mercoledì 6 giugno 2018

Una mostra di Maurizio Galimberti alla Galleria di palazzo Coveri



La Maison Coveri per celebrare i suoi 45 anni presenta la mostra: “Maurizio Galimberti around Enrico Coveri”
La Maison Enrico Coveri compie 45 anni, l’occasione eccellente per una rilettura d’autore dell’immenso patrimonio creativo e stilistico di Enrico. La Maison Coveri ha infatti affidato a Maurizio Galimberti, fotografo di fama internazionale, la rilettura dell’archivio storico; un progetto innovativo e affascinante che, per la prima volta nella sua carriera, mette a confronto Galimberti con il mondo della moda. E per la prima volta Coveri affida il suo mondo all’interpretazione di un obbiettivo fotografico.
“Ho capito la portata straordinaria della visione estetico-esistenziale di Enrico Coveri, tra futurismo e pop art. Così potente, così innovativa, così carica di energia da non avere ancora esaurito tutto il suo potenziale, tutto il suo slancio” dice Maurizio Galimberti, che ha lavorato insieme a Francesco Martini Coveri alla realizzazione di questo progetto. “Da tempo ci domandavamo come raccontare Enrico in modo nuovo, in un modo che non eravamo ancora riusciti a fare. Da tempo accarezzavamo l'idea di un libro o di una mostra. Ma ci perdevamo negli archivi senza un filo di Arianna per uscirne. Ci voleva qualcuno che lo facesse per noi. Qualcuno che rileggesse il mondo Coveri con codici diversi. Quando ho incontrato Maurizio Galimberti ho capito che la persona giusta era lui” dice Francesco.
Il risultato? Il tassello mancante alla figura del grande stilista di cui Galimberti ha fatto emergere una sensibilità fanciullesca e il legame profondo con la famiglia, in un percorso che ripercorre i passi di Enrico davanti e dietro le quinte. 
Il progetto prevede una cinquantina di opere che confluiranno in una mostra itinerante, che sarà presentata a Firenze, a Palazzo Coveri, il 12 giugno 2018.

Maurizio Galimberti around Enrico Coveri
Galleria del Palazzo- Coveri
Lungarno Guicciardini, 19 – Firenze
Dal 13 giugno al 26 luglio 2018
Mart –Sab 11:00-13:00 / 15:30-19:00
Chiusa lunedì e giorni festivi
Ingresso libero
Vernissage 12 giugno 2018 – ore 18:30
Su invito

