venerdì 7 giugno 2024

Museo Nazionale del Bargello, conclusi i lavori di riallestimento alla Sala Islamica e delle Maioliche



Le due sale, che custodiscono due collezioni tra le più preziose, variegate e ricche in Italia, riaprono al pubblico
 dopo nove mesi. L’intervento va a innestarsi nel serrato programma di grandi lavori sviluppato
 a partire dal 2016 nelle cinque sedi dei Musei del Bargello




Taglio del nastro per altre due sale riallestite al Museo Nazionale del Bargello, che dopo la Sala degli Avori, la Cappella della Maddalena, la Sagrestia, la Sala della Scultura Medioevale, la Sala Barocca e il Medagliere vede concludersi anche il riallestimento della Sala delle Maioliche e della Sala Islamica. Le due sale, chiuse al pubblico a partire da settembre 2023 per consentire il montaggio delle vetrine e una nuova, moderna, disposizione delle opere, riaprono al pubblico a partire da domani, sabato 8 giugno 2024.


 


Il progetto di riallestimento della Sala Islamica e della Sala delle Maioliche, collocate al primo piano del Museo, è stato curato dallo studio di architettura Guicciardini & Magni, e ha visto un ripensamento del percorso espositivo, migliorando anche le modalità di conservazione e valorizzazione delle opere grazie all’ausilio di speciali vetrine dotate di cristalli antiriflesso e controllo del microclima. I lavori nelle due sale sono stati finanziati grazie al Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura per un totale di 2.200.000 €. La procedura di gara per l’appalto dei lavori, gestita da Invitalia, è stata vinta dal raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da Goppion SpA con la ditta Masi.


 




“Sono lieto di presentare questo importante progetto di nuovo ordinamento di due straordinari nuclei collezionistici del Museo Nazionale del Bargello – ha dichiarato il Direttore Generale Massimo Osanna – e che esemplifica l’impegno del Ministero della Cultura nel finanziare nuovi allestimenti che migliorino la presentazione e tutela di opere meravigliose. Grazie al lavoro di professionisti, maestranze, artigiani, restauratori, all’impegno dei curatori dell’allestimento e di tutto lo staff dei Musei del Bargello, le collezioni di arte islamica e di ceramiche sono nuovamente valorizzate in una disposizione elegante e funzionale. Sin dalla sua apertura al pubblico nel 1865, il Bargello, primo museo dell’Italia unita, ha curato particolarmente l’esposizione delle arti decorative, portando ad una tradizione di importanti donazioni che prosegue ancora oggi. Se il Ministero della Cultura, con i Grandi Progetti per i Beni Culturali, ha finanziato la progettazione e la realizzazione delle vetrine nelle due sale, è grazie ai maggiori introiti derivanti dall’autonomia dei musei che si è appena avviato il restauro e nuova sistemazione del Salone di Donatello che si concluderà il prossimo autunno. L’aggiornamento degli allestimenti museali e la maggiore accessibilità delle collezioni sono prioritari per la Direzione Generale Musei e vedono un impegno crescente nei luoghi di cultura statali”.

“L’allestimento delle due sale – chiarisce l’architetto Piero Guicciardini - segue la linea stilistica già intrapresa negli anni scorsi per la Sala degli Avori e per la Cappella della Maddalena. Mantenendo la conformazione delle due sale, con poche variazioni sul loro assetto, sono state riprogettate tutte le vetrine. Le nuove teche sono ad alta tecnologia e sono a tenuta di aria e di polvere, con un sistema passivo di controllo dell’umidità relativa e sono dotate di vetri antiriflesso e illuminazione interna a led. Questo garantirà una migliore conservazione delle opere e soprattutto una loro più facile lettura da parte dei visitatori. Una nuova illuminazione e l’apparato grafico rinnovato completano l’opera di allestimento delle due sale”.



“La sala islamica del Bargello, che non espone tutti i materiali afferenti a tale civiltà, è stata costituita più di quaranta anni fa, ed è per qualità delle opere la più importante in Italia – spiega il curatore Giovanni Curatola -. Il nuovo allestimento, nel solco di una tradizione ormai consolidata, garantisce una maggiore visibilità degli oggetti. Si sono riviste e in molti casi confermate le attribuzioni e valorizzate le acquisizioni recenti come i due rari tappeti mamelucchi gemelli (XVI secolo), acquistati dallo Stato e destinati a questo grande museo. I materiali sono stati raggruppati per provenienza storica (come, per esempio, quelli di ascendenza medicea e granducale) e anche per tipologia in modo da fornire al visitatore un quadro quanto più possibile omogeneo.  Per la sezione tessile, preziosa, assai ricca e ingombrante, sono state previste periodiche rotazioni dei reperti”.

