il volontariato, delegati Csv a convegno




Oltre 200 fra delegati dei Csv, rappresentanti del terzo settore, delle fondazioni bancarie e delle istituzioni attesi a Firenze per la presentazione del manifesto con cui i Centri di servizio hanno deciso di riscrivere la propria vision per la crescita del volontariato 



25 anni sono l’età giusta per guardarsi indietro, riflettere sul cammino fatto e ripartire con un nuovo sguardo sulle sfide da affrontare nel futuro.


È questo lo spirito del percorso fatto in questo ultimo anno e mezzo da CSVnet, l’associazione nazionale che riunisce i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia dal 1997, con l‘obiettivo di rileggere i profondi cambiamenti del presente – gli adempimenti legati alla riforma del terzo settore, i nuovi bisogni sociali nati dalle emergenze degli ultimi anni – e costruire una nuova visione comune per rilanciare la funzione dei Csv quali agenti di sviluppo del volontariato nei territori.


“È il punto di arrivo, e ripartenza, - spiega la presidente di CSVnet, Chiara Tommasini - di un anno e mezzo di incontri, sessioni di approfondimento e laboratori culturali che hanno coinvolto oltre mille persone, tra i componenti della governance e buona parte degli 800 addetti e migliaia di volontari che ogni giorno, grazie al contributo delle fondazioni di origine bancaria, supportano 50mila organizzazioni che in ogni regione, fra le tante azioni, aiutano le persone più fragili, tutelano i diritti, promuovono la cultura della solidarietà nelle scuole, fra i giovani”.


L’esito di questo processo di partecipazione è stato la scrittura collettiva di un manifesto di intenti che verrà presentato venerdì 27 e sabato 28 gennaio, presso l’Innovation Center di Firenze.


L’iniziativa, dal titolo “Fare bene insieme. Consolidare ed evolvere. Luoghi per parlare di vision: meeting dei Csv”, organizzata in collaborazione con il Cesvot e con il sostegno di Crédit Agricole Italia e Innovation Center Fondazione CR Firenze, sarà occasione per riflettere insieme ad oltre 200 partecipanti provenienti da tutta Italia – delegati dei Csv, delle principali reti nazionali del terzo settore e delle fondazioni bancarie - il documento di vision che è frutto del processo di ascolto ed elaborazione realizzato in questi mesi.


Il programma prenderà il via venerdì 27 gennaio alle 14, con i saluti istituzionali dell’assessora al comune di Firenze, Sara Funaro, di Luigi Paccosi, presidente Cesvot e di Carmine Paolantonio, responsabile del Servizio Crescita di Crédit Agricole Italia.

A seguire l’intervento della presidente di CSVnet Chiara Tommasini, che introdurrà i quattro workshop dedicati ad alcuni fra i temi strategici che animano il manifesto.


Il primo “Sviluppo organizzativo e capacity building” è dedicato a come accompagnare le associazioni in processi di cambiamento per progettare nuovi interventi ed essere più vicine ai cittadini. Vedrà la partecipazione di Carlo Andorlini, docente presso l’università di Firenze ed esperto di innovazione sociale e design dei servizi, oltre a Massimo Giusti, segretario generale della Fondazione Onc – Organismo nazionale di controllo dei Csv -, alla direttrice del Csv Cosenza Mariacarla Coscarella e la moderazione della direttrice del Csv Imperia Savona, Anna Maria Camposeragna.


Il tema della co-progettazione e co-programmazione e della collaborazione fra terzo settore e istituzioni è al centro del secondo workshop su “Istituzioni e territorio” condotto dal direttore del Csv Emilia Arnaldo Conforti e con gli interventi di Andrea Marchesi, Università Bicocca di Milano, insieme al vice capodipartimento della Protezione civile Titti Postiglione, il sindaco di Pesaro e presidente Ali (Autonomie locali italiane) Matteo Ricci e il vicepresidente di CSVnet Simone Bucchi.


Una delle lezioni apprese dalla pandemia è stata l’importanza di intercettare la voglia di impegno di migliaia di cittadini che hanno dato in modo spontaneo un contributo fondamentale alla tenuta delle comunità. Proprio al rapporto fra “Volontariato organizzato e forme fluide” è dedicato il terzo workshop che sarà animato dall’intervento introduttivo di Ennio Ripamonti, psicosociologo dell’università degli studi di Milano, a cui seguirà il contributo del direttore del Forum terzo settore, Maurizio Mumolo e della direttrice di CSVnet Lombardia Claudia Ponti, moderati da Niccolò Gennaro, direttore del Csv Padova Rovigo.