Nicoletta Curradi  
Fabrizio Del  Bimbo

domenica 3 giugno 2018

Have a nice hat trip con Doria 1905 - Pitti Uomo 94




Doria 1905

HAVE A NICE HAT TRIP – SS19 – THE ICONIC UNISEX COLLECTION



L’andare da un luogo ad altro luogo, per lo più distante, per diporto o per necessità.
Il tema Viaggio, che scandisce le stagioni di Doria, abbatte le barriere tra spazio e tempo, oltrepassa i limiti degli universi maschili e femminili approdando in una dimensione assoluta in cui la bellezza dimentica generi e definizioni.
Viaggio è anche alternanza di stili, modi e interpretazioni di un accessorio che più di ogni altro mette in luce l’autentico IO. Un viaggio in cui Lui e Lei si scambiano i ruoli, riscoprendo il gioco delle differenze.
La nuova collezione supera i confini di tempo e di genere, dando vita a stimolanti suggestioni da comporre, scomporre, sovrapporre. Da un luogo all’altro, da Lui a Lei, i canoni tradizionali vengono ribaltati.
Doria1905, ora più che mai, è definitivamente consacrato come il brand iconico e riconoscibile del mood genderless, accentuando la direzione della moda internazionale, proponendo un gusto trasversale che supera le separazioni tra i generi con uno stile unico e alternativo.
Affermando in modo sempre più incisivo il concept che l’ha visto nascere, Doria 1905 si esprime in un cappello unico, in un unico mood per Lui e per Lei, da declinare per attitudine o necessità, al femminile e/o al maschile.
Coerenza di ispirazione nei colori che raccontano il Salento, sempre al centro dell’universo di Doria, sovrapponendosi nelle nuance, cielo, turchino rada, tufo, Negramaro, zafferano, cioccolato, blu marino, olivo, cipolla, rosso Copertino, beige leccese. Colori e atmosfere si fondono per dare vita al disegno leit-motiv della collezione dal tratto leggero e quasi indefinito. Un mix di vintage mood e atmosfere safari, delicato e inedito: il Salento Mandala.
I modelli si costruiscono su abbinamenti inconsueti, tra classico e sporty, in cui il drop e il baseball fanno da guida a cappelli Fedora, coppole, Baker-boy cap, roller. Le grandi ali trovano la loro forma migliore tra canvas, denim, lini, erbe intrecciate, fibre di legno, per arrivare al lusso informale, come sempre in Casa Doria, di Panama colorati e preziosi mix di cotone e baby alpaca.
Al culmine del viaggio oltre le delimitazioni dei generi la top line di Doria1905, la capsule rigorosamente unisex Toodoria. Contrasti Black & White e forme pulite sono i must della linea: Drop, Fedora, Coppola, “Baker-boy”  sono decorati da discrete zip multitono, quasi leggeri pizzi di metallo. Canvas e Papier, oro, palladio e rutenio, Total white o Total black. L’esclusiva capsula Toodoria strizza l’occhio al progetto “Pop-Art” che Doria  1905 ha portato in scena in anteprima a Bologna, celebrando i 60 anni di Keith Haring. Giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna proseguiranno il percorso artistico su cappelli in cotone Zafferano, iconico colore del brand, creando pezzi unici accanto ai capi della collezione.
Le luci calde e coloratissime delle luminarie salentine trovano posto tra i colori dei copricapo e vestono le pareti dello Stand del Pitti Immagine Uomo 94 grazie ai maestri della luce dell’azienda De Cagna, produttori e ideatori delle suggestive e raffinate installazioni di luminarie più famose al mondo.
Uptodate con una “goccia” di classe, unisex e irreverente, informale e brioso, entra quindi anche tu in questo giocoso e unico universo Doria: have a nice HAT trip!



Nicoletta Curradi 

giovedì 31 maggio 2018

En plein air, una mostra fotografica al Corridoio fiorentino

EN PLEIN AIR
MOSTRA FOTOGRAFICA


Il 31 maggio è stata inaugurata En Plein Air, la mostra degli studenti del corso di Landscape and Architecture Photography della FUA Florence University of the Arts, allestita nella galleria Corridoio Fiorentino, in Corso dei Tintori 21. 

Gli studenti di fotografia, guidati da Marco Gualtieri, che si sono specializzati in queste settimane sulla fotografia del paesaggio, sono riusciti a sfruttare al massimo l’ambiente eccezionale che Firenze e la Toscana offrono, ed hanno esplorato la città ed i suoi paesaggi naturali al fine di creare una collezione completa ed esaustiva. 

"Cerca di dimenticare quali oggetti hai davanti a te: un albero, una casa, un campo o qualunque cosa. Semplicemente pensare: 'Ecco un quadratino di blu, qui un oblungo di rosa, qui una striscia di giallo’ e dipingila come ti sembra, il colore e la forma esatti, fino a quando ti dà la tua impressione della scena, prima di te".Claude Monet

Il desiderio di catturare il paesaggio, essendocisi immersi, connette pittori e fotografi allo stesso modo. La pratica risale a secoli fa, ma in realtà è stata trasformata in una forma d'arte solo dagli impressionisti francesi del XIX secolo. 

Dalle opere in mostra si evince come i ragazzi siano riusciti a catturare le atmosfere create dalla luce, raffigurandone le qualità mutevoli ed effimere, invitando gli spettatori ad impegnarsi in un viaggio visivo che li farà sentire parte del paesaggio.

Marco Gualtieri è un fotografo paesaggista con base a Firenze. Ha una laurea in Arti visive del DAMS (Drama, Art and Music Studies) - Università di Bologna, un diploma di laurea in Cinematografia della National Film School di Roma, un certificato in Documentari e Fotogiornalismo dall'International Center of Photography di New York.  Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti, dove ha vissuto e lavorato negli ultimi dieci anni. Marco attualmente fa base a Firenze e collabora con la Florence University of the Arts come istruttore di fotografia.