“L’importante raccolta ceramica del Bargello – spiega Marino Marini, curatore della Sala delle Maioliche - una delle più notevoli fra quelle conservate in Italia, ha finalmente ottenuto una degna visibilità nella nuova sala delle maioliche. L’attuale allestimento, ispirato a criteri espositivi aggiornati e voluto dall’ex-direttrice Paola D’Agostino, adesso permette di ammirare appieno le oltre 400 opere ceramiche esposte nella sala, una selezione dei circa mille esemplari conservati nel museo. In particolare, i grandi piatti istoriati già di proprietà dei Medici, giunti al Bargello nel 1865, sono adesso inseriti in vetrine al centro della sala e collocati su pannelli trasparenti che ne rendono visibili sia il fronte che il verso. A completare la valorizzazione della raccolta è giunto anche il nuovo catalogo delle maioliche e delle ceramiche, pubblicato in doppia edizione italiana e inglese da Allemandi e finanziato dai Friends of the Bargello, dove sono illustrate e descritte tutte le opere facenti parte della collezione ceramica del Bargello”. 

 

Alla conferenza stampa di presentazione del riallestimento delle due sale, che si è svolta venerdì 7 giugno al Museo Nazionale del Bargello, erano presenti, insieme al Direttore Generale Massimo Osanna, all’architetto Piero Guicciardini e ai due curatori Giovanni Curatola e Marino Marini, anche Ilaria Ciseri, responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello e Costantino Ceccanti, funzionario architetto dei Musei del Bargello e RUP del progetto.

 




All’interno della rinnovata Sala Islamica – curata da due tra i massimi specialisti della materia a livello internazionale Giovanni Curatola e Marco Spallanzani - trova spazio una preziosissima selezione di metalli, avori, ceramiche oltre a raffinati tessuti e tappeti, per un totale di quasi 100 opere esposte, tra le più pregiate della ricchissima raccolta del Museo Nazionale del Bargello, che possiede una delle principali collezioni d’arte islamica in Italia. Formata da un prezioso e antico nucleo mediceo, la collezione del Bargello fu notevolmente arricchita, grazie all’antiquario lionese Louis Carrand (1827-1888) che decise di lasciare al museo la sua grande raccolta di arti decorative di età medioevale e moderna. Anche il barone Giulio Franchetti (1840-1909) donò al museo nel 1906 una propria collezione: in questo caso si trattava esclusivamente di tessuti antichi, orientali ed europei, databili fra il Medioevo e il Settecento, frutto di una passione, coltivata e perseguita per una intera vita, alla ricerca dei pezzi più scelti, più belli e più rari. A questa raccolta straordinaria vanno ad aggiungersi i due antichi tappeti egiziani che lo Stato Italiano ha acquistato nel 2022, esercitando il diritto di prelazione, andando ad arricchire la collezione del Bargello.

I due tappeti cinquecenteschi, provenienti dalla Villa Medicea di Camugliano (Ponsacco, provincia di Pisa) sono non solo l’unica coppia “gemella” di questo genere di manufatto arrivata fino a oggi ma, considerata la loro “età”, sono anche in un buono stato di conservazione. Sicuramente tessuti insieme, forse su di un unico telaio, sono del tipo a soli tre colori e quindi quasi sicuramente realizzati nell'ultimo periodo mamelucco, cioè il primo quarto del XVI secolo.


 


Già nel XV secolo illustri esponenti di casa Medici, quali Piero dei Medici e Lorenzo il Magnifico, collezionarono notevoli manufatti provenienti da Oriente. Questo anche in virtù dei rapporti commerciali e politici che Firenze aveva nel Rinascimento con le potenze musulmane d’oltremare (i Mamelucchi in Egitto e gli Ottomani in Turchia). Lo testimoniano, in questa sala, sei opere in metallo (due bruciaprofumi, una brocchetta, una scatola emisferica, una ciotola con versatoio e una “coppa rituale”) tutte di provenienza granducale. Anche la lastra in marmo che proviene da una moschea dell’Alto Egitto, un’ascia cerimoniale e la giacca da parata (opera unica al mondo), hanno la medesima origine.