Le risorse, non solo economiche per lo sviluppo delle comunità è il tema guida dell’ultimo workshop "Le risorse per le comunità" che sarà aperto da Andrea Morniroli, esperto di processi di sviluppo, con gli interventi di Giorgio Righetti direttore generale di Acri, il presidente di Asvis, Pierluigi Stefanini, Luigi Paccosi, presidente Cesvot e la moderazione di Elisa Corrà, presidente Csv Belluno Treviso.

 


“Prospettive di sviluppo del volontariato nei territori” è il titolo della tavola rotonda, moderata da Francesco D'Angella di Studio Aps, che animerà la seconda giornata dei lavori in programma dalle 9 alle 13. Ad interagire sul tema, insieme alla presidente di CSVnet Chiara Tommasini, il viceministro al Lavoro e Politiche sociali Maria Teresa Bellucci, Francesco Profumo presidente Acri, Carlo Borgomeo presidente Fondazione Con il Sud, Vanessa Pallucchi portavoce del Forum terzo settore e Stefano Locatelli, vice presidente Anci.

I lavori, che prevedono i saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e di quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Luigi Salvadori, saranno arricchiti da una lettura teatrale dedicata al manifesto dei Csv dell’attrice Daniela Morozzi con le musiche dal vivo eseguite dal musicista Giuseppe Scarpato.

“Animare i territori per generare collaborazioni nelle comunità” è il titolo dell’ultimo intervento a cura di Ivo Lizzola, professore di Pedagogia università degli studi di Bergamo a cui seguiranno gli interventi conclusivi della presidente e del direttore di CSVnet, Chiara Tommasini e Alessandro Seminati.


La giornata di sabato 28 gennaio sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube di CSVnet. 


Nicoletta Curradi

mercoledì 18 gennaio 2023

Christian Balzano. Fuori dal mondo a Palazzo Medici Riccardi


Christian Balzano. 

Fuori dal Mondo


A cura di Marco Tonelli


Palazzo Medici Riccardi – Firenze


Dal 19 gennaio al 12 marzo 2023




 

 Si intitola Christian Balzano. Fuori dal mondo la mostra, promossa da Città Metropolitana di Firenze con il patrocinio di Regione Toscana, organizzata da MUS.E e Casa d'Arte San Lorenzo e curata da Marco Tonelli, che apre al pubblico il 19 gennaio 2023 a Palazzo Medici Riccardi (fino al 12 marzo).


 


“È su questa terra che gli uomini esercitano il potere e bramano ricchezze, gettando l’umanità nel caos e scatenando guerre fratricide”: così si legge nella mappa incisa intorno al 1580 dal cartografo Epichtonius Cosmopolites, raffigurante il cappuccio di un giullare con il mondo al posto del volto.


Proprio ispirato da questa eccentrica immagine che parla di vanitas e follia degli uomini, Christian Balzano ha ideato il progetto espositivo Fuori dal mondo che vuole sollevare interrogativi sulla condizione del pianeta e soprattutto porre una domanda fondamentale: “Può l'identità storica e culturale di un luogo, di una comunità, essere completamente sconvolta e cambiata dalla convivenza con altre persone, con identità diverse?”.


 



Intorno a questa domanda si articola una mostra suddivisa in sezioni tematiche, profondamente legate l’una all’altra: il pluralismo della religione, la natura contaminata e contaminante, i continenti, i paesi e le bandiere sono infatti i temi intorno a cui ruotano le opere esposte, tutte accomunate dall’uso del tessuto, materiale che simboleggia con i suoi intrecci la pelle stessa e la carne delle nazioni in tutta la loro complessità geopolitica.


 


“I movimenti storici, di idee, di popoli, nonostante le resistenze violente determinate dal volere possedere la vita degli altri, determinano loro malgrado gorghi dai quali l'umanità esce, si riconosce come tale e va avanti, andando oltre quelli che il Vangelo chiama capi delle nazioni che esercitano su di esse il potere – dichiara Letizia Perini, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura - Christian Balzano, utilizzando efficacemente strumenti diversi per l'espressione della sua arte e attingendo al patrimonio di grandi tradizioni religiose, sembra giocare su cosa voglia dire stare davvero dentro o fuori dal mondo. Si pone fuori chi vuole comandarlo e non servirne gli abitanti. Alla fine è fuori dal mondo chi si sente e crede padrone ma che, anche a prezzo di grandi sofferenze procurate agli altri, non vincerà".