Corridoio Fiorentino
Corridoio Fiorentino, all’interno della School of Digital Imaging and Visual Arts della FUA, è una delle sedi CEMI (Community Engagement Member Institutions) che fanno parte della Fondazione Palazzi ed è il nuovo spazio espositivo per le opere fotografiche e di design di artisti esterni, studenti e professori della Florence University of the Arts.

FUA The Florence University of the Arts 
FUA, con le sue 9 facoltà nel centro storico di Firenze, ha 7 sedi all'avanguardia, tra cui vere e proprie finestre aperte sulla città e veri esempi di integrazione: un ristorante, una pasticceria, una casa editrice, due gallerie d’arte e di design, un negozio di moda, gestiti interamente dai propri studenti con la formula dell'Experiential Learning. 

EN PLEIN AIR

CORRIDOIO FIORENTINO 
Florence University of the Arts – Corso dei Tintori 21
50122 Firenze
Ingresso libero

Nicoletta Curradi 

Le sculture di Aart Schonk in mostra all'Istituto Olandese

Continua la stagione espositiva dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze, dedicata alle ultime espressioni della cultura dei Paesi Bassi in relazione con l’arte italiana.

Si inaugura 
giovedì 31 maggio 2018 La Mano Creativa,mostra di sculture di Aart Schonk, un tributo all’opera di questo artista olandese, scomparso nel dicembre del 2015.Schonk ha sempre avuto un legame molto forte con Firenze, dove ha insegnato per alcuni anni all’Istituto Olandese e con Pietrasanta, dove ha passato le sue estati dalla fine degli anni Settanta, vicino alle cave in cui sceglieva il marmo per creare la sua arte.
Fino al 28 giugno all’Istituto Olandese si potrà ammirare la sua ultima composizione di nove statue Progetto Gaia, oltre ad una serie di statue di dimensioni più piccole ispirate alla mitologia greca. Mentre dal 4 al 15, nel giardino di Torre di Sopra, a pochi passi dall’Istituto - eccezionalmente aperto al pubblico dalla famiglia proprietaria, grande collezionista dell’artista – sarà esposto Metamorfosi, uno fra i suoi primi progetti scultorei.
Le opere esposte sono uno spaccato dell’espressione creativa di Schonk, che traeva dalle profondità del marmo le sue creature monumentali e guardava al mondo mitologico, ma anche alla tradizione fiorentina di Donatello e Michelangelo, per narrare una sua personale storia dell’esistenza umana. Sentimenti ed emozioni escono fluenti dalle sue sculture, animate da amore, rabbia, attesa, dubbio, e fermate in una dimensione sollevata dal tempo e dallo spazio.
L’artista ha sempre lavorato il marmo senza l’ausilio di macchinari, ma solo con le sue mani e il mazzuolo, utilizzando il metodo Taille directe o Taglio Diretto, un approccio non pianificato con cui scolpiva direttamente la pietra per ottenere l’opera finale, senza modelli in scala o maquette, ma affidandosi completamente al suo occhio interiore o ad un modello dal vivo in posa davanti a lui.Ha sempre cercato di far risaltare le figure tridimensionalmente ma il profondo rispetto per i materiali usati e per la natura lo hanno spinto a prediligere il non-finito, in cui le figure sembrano emergere naturalmente dalla pietra. 
“È solo grazie alla profonda comprensione del materiale, della figura umana, dell’anatomia del corpo e della mente e alla mia tenacia, che è nata in me la determinazione per raggiungere il mio obiettivo artistico” - Aart Schonk