La vetrina con gli avori (tra cui un cofanetto spagnolo del X sec. e un elefantino/scacco iracheno del X sec.) presenta opere molto rare e fra le più famose al mondo. La parte più consistente della collezione è quella dei metalli. Qui sono numerosi i capolavori, come l’imponente brocca (Egitto o Siria 1363-1377), il vaso da Mosul, Siria (1259) o il l bruciaprofumi sferico (1317-1335). Anche le ceramiche, in particolar modo le mattonelle di rivestimento parietale, sono ben rappresentate. Spiccano quelle a “lustro metallico” di provenienza persiana (XIII sec.) e quelle in vivace policromia di ambito ottomano (XVI sec.). Alle pareti un grande tappeto (cosiddetto “Lotto”) di provenienza anatolica e la rarissima coppia di mamelucchi. Le arti decorative islamiche sono tutt’altro che “minori”: sono opere rappresentative di una cultura molto estesa geograficamente (dalla Spagna alla Cina) e con un’ampia cronologia: qui dal X al XVII secolo. Questi ornati estremamente raffinati hanno sempre affascinato la cultura occidentale. L’epigrafia, non necessariamente religiosa – in vari stili di scrittura – è dappertutto e si alterna a decorazioni geometriche e floreali: i tipici arabeschi. Non mancano le immagini figurative, perché la rappresentazione umana non era proibita, bensì limitata all’ambito privato.


 


Gli esemplari esposti nella Sala delle Maioliche, il cui curatore scientifico è Marino Marini, esperto del settore e già funzionario responsabile delle collezioni ceramiche del museo, di cui ha recentemente pubblicato il catalogo scientifico – sono oltre 400 e costituiscono una selezione della grande raccolta conservata al museo. Il nucleo fondante giunse dalla Galleria degli Uffizi nel 1865, anno di apertura al pubblico del Bargello, il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti decorative e alla scultura del Medioevo e del Rinascimento. Di pari passo iniziarono le donazioni da parte di privati cittadini, antiquari e collezionisti che continuano anche ai giorni nostri. Nelle vetrine collocate al centro della sala sono riunite le maioliche superstiti della grandiosa raccolta dei Medici che contava più di 6000 pezzi fra ceramiche, maioliche e porcellane, prima di venir decimata dalle ingenti dispersioni avvenute fra la seconda metà del XVIII e la prima del XIX secolo.


Fra tutte risaltano le maioliche realizzate dai vasai di Urbino con figurazioni tratte dalla mitologia, dalla storia greca e romana, dalle sacre scritture e dai testi a stampa (Metamorfosi di Ovidio, De bello Gallico di Giulio Cesare, Bibbia).  Si distinguono i bacili e i rinfrescatoi istoriati con le gesta di Cesare, creati dalle manifatture urbinati dei Fontana e dei Patanazzi, che replicano un celebre servito realizzato sui disegni eseguiti da Taddeo Zuccari e richiesto da Guidobaldo II duca di Urbino come dono per il re di Spagna Filippo II.


Fra le opere più rilevanti si segnalano un medaglione con il profilo di Francesco I de’ Medici e un bacile con figura di San Giovanni realizzati in “porcellana medicea”, una produzione elitaria e originale intrapresa nella manifattura di corte dagli stessi granduchi medicei con l’intento di imitare la porcellana cinese.


Lungo le pareti sono allestite in successione cronologica, e secondo le diverse aree d’origine, maioliche, ceramiche graffite e mattonelle prodotte in Italia dal XIII al XX secolo, a cui si associa una selezione di esemplari realizzati dai vasai moreschi attivi nella Spagna islamizzata. Sono rappresentati i più rinomati centri ceramici italiani (Savona, Milano, Venezia, Faenza, Cafaggiolo, Firenze, Montelupo, Siena, Deruta, Orvieto, Urbino, Roma, Castelli, Caltagirone) e anche quelli meno noti (Sansepolcro, Castelfiorentino, Pisa) fornendo una panoramica esaustiva delle produzioni fittili susseguitesi dal Medioevo al Novecento. Oltre alle raffinate forme destinate ad essere esibite come preziosi capi “da parata” su credenze di dimore aristocratiche, sono esemplificate tutte le tipologie destinate ad un uso quotidiano sulla tavola (piatti, coppe, boccali, rinfrescatoi, mescirobe) e alle pratiche farmaceutiche (albarelli, versatoi, orcioli).