 


"Ci sono qui i grandi temi del nostro vivere: il nostro essere-nel-mondo di heidegerriana memoria, il nostro abitare lo spazio e il tempo progettandoci continuamente e prendendoci cura di noi stessi, degli altri e del mondo – spiega Valentina Zucchi, curatrice del museo di Palazzo Medici Riccardi . Solo così, ponendoci come ideale tessuto connettivo di un pianeta che ci ostiniamo a governare piuttosto che ascoltare, potremo offrire il nostro contributo a una storia più grande di noi e dell'umanità tutta, nella quale esprimere con autenticità la nostra dimensione lasciando aperti i nostri interrogativi, accogliendo le alterità di individui, specie, ere e riconoscendoci come parte osmotica di un tutto che è insieme dentro di noi e fuori da noi. Le opere in mostra suggeriscono piste, sguardi, interpretazioni; l'artista abita poeticamente il mondo e ci suggerisce, con il fascino proprio del linguaggio artistico, nuovi modi per viverci".


 


“Casa d’Arte San Lorenzo è da moltissimi anni che lavora a stretto contatto con Christian Balzano, incentivando e sostenendo la sua arte – spiega Roberto Milani di Casa d’Arte San Lorenzo - Inaugurare una mostra personale nelle sale museali di Palazzo Medici Riccardi di Firenze è più che mai un onore e motivo di orgoglio e vanto per tutto il lavoro svolto fino a oggi”.


 


“Iconiche ma anche frastagliate, realizzate con processi chimici e naturali allo stesso tempo (tecniche documentate con un video in mostra), ma anche progettate secondo attente ricostruzioni cartografiche, le opere in mostra ribadiscono, secondo il pensiero di Christian Balzano, che seppure il presente che stiamo vivendo non dia alcuna rassicurazione né abbia decretato alcuna fine della storia, pur con tutte le sue incertezze e atrocità, è l’unica forza attiva a cui possiamo appigliarci per scongiurare il naufragio e non perdere la speranza nel futuro di un nuovo mondo, senza più confini e quindi tutto da scoprire. In ciò forse la pratica dell’arte e la figura stessa dell’artista, di ogni artista probabilmente (che potremmo definire metaforicamente un matto, un giullare, un trickster, un eccentrico cartografo delle rotte del presente o un sognatore di un nuovo mondo) si adattano perfettamente al timone di questa difficile e spesso vacua navigazione. Perché in fondo, come piace pensare a Balzano, “re e uomini fanno progetti dei quali Dio ride" afferma il curatore Marco Tonelli.


 


“Gli enormi contrasti ideologici ed i veloci cambiamenti in atto (geo-politici, religiosi, culturali e di conseguenza sociali) mettono in evidenza la necessità di riflessioni e cambiamenti. Oggi la natura ha evidenziato questa urgente necessità - dichiara Christian Balzano -. In questo progetto il protagonista sarà il tessuto che, come un individuo, un’identità ben specifica, assumerà nuove forme e nuovi significati attraverso lo scontro o incontro con nuovi elementi, sostanze che, come un virus, lo alterano, modificano e portano agli estremi. Lo spazio ed il tempo impiegati per ogni singolo lavoro, condizioneranno il risultato finale rendendolo diverso l'uno dall'altro. Ma la diversità, vista come ricchezza, può generare solo nuove forze di pensiero libero”.


 


Opere fortemente connesse tra loro, come i quattro grandi timbri in marmo con i simboli delle religioni più diffuse al mondo (ebraica, cristiana, musulmana, induista) a cui si aggiunge il timbro “personale” dell’artista (che ha come effigie un toro); stoffe su cui campeggiano carte geografiche di paesi in guerra - trasformate dall’acqua del mare - o bandiere di paesi i cui confini sono separati da muri o linee invalicabili: tutti elementi che vanno a costituire un atlante critico del globo, a cui Balzano si approccia come ad un unico grande e sfaccettato “tessuto” sociale e politico.