Ritratto Aart Schonk
Aart Schonk nasce a Laren nei Paesi Bassi nel 1946, in una famiglia di artisti: i genitori erano entrambi pianisti, il nonno paterno Jan Schonk era famoso per le sue ceramiche e il nonno materno Bart van der Leck uno dei fondatori del Neoplasticismo. Dal 1966 al 1971 studia alla Rijks Akademie di Amsterdam, dove insegna disegno anatomico dal 1972 al 1987. Nell’estate del 1968 visita per la prima volta Carrara e realizza la sua prima scultura presso lo studio Nicoli, dove lavoravano tanti scultori provenienti da tutto il mondo. Era il periodo dominato dall’arte astratta e da scultori come Henry Moore e Marino Marini, i maggiori esponenti di tale corrente. Nel 1976 scopre Pietrasanta, dove conosce gli scultori figurativi Bruno Lucchesi e Stanley Bleifeld, con cui stringe una grande amicizia, e dove vivrà e lavorerà tutte le estati, fino alla sua morte nel 2015. Appassionato di mitologia greca e romana, dal 1993 Schonk lavora come scultore a tempo pieno. Per lungo tempo insegna agli studenti dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze. Numerose le mostre personali e collettive in tutta Europa e i riconoscimenti internazionali ricevuti, tra cui nel 2008 il Premio Internazionale “Pietrasanta e la Versilia nel mondo”. Tra i progetti speciali realizzati, due busti dei Re d’Olanda per l’Università di Leida e per la Corte Suprema dell’Aja.
La mostra è organizzata dall'Istituto Universitario Olandese di Storia dell'Arte, in collaborazione con Miriam Welsing, direttore dell’agenzia MIRacoli www.miracoli.it

L’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze, fondato nel 1958, promuove la florida tradizione di scambio culturale tra l’Italia e i Paesi Bassi, attraverso un’intensa attività di ricerca sull’arte italiana, l’arte olandese e fiamminga e il lavoro degli artisti olandesi e fiamminghi nel nostro Paese. L’Istituto offre alloggio a studiosi e studenti provenienti dai Paesi Bassi e non solo, mettendo a disposizione numerosi strumenti di ricerca e formazione, tra cui la fornita biblioteca. Vengono pubblicate annualmente opere accademiche e organizzati convegni internazionali, conferenze e corsi di approfondimento. L'Istituto fa parte dell'Università di Utrecht ed è amministrato dal Comitato esecutivo degli Istituti Accademici Olandesi all’estero.
LA MANO CREATIVA
Aart Schonk, uno scultore olandese in Toscana
1 – 28 giugno 2018
Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte

Firenze, Viale Torricelli 5
Orario: dal lunedì al venerdì 9.00/13.00 e 14.00/17.30
Ingresso gratuito
T. +39 055 221612
niki@nikiflorence.org
www.niki-florence.org
4 – 15 giugno 2018
Giardino di Villa di Torre di Sopra

Firenze, Viale Lorenzo Magalotti 6
Orario: dal lunedì al venerdì 17.00/19.00
Ingresso gratuito su appuntamento
Tel. 055 221612 mail niki@nikiflorence.org





Nicoletta Curradi 

Memoria e Contemporaneità, una giornata di studi al Teatro La Compagnia

Giovedì 31 maggio al Teatro Cinema La Compagnia prende vita la giornata di studio e dibattito organizzata dalla soprintendenza archivistica e bibliografica e dalla Regione Toscana.

Tra gli ospiti il neodirettore del Centro Pecci Cristiana Perrella, il filosofo e psicanalista Romano Madera, lo storico Adriano Prosperi e la scrittrice Melania Mazzucco.

Al termine verrà proiettato
il documentario di Graziano Graziani “Pina Bausch a Roma”
e si terrà la prima assoluta dello spettacolo teatrale dedicato alla danzatrice e coreografa “Palermo, Palermo. L’artista, la città, l’archivio dal vivo” 