 


In concomitanza con l’apertura al pubblico della Sala delle Maioliche e della Sala Islamica viene aperta al pubblico la sala mostre al piano terra all’interno della quale è stata collocata una selezione delle 13 opere più rappresentative del Salone di Donatello, con un percorso a cura di Ilaria Ciseri, responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello, concentrato sulla produzione dello scultore e di alcuni suoi contemporanei, che consentirà ai visitatori di fruire dei grandi capolavori della scultura rinascimentale durante il periodo di chiusura al pubblico del celebre Salone monumentale per lavori di restauro e riallestimento (dal 5 giugno alla fine di ottobre).

 


Al centro della sala mostre sono tre capolavori d’eccezione della scultura fiorentina: il celeberrimo David di Donatello, prima statua in bronzo raffigurante un nudo, a grandezza naturale e a tutto tondo, realizzata dopo l’antichità. Altro bronzo donatelliano di fama mondiale è l’Amore-Attis, divinità pagana dell’antica Frigia, che rimanda al tema classico dei putti e degli spiritelli, uno dei soggetti iconografici più amati dall’artista, esposto insieme al David bronzeo di Andrea del Verrocchio. Alle pareti prendono posto tre rilievi di Luca della Robbia, altro padre fondatore del Rinascimento e inventore della terracotta invetriata, le due formelle in bronzo dorato eseguite da Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti nel 1401, come prove presentate al concorso per la seconda porta del Battistero, accanto ai due altorilievi in terracotta dipinta, realizzati da Dello Delli e da Michele da Firenze nel terzo decennio del Quattrocento. E infine ancora due opere di Donatello, il bassorilievo con la Crocifissione e la Madonna di via Pietrapiana, cui segue a chiudere il gruppo uno dei migliori allievi di Donatello, Desiderio da Settignano, con la sua Madonna Panciatichi.

Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 23 maggio 2024

Nuovo Market Center per Engel & Völkers a Firenze




Engel & Völkers, immobiliare di pregio, inaugura il nuovo Market Center situato in pieno centro a Firenze, in Lungarno Guicciardini, una sede per la quale verranno reclutati circa 100 collaboratori entro i prossimi tre anni.




Muhannad Al Salhi Ceo di Engel & Völkers Italia: “L’apertura del nuovo Market Center di Firenze rientra nella strategia di espansione dell’azienda che, nel 2024, punta a consolidare la propria presenza in Italia, rafforzando sia la propria rete diretta sia quella in franchising. Firenze, come tutte le città d’arte, è sempre stata attrattiva per la nostra clientela non solo nazionale ma anche, e soprattutto, internazionale, offrendo un ampio portfolio di proprietà in target con le richieste dei nostri acquirenti, principalmente investitori interessati a immobili ristrutturati, contraddistinti da design contemporaneo ed interni curati. Queste caratteristiche strutturali rendono il binomio Engel & Völkers e Firenze un duetto di sicuro successo rappresentando l'eccellenza italiana nel nostro paese e nel mondo. Ad oggi, vantiamo in Italia oltre 1.000 collaboratori e 90 shop operativi. Il nostro obiettivo è fornire un servizio d’eccellenza e customizzato ai nostri clienti e per far questo investiamo anche nella formazione dei nostri agenti, elevando il loro livello di competenza. La digitalizzazione dei processi è inoltre un aspetto cruciale e sempre più centrale per poter essere competitivi nel panorama immobiliare nazionale e internazionale”.


In occasione dell’inaugurazione è stato presentato il Market Insight di Engel & Völkers sul mercato residenziale e di pregio della città di Firenze, realizzato da Nomisma. Dal Report emerge che nel 2023 il mercato di pregio del capoluogo fiorentino è stato caratterizzato da una relativa stabilità, per l'impatto del contesto macroeconomico sfavorevole e il conseguente attendismo della domanda. Le zone di maggiore attrattività per gli acquirenti si confermano il centro storico, il Lungarno, l’Oltrarno, oltre alle zone collinari di Pian dei Giullari, Poggio Imperiale, Fiesole con parte di San Domenico/Salviatino, Marignolle e le Colline di Careggi.


Nomisma: “A Firenze, come nel resto del Paese, il mercato del pregio ha mostrato una sostanziale stabilità nell’ultimo anno, grazie al minore impatto del costo del credito sul volume delle compravendite, rispetto al mercato nel suo complesso. La diminuzione del livello dei tassi di interesse, attesa per giugno, garantirà comunque ulteriore slancio a questo segmento”.