La multiformità delle tecniche utilizzate dall’artista testimonia la pluralità delle culture e delle identità, ma anche la necessità della loro coesistenza; e, a ricordarci che viviamo tutti sullo stesso pianeta, ci sarà un’installazione ambientale dal titolo Io siamo tessuto, costituita da una bambina in bronzo a grandezza naturale che tira - come un pescatore fa con la sua rete - una grande sfera che rappresenta il mondo, fatta di tessuti di diversa natura.


La mostra sviluppa temi ricorrenti nell’arte di Balzano, che indaga e reinterpreta le grandi questioni della globalizzazione, dell’integrazione sociale o dei cambiamenti climatici, e presenta per quest’occasione opere recenti e lavori inediti, elementi trascinati e trasformati dalla corrente tumultuosa della contemporaneità che approdano nei rassicuranti ambienti rinascimentali di Palazzo Medici Riccardi.


 


Il catalogo della mostra verrà pubblicato dalla casa editrice Skira nel corso dell’esposizione, con testi di Marco Tonelli, Sara Taglialagamba e Valentina Zucchi.


Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 9 gennaio 2023

Il 2023 al Lyceum, un anno all’insegna dell’innovazione e del futuro


Presentata dal presidente del Consiglio comunale Luca Milani, con la presidente del Lyceum Giovanna Corsi e le vice presidenti Francesca Fiorelli Malesci e Silvia Tozzi l’edizione di quest’anno



Da oltre un secolo il Lyceum Club Internazionale è presente a Firenze e il suo legame con la storia della città è solido anche se spesso vissuto in modo un po’ appartato. Il programma 2023 presentato vuole far emergere questo legame e soprattutto rendere evidenti le tante relazioni che ne costituiscono la trama.


Concerti, incontri, visite e molto altro, curati dalle sei Sezioni, si svilupperanno nei mesi dell’anno che si è appena aperto. A gennaio, l’ex ministro Paola Pisano affronterà un tema che rappresenta al meglio lo spirito della proposta annuale del Club: Osservare il presente e immaginare il futuro nel settore della cultura. Alla presenza di molte Associazioni culturali fiorentine si parlerà del Piano Nazionale di digitalizzazione della cultura ponendo attenzione alle tecnologie di ultima generazione che, come i grandi restauri, uniscono conservazione e innovazione rappresentando così, al meglio, l’idea della Sezione Arte.


Significativa sarà la visita alla Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ove metodi ad alto livello tecnologico sono applicati al restauro delle opere d’arte. Due testimoni eccellenti, La Pietà Bandini di Michelangelo al Museo del Duomo e gli affreschi di Guido Reni nel Casino dell’Aurora.


“Il Lyceum Club Internazionale conferma una presenza culturale importante a Firenze. Una presenza che si rifà direttamente – spiega il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – ai primi club che sono nati ai primi del ‘900 a Londra, a Parigi e nelle principali città europee. Un club tutto al femminile che, all’epoca, aveva la missione di preparare le donne al suffragio universale e di combattere contro gli stereotipi femminili all’interno del mondo del lavoro. Oggi questa contrapposizione non c’è più ma la loro presenza serve per una lettura più complessa della società. Il Lyceum continua a lavorare sul miglioramento delle relazioni attraverso l’espressione culturale e artistica”.


“Il nostro scopo è guardare, al femminile, gli eventi che ci circondano e dare consapevolezza, alle nostre socie – aggiunge la presidente del Lyceum Club Internazionale Firenze Giovanna Corsi – che c’è un modo alternativo per guardare gli eventi. Cerchiamo di portare alle nostre conferenze delle voci al femminile anche per interrogarci sulla figura femminile che, negli ultimi anni, è cambiata moltissimo. La stessa società degli anni ‘50 e degli anni ‘60 è cambiata moltissimo rispetto a quella che viviamo, anche nei rapporti familiari e nei rapporti all’interno della nostra stessa società e sarà interessante affrontare questi temi”.


Con uno sguardo al quotidiano non manca un breve corso di Educazione finanziaria attento ai cambiamenti in atto nella società attraverso un occhio attento alla pianificazione.


Sarà poi la Sezione Rapporti Internazionali a farci avvicinare ad uno dei grandi temi dell’attualità con Iran e donne; ieri, oggi e domani; una conversazione con Afsaneh Sharif e Shadi Mancini, doveroso tributo e riflessione, da parte di un club femminile, sulle nuove emergenze politiche e socio-culturali che scuotono il pianeta.