a cura di Massimiliano Barbini de Il Funaro di Pistoia


A cosa serve la memoria? Qual è il rapporto tra il nostro tempo e la memoria? E cosa c'entra la danzatrice e coreografa Pina Bausch con questi temi? Per rispondere a queste ed altre domande la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana e la Regione Toscana hanno organizzato “Memoria e contemporaneità: Una, nessuna o centomila?” giornata di dibattito e approfondimento al Cinema Teatro La Compagnia, in programma giovedì 31 maggio a partire dalle 9:30.
Il tema della memoria e della contemporaneità verrà declinato su tre versanti fondamentali: quello della memoria individuale nei suoi aspetti autobiografici, quello della memoria collettiva e del mito delle cosiddette “radici”, quello della memoria come cifra interpretativa dell’arte contemporanea. L’archivio si rivelerà così come una particolare “messa in scena” della vita, l’alambicco dove si deposita, si elabora e si distilla la memoria biografica e la rappresentazione del sé, ma anche come il luogo da cui attingere per legare le generazioni, i territori, le comunità in una narrazione comune, senza indulgere a falsi miti identitari.
La salvaguardia, la tutela e la conoscenza del patrimonio archivistico stanno alla base di questo evento che lega a doppio filo la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica e la Regione Toscana. È per questo che la Vicepresidente della Regione Monica Barni e Diana Marta Toccafondi, Soprintendente Archivistica e Bibliografica della Toscana, hanno siglato un '“Accordo di collaborazione”, una fucina di progetti condivisi che condividono un obiettivo comune: far emergere e far conoscere a tutti il grande patrimonio documentario toscano.
La giornata di studi, aperta al pubblico - tutta giocata sulla falsa riga dei titoli di pirandelliana memoria - comincia alle 9:30 e prevede una prima parte di introduzione con la Vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la Soprintendente Archivistica e Bibliografica della Toscana Diana Marta Toccafondi insieme a Roberto Ferrari della Regione Toscana e a Micaela Procaccia della Direzione Generale Archivi del MiBACT . Alle 11 spazio alla prima sessione con “Sei personaggi in cerca d'autore: memoria di sé, memoria degli altri”, che vedrà Gloria Manghetti del Gabinetto Vieusseux moderare gli interventi del filosofo e psicanalista Romano Madera, introdotto da Roberto Cecchetti, e della scrittrice Melania Mazzucco. La seconda sessione, alle 14, intitolata “Il fu Mattia Pascal: il mito dell’identità e delle radici” vedrà la soprintendente Diana Marta Toccafondi presiedere l'incontro con lo storico Adriano Prosperi e, a seguire, con Barbara Catalani, architetto e ideatore del Museo Magma di Follonica e con l'antropologo Pietro Clemente. La terza sessione “I giganti della montagna: l'arte in lotta con l'oblio” vede Roberto Ferrari incontrare il neodirettore del Centro Pecci di Prato Cristiana Perrella e, a seguire Cristina Baldacci (Institut for Cultural Inquiry di Berlino) e Assunta Porciani (Quadriennale di Roma)
Ma non è tutto, l'accordo Soprintendenza-Regione ha realizzato l’obiettivo di operare un censimento degli archivi dell’arte contemporanea in Toscana, oltre a mettere in salvo le registrazioni dei concerti jazz del Teatro Metastasio di Prato degli anni 60 e 70, digitalizzare e pubblicare in rete l’archivio del produttore Andres Neumann conservato al Funaro di Pistoia, o censire gli archivi delle principali compagnie teatrali toscane. L'appuntamento del 31 maggio intende andare oltre i confini consueti della mera ricognizione e dimostrare come con gli archivi teatrali non solo si possa raccontare il teatro, ma si possa fare cinema e fare teatro.
È così che, grazie alle carte di Andres Neumann, alle 17.30 verrà proiettato il documentario di Graziano Graziani “Pina Bausch a Roma”, nato da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann a partire da alcune foto inedite dell'Archivio Teatrale Andres Neumann relative alla residenza della danzatrice e coreografa a Roma nel 1999. Alle 21 invece si terrà la prima assoluta dello spettacolo “Palermo, Palermo” curato da Massimiliano Barbini, che dimostra come ogni archivio sia ancora materia viva a cui può essere restituita voce. “Palermo Palermo”, una delle vette creative del lavoro di Pina Bausch è un’opera esemplare sulla modalità seguita dalla danzatrice per raccontare una città e “inserirla” nella sua poetica. Frutto di una residenza voluta dall’allora (era il 1990) e tutt’ora sindaco Leoluca Orlando e dal Teatro Biondo, lo spettacolo, lontano dalla tentazione di restituire immagini da cartolina della città, mette di fronte ad aspetti peculiari e, al tempo stesso, universali di questo straordinario luogo dello spazio e della mente. Massimiliano Barbini racconterà agli spettatori di questa grande vicenda. Con lui sul palco, il polistrumentista Gennaro Scarpato sonorizzerà la serata con strumenti, principalmente a percussione, di varia natura provenienti dall’Archivio musicale della Fondazione Luigi Tronci, creando così un dialogo tra due archivi e servendosene anche per restituire, con la sua interpretazione, il processo creativo di Pina Bausch. Completa il cast la presenza degli allievi del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze che eseguiranno dal vivo musiche presenti nello spettacolo originale.
“Questo evento è stato pensato per fare un bilancio del triennio di collaborazione tra Mibact e Regione Toscana nella realizzazione di progetti importanti ed innovativi in campo archivistico per far emergere e far conoscere a tutti il grande patrimonio documentario toscano – spiega Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana - Il tema centrale è quello della memoria. Gli archivi, di qualunque tipo essi siano, non sono solo strumenti di conservazione della nostra memoria individuale e collettiva ma anche luoghi vivi e parlanti”
“Questa giornata è un’occasione unica per confrontarsi con il tema della memoria – spiega la soprintendente Diana Marta Toccafondi - un tema che permea le nostre singole vite così come la realtà in cui viviamo. In ultima analisi ogni nostro comportamento, tanto privato quanto politico, è condizionato dal nostro rapporto con il tempo e le sue dimensioni. Per questo è importante collaborare tutti insieme per comprendere meglio le diverse dimensioni e i diversi significati della memoria. È quello che abbiamo fatto e stiamo facendo in Toscana da molti anni”