Tra le tendenze in atto, si evidenzia la domanda in aumento in alcune aree, tra cui il centro storico, da una parte, e le periferie verso il Chianti, dall’altra. Emerge, inoltre, un crescente interesse in zone tradizionalmente meno interessanti, come Novoli, in particolare per la vicinanza all'Università, al Tribunale e a quartieri residenziali quali Castello e Rifredi. Il profilo prevalente degli acquirenti è da ricercarsi tra clienti internazionali, prevalentemente statunitensi o nordeuropei, e investitori. Le caratteristiche più richieste includono spazi esterni come giardini o terrazze, ascensori, autorimesse e una posizione prossima ai servizi. Il centro storico rimane, di fatto, la location preferita per gli investimenti immobiliari.


Il mercato della locazione è invece influenzato dalla concorrenza del mercato degli affitti brevi legati al turismo. Da questo punto di vista, il Comune di Firenze sta cercando di bilanciare le esigenze dei residenti con le opportunità turistiche. Il numero di immobili destinati all'affitto turistico è più che raddoppiato dal 2016, arrivando a 14.400 nel 2023, con il 75% concentrato nell'area Patrimonio UNESCO, che rappresenta circa il 5% del territorio comunale. Il profilo dei locatari riflette la variegata composizione socioeconomica della città, con una presenza significativa di professionisti, imprenditori e studenti. Anche la domanda estera continua ad avere un ruolo significativo nel mercato della locazione, confermando l’attrattiva della città, già metà internazionale dai tempi del Grand Tour.


Per le quotazioni, secondo l’indagine, il mercato immobiliare di pregio rimane caratterizzato da prezzi generalmente stazionari. Per le proprietà ristrutturate al nuovo, il range è ampio a livello delle singole zone di pregio, che presentano valori medi minimi e medi massimi compresi nel range 4.100-6.500 euro al mq. La quotazione top ha toccato oltre 10.000 euro al mq nel centro storico.


Le proprietà di maggiore prestigio, per localizzazione e range dei valori medi, sono localizzate nei quartieri del Centro, Michelangelo-Porta Romana e Oltrarno. Nella zona collinare, si segnala una tendenza al rialzo delle quotazioni, trainata dalla scarsità dell’offerta.


“Il target di domanda più attivo per Engel & Völkers si conferma nell’ultimo semestre quello di fascia medio-alta, meno o per nulla dipendente dal credito; ha dichiarato Luca Sabattini, Team Manager MC Firenze. La fascia media di acquirenti potenziali di prima casa o di sostituzione si sono trovati infatti a fronteggiare un mercato del credito caratterizzato da tassi di interesse assestati sul 4 - 4.40%, ma già in diminuzione da aprile 2024 (3.7%) e previsti in ulteriore calo da giugno. Il comparto della locazione tradizionale continua invece a registrare una forte pressione della domanda, soprattutto per immobili con caratteristiche di qualità e di difficile reperimento sul mercato. Non dovrebbe arrestarsi pertanto la crescita dei canoni medi, a fronte di un rallentamento delle stipule indotto dalla scarsità dell’offerta”.

Fabrizio Del Bimbo 


lunedì 20 maggio 2024

Presentata in Toscana la Carta dei Diritti dei Pazienti in Nutrizione Artificiale

Percorsi essenziali per garantire cure e assistenza adeguate a tutti i pazienti bisognosi di Nutrizione Artificiale 