La Sezione Scienze presenterà, con una visione convintamente interdisciplinare, un approfondimento su La memoria. Come si formano, si trasformano e si perdono i ricordi, proseguendo poi con uno dei concetti più enigmatici della fisica quantistica, l’Entanglement (intreccio) quantistico.


In condivisione con Letteratura, le due Sezioni ricorderanno, nell’anno del centenario della sua nascita, Italo Calvino. Nelle sue opere il grande scrittore ha immaginato spesso “mondi possibili”, dove la creazione letteraria si intreccia con la discussione di importanti problemi filosofici e scientifici. La Sezione Letteratura indaga, in questo anno, non solo i classici, ma apre uno spaccato sull’orizzonte letterario globale, non dimenticando approfondimenti sull’universo femminile, fra questi Sono Gemma, Gemma chi?, insolita lettura della figura della Donati, moglie di Dante confinata all’oblio dalla tanto cantata Beatrice. Avremo poi la scrittrice Anna Christine Faitrop-Porta che ci parlerà di Firenze e la Calabria nei viaggi di André Maurel.


La Sezione Musica, da sempre punto di forza del Lyceum fiorentino, ha un programma ricco di iniziative di alto livello e, in sinergia con alcune delle principali istituzioni musicali italiane e straniere presenti in città, propone - fra gli altri - un concerto spettacolo curato da Ladislau Petru Horváth, Il violino segreto. Importante sarà poi il progetto Laboratorio dell’interprete, iniziativa realizzata in sinergia con altre Sezioni, per l’educazione all’ascolto, insegnando come si costruisce un’interpretazione nel tentativo di avvicinarsi a chi è alla ricerca del “senso musicale”.


Non bisogna però dimenticare, pur con un’aura dal sapore antico, la storia del Club e delle molte donne e uomini che hanno popolato le sue stanze. Su proposta della Sezione Attività Sociali il Ricordo di Piero Bargellini riporterà nella nostra sala il pianista Gregorio Nardi, nipote del sindaco dell’alluvione, che interpreterà un repertorio del primo Novecento, fra cui la Musica di Mario Castelnuovo-Tedesco, del quale il Lyceum vanta un fondo archivistico e bibliografico di grande importanza.


In un programma lungo un anno non poteva mancare, nel prossimo autunno, l’attenzione ai grandi eventi sportivi. Un incontro ricorderà la fantastica avventura di Azzurra, di cui nel ’23 si celebra il quarantesimo anniversario, e che ci permetterà di immergerci nell’atmosfera emozionante de La grande vela sui nostri mari; dalla sfida di Azzurra alla Coppa America 2024.


Nelle stanze del Lyceum, negli ormai 116 anni di attività, si sono succedute, come ancora oggi si propongono, narrazioni di letteratura, filosofia, musica, arte. Ieri e oggi, con lo sguardo rivolto al futuro, è questa infatti una delle connessioni fra l’internazionalità che ha caratterizzato la storia della città e le presenze culturali protagoniste della vita del Lyceum nel cui archivio è raccolta, con i Bollettini e i tanti documenti che lo compongono, oltre un secolo di vita culturale cittadina.


Info: https://lyceumclubfirenze.it/


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 4 gennaio 2023

A Scandicci il X Congresso CGIL fiorentina

 




Cgil fiorentina a congresso mercoledì 4 gennaio a Scandicci (Centro Rogers, piazzale Resistenza). Alle 10 la relazione della segretaria Galgani, a seguire i saluti degli ospiti (a partire dai sindaci Fallani e Nardella)

 
Mercoledì 4 gennaio inizia il decimo congresso della Cgil di Firenze: appuntamento all'auditorium del Centro Rogers di Scandicci (piazzale della Resistenza). La stampa è invitata a partecipare ai lavori della mattina: alle 10 è prevista la relazione introduttiva di Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze. Alle 11:30 i saluti degli ospiti: tra gli interventi, quello del sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella (in video) e quello del sindaco di Scandicci Fallani. Invitati rappresentanti delle autorità e delle categorie economiche, di associazioni-soggetti (Anpi, Arci, Artemisia, Legambiente, Udu, Rete Studenti Medi), di Cisl e Uil e del sindacato brasiliano Cut (con cui Cgil Firenze è gemellata).

I lavori del congresso proseguiranno (in forma riservata per delegati/e) nel corso del pomeriggio di domani, andranno avanti la mattina del 5 gennaio e si concluderanno nel pomeriggio del 5 gennaio.


Fabrizio Del Bimbo