Queste le istituzioni che hanno collaborato alla realizzazione dell’Accordo e che metteranno a disposizione del pubblico panel illustrativi sui progetti realizzati:

Scuola Normale Superiore; Portale web “Archivi in Toscana” Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux; Museo Magma e Centro di Documentazione Ivano Tognarini; Teatro Metastasio, Prato; il Funaro Centro Culturale, Pistoia ; Centro Pecci; Associazione culturale Senzacornice; Fondazione Giovanni Pascoli, Barga; Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia ; Archivio Storico della Città di Piombino; Parco Minerario dell'Isola d'Elba, Università di Siena-sede di Arezzo.
La giornata è realizzata in collaborazione con: Fondazione Primo Conti; Fondazione Sistema Toscana; Direzione Generale Archivi; Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR)

Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 21 maggio 2018

Il 13° Congresso dell’European Glaucoma Society alla Fortezza da Basso






Sono circa 3.000 e sono arrivati a Firenze da tutta Europa i delegati per il 13° Congresso dell’European Glaucoma Society  che si svolgerà fino a domani (22 maggio) alla Fortezza da Basso, confermando l'importanza delle strutture congressuali di Firenze Fiera come location privilegiata in Italia per i mega congressi internazionali.  

“Ogni nuovo congresso EGS – dichiara il Prof. David Garway-Heath, presidente EGS – si basa sui successi del passato: nuovi standard, un programma scientifico vario e stimolante che può contare su ben 20 sessioni e una vasta gamma di corsi di formazione offerti a vari livelli per soddisfare le diverse esigenze dei nostri delegati. Un’area dedicata ai poster e un ampio spazio espositivo hanno arricchito il programma scientifico dell’evento, che è stato in grado di attrarre contemporaneamente apprendisti, oftalmologi  e glaucomatologi. Inoltre l’ambiente amichevole, informale e multiculturale ha incoraggiato il networking, la condivisione e lo scambio”.

I ricercatori hanno affrontato, su più fronti, le varie problematiche riguardanti il glaucoma (una malattia progressiva che si manifesta di preferenza a livello della papilla del nervo ottico, ma che compare a carico di quasi tutte le altre strutture oculari), con lo scopo di migliorare la comprensione di questa malattia, oltre che fornire un approccio razionale alla sua diagnosi e trattamento.

Nicoletta Curradi