 Presentata il 20 maggio in Toscana,  ‘LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI IN NUTRIZIONE ARTIFICIALE’, nel corso dell’evento promosso da Motore Sanità e da A.N.N.A. - Associazione Nazionale Nutriti Artificialmente, con il patrocinio di ASAND (Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica) e SINPE (Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo) e il contributo incondizionato di SAPIO life, TAKEDA e VIVISOL Home Care Services. Si tratta di una procedura terapeutica essenziale per chi non può alimentarsi naturalmente, fondamentale in casi di malnutrizione, ipercatabolismo, cachessia e necessità di riposo intestinale. In Italia solo 94 centri per 625.000 abitanti La malnutrizione, spesso sottovalutata, aggrava le patologie, prolungando i ricoveri e aumentando i costi sanitari. Pazienti con malattie croniche gastrointestinali, neurologiche e oncologiche, così come bambini e anziani malnutriti, possono necessitare di nutrizione artificiale. Questa può essere somministrata tramite sondino naso-gastrico o stomia (nutrizione enterale), o per via endovenosa (nutrizione parenterale). La gestione richiede l'uso di pompe elettroniche e materiali infermieristici per evitare complicazioni. In Italia, ci sono solo 94 centri di nutrizione artificiale, mediamente uno ogni 625.000 abitanti, con una distribuzione territoriale inadeguata. La Toscana, nonostante un buon quadro normativo, deve migliorare l'accesso alle cure e la transizione dall'assistenza pediatrica a quella adulta e la presentazione della Carta dei Diritti - presentata precedentemente in Piemonte - è un passo importante verso un trattamento equo e adeguato per tutti i pazienti che dipendono dalla nutrizione artificiale.   I PUNTI EMERSI Ottimizzazione del servizio a domicilio per la qualità di vita del paziente Alessandra Rivella, Presidente dell'Associazione A.N.N.A., evidenzia l'importanza del servizio a domicilio, che deve coniugare una terapia adeguata con la salvaguardia della qualità di vita del paziente. Questo si ottiene attraverso un'assistenza mirata e l'utilizzo di tecnologie e presidi che aumentano la sicurezza nella somministrazione e migliorano la qualità di vita. "È fondamentale, sia per il benessere del paziente sia per il risparmio del sistema sanitario, formare il personale di assistenza per prevenire le complicanze e ridurre gli accessi ospedalieri", sottolinea Rivella. Il che significa anche “permettere ai pazienti e ai caregiver di affrontare le sfide della nutrizione artificiale domiciliare con fiducia e resilienza, migliorando la qualità di vita”, aggiunge Serena Torsoli, Referente Regione Toscana ASAND. L’importanza del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale e la sua complessità nella gestione regionale Barbara Paolini, Presidente ADI, evidenzia la disomogeneità nella gestione della nutrizione artificiale domiciliare e sottolinea l'importanza di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale condiviso per garantire percorsi nutrizionali continui e appropriati ai pazienti. “È ormai nota la disomogeneità che caratterizza la gestione della Nutrizione Artificiale Domiciliare sul territorio nazionale - ribadisce -, con varietà organizzative tra le regioni e lacune nel raggiungimento di obiettivi fondamentali. Garantire al paziente un percorso nutrizionale continuativo, appropriato e agevole rappresenta un aspetto imprescindibile, soprattutto alla luce dell’incremento delle condizioni che richiedono il ricorso alla Nutrizione Artificiale Domiciliare”. Sul come governare la complessità della gestione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale condiviso a livello regionale, coinvolgendo diversi attori e processi, è intervenuta Maria Luisa Eliana Luisi, Presidente ADI Toscana: “Occorrono regole semplici adattabili alle situazioni. La metodologia proposta da Mary Lippitt richiede visione, competenze, incentivi e un piano d'azione per produrre il cambiamento desiderato”. Necessità di un team multidisciplinare per i bambini con bisogni nutrizionali speciali e garanzia di assistenza adeguata e tempestiva Laura Chiesi e Laura Lacitignola, Responsabili UP Dietetica AOU Meyer IRCCS e SOC di Gastroenterologia e Nutrizione Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer IRCCS, Firenze, sottolineano l'importanza della nutrizione artificiale pediatrica nel migliorare la prognosi in alcune patologie e l'essenzialità di un team multidisciplinare per garantire il migliore supporto ai bambini con necessità nutrizionali speciali. “La valutazione dello stato di nutrizione è cruciale nell’approccio al bambino, considerando i fabbisogni dinamici per la crescita e l’anabolismo influenzato dalle patologie. Il Team multidisciplinare in pediatria è essenziale per garantire le migliori scelte e il supporto necessario ai bambini, come indicato dalla delibera 618 del 2001 che ha istituito il Team multidisciplinare del Meyer come centro di riferimento regionale”. Anche Rita Barbara Marianelli, Vicepresidente Commissione Albo Nazionale Dietisti, ribadisce la necessità di garantire un'assistenza adeguata e tempestiva a tutti i pazienti. “Il percorso assistenziale della nutrizione deve essere umanizzato, riconoscendo la centralità del paziente e dei caregiver, garantendo continuità nell'assistenza per rispondere in modo innovativo al contesto sociale ed epidemiologico”. “La nostra organizzazione regionale garantisce una presa in carico ottimale attraverso una rete sinergica di professionisti che operano in ospedale e sul territorio”, incalza Valentina Culicchi, Direttore ff UOSD Nutrizione Clinica Sudest. “L'organizzazione prevede un costante scambio con i medici di base e le Zone Distretto, assicurando una continuità nell'assistenza domiciliare e territoriale per i pazienti che necessitano di nutrizione artificiale complessa, con la collaborazione di provider esterni per uniformità e qualità del trattamento”. Promozione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale per il supporto nutrizionale oncologico Gianni Amunni, Coordinatore Scientifico Ispro e Direttore Dipartimento Oncologico Careggi, Firenze, promuove un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale per il supporto nutrizionale del paziente oncologico, coinvolgendo numerosi professionisti nel processo. “La rete oncologica toscana ha sviluppato un Pdta regionale per il supporto nutrizionale del paziente oncologico, coinvolgendo oltre 40 professionisti rappresentativi. Queste raccomandazioni saranno formalizzate dalla regione, con l'obiettivo di garantire una valutazione nutrizionale precoce e una presa in carico personalizzata per tutti i pazienti oncologici. Si prevede un approccio completo che includa la valutazione nutrizionale per individuare precocemente il bisogno, seguito da un supporto mirato tramite counseling dietetico e l'utilizzo di supporti nutrizionali, inclusa la nutrizione enterale o parenterale secondo le necessità del singolo paziente”. Ruolo insostituibile della nutrizione artificiale nel trattamento dei disturbi alimentari per pazienti con bisogni complessi Stefano Lucarelli, Direttore f.f. UFC Disturbi dell'alimentazione AUSL Toscana Centro, ribadisce il ruolo insostituibile della nutrizione artificiale nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, con una valutazione multiprofessionale del paziente per garantire interventi appropriati. “La nutrizione enterale - aggiunge - rappresenta la prima scelta e viene attivata solo dopo aver ricevuto il consenso informato del paziente secondo le norme del codice deontologico vigente”. “Dobbiamo sforzarci tutti, con competenze trasversali, a far sì che il sistema che prende in carico questi pazienti funzioni al meglio”, incalza Francesco Sofi, Direttore SOD Nutrizione Clinica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze. “Allo scopo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, oltre che a far guadagnare loro anni di vita”. “L’alimentazione è uno dei più importanti determinanti di salute, insieme alla istruzione e al movimento, e garantirla anche quando fisiologicamente esistono ostacoli è fondamentale per i pazienti nelle diverse fasi di vita e di salute”, continua Simona Dei, Direttore Sanitario Azienda USL Toscana Centro. “Molte sono le possibilità, diversi i ruoli professionali coinvolti, importante affrontare la tematica in equipe, costruendo una rete protettiva - concetto condiviso anche da Silvia Puliti, Responsabile Rete Nutrizione Clinica, Azienda USL Toscana Centro - che nelle varie fasi alterna i professionisti ogni volta coinvolti in prima linea, con gradualità e nel rispetto della complessità del quadro”. Toscana esempio virtuoso Filippo Lintas, Presidente Home & Digital Care Confindustria Dispositivi Medici, evidenzia infine l'importanza di potenziare i servizi di assistenza domiciliare nell'ambito della nutrizione artificiale. “Per migliorare i servizi di assistenza domiciliare nell’ambito della nutrizione artificiale è necessario un grande impegno per garantire la presa in carico attraverso servizi e terapie integrate, ma soprattutto omogenee su tutto il territorio. La Toscana ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni, ha previsto servizi nutrizionali domiciliari per tutti i pazienti della regione, disegnando altresì un modello integrato che prevede l'erogazione contestuale di terapie a domicilio per pazienti cronici e con comorbilità e che, a nostro avviso visti gli ottimi risultati ottenuti, dovrebbe essere preso ad esempio dalle altre regioni”.

Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

martedì 14 maggio 2024

PREMIO INTERNAZIONALE FAIR PLAY MENARINI ECCO LE DATE DELL’EDIZIONE 2024

 PREMIO INTERNAZIONALE FAIR PLAY MENARINI


ECCO LE DATE DELL’EDIZIONE 2024




 

 Fervono i preparativi per il prossimo Premio Internazionale Fair Play Menarini, la manifestazione che ogni anno celebra gli atleti divenuti in tutto il mondo portabandiera di etica, lealtà e rispetto.


Firenze e Fiesole riaprono le porte alla kermesse dedicata ai valori sani dello sport, che dal 1997 ha premiato oltre 400 leggende del calibro di Javier Zanetti, Federica Pellegrini, Gabriel Batistuta e Tommie Smith.


La prima novità di questa edizione è la partnership con Sky TG24 che seguirà le giornate del Premio. A partire dall’appuntamento di mercoledì 3 luglio con la tradizionale cena di gala, che darà il benvenuto ai futuri premiati nella suggestiva location di Piazzale Michelangelo, a Firenze. Giovedì 4 luglio i riflettori saranno puntati sul Teatro Romano di Fiesole per la cerimonia di premiazione, trasmessa su Sportitalia, che consacrerà i vincitori di quest’edizione come Ambasciatori del Fair Play Menarini: testimoni di correttezza, solidarietà e di tutti i principi essenziali che fanno di un atleta un mito immortale.


Come lo scorso anno, la manifestazione sarà preceduta da due tappe fondamentali.


I nomi dei vincitori 2024 saranno svelati mercoledì 5 giugno durante la conferenza stampa di presentazione, in programma a Roma presso il Salone d’Onore del CONI. In quest’occasione sarà consegnato anche il “Premio Fair Play Menarini Giovani”, che esalta i più bei gesti di “gioco corretto” compiuti dalle nuove generazioni.


Lunedì 17 giugno verrà assegnato il Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport”, riconoscimento istituito in collaborazione con il Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza e con il CONI Toscana, nel corso della conferenza stampa di Firenze.


“Siamo entusiasti di annunciare una nuova edizione ricca di sorprese che non vediamo l’ora di svelare – dichiarano Antonello Biscini, Valeria Speroni Cardi ed Ennio Troiano, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Anche quest’anno, ci auguriamo che le storie e i valori dei nuovi premiati siano d’ispirazione soprattutto per i più giovani”.


4 luglio

PREMIO INTERNAZIONALE FAIR PLAY MENARINI,


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 13 maggio 2024

Firenze, candidati sindaco a confronto

 

Appuntamento lunedì 20 maggio alle 18,15 alle Serre Torrigiani



All'evento, organizzato da SaveTheCity, sono stati invitati tutti i dieci candidati


 



Lunedì 20 maggio, SaveTheCity, l'associazione no profit fondata da un gruppo di professionisti e di imprenditori fiorentini che si pone come scopo sociale lo sviluppo e la realizzazione di progetti e di iniziative volte a migliorare la qualità della vita, ospiterà il confronto politico tra i dieci candidati a sindaco di Firenze alle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno.


Il dibattito inizierà alle 18,15 nella splendida cornice delle Serre Torrigiani e seguirà un preciso regolamento (inviato ad ogni candidato): postazione personale all’americana, 1 minuto e 30 secondi massimo a risposta scandito da un countdown, possibilità di replica, domande sui principali temi di attualità che riguardano il capoluogo toscano. Il confronto sarà moderato da Giacomo Guerrini, giornalista professionista, speaker radiofonico di Lady Radio (media partner di SaveTheCity) e conduttore televisivo. I dieci candidati saranno posizionati tramite criterio imparziale (sorteggio pubblico).


Alla Stazione Leopolda di Firenze gli AIPARK Days

 

Si svolgerà a Firenze il 30 e 31 maggio prossimo la IV edizione di AIPARK Pdays – MOBILITÀ E SOSTA (www.pdays.org), manifestazione biennale conference ed exhibition che ha come obiettivo la promozione del settore della sosta e della mobilità urbana, a livello nazione e internazionale. Si tratta del principale evento interamente dedicato al mondo della sosta dei veicoli al fine di rispondere alle sfide della nuova mobilità urbana.


La fiera espositiva presenterà le soluzioni di punta e le tecnologie più innovative attualmente disponibili sul mercato. E il programma scientifico è estremamente ricco e partecipativo. Sono diversi gli argomenti in agenda: dalle sfide delle realtà italiane per competere con quelle europee, al ripensare le città italiane valorizzando il servizio di sosta ottimizzando l’uso degli spazi urbani. Dalle considerazioni per l’effettiva implementazione del Partenariato Pubblico Privato, alla rigenerazione urbanistica e all’accessibilità. Ma si parlerà anche di Pums 2.0, transizione ecologica e digitale delle città, logistica urbana, mobilità green, gestione dei nuovi servizi integrati alla mobilità, infrastrutture digitali.


Nicoletta Curradi




martedì 23 aprile 2024

All'ippodromo del Visarno "Cesare Meli" va in scena la 197^ Corsa dell'Arno

  




Cancelli aperti dalle 12:30; torna il pop-up bar del Twiga Beach Club. Importante impegno per il sociale


Giovedì 25 aprile, all’Ippodromo del Visarno “Cesare Meli” (piazzale delle Cascine, 29) si corre la storia del galoppo. Torna con la sua 197ª edizione la “Corsa dell’Arno”, la competizione al galoppo più longeva d'Italia. Istituzionalizzata dal 1827 come Premio dell’Arno, aveva preso vita già da tempo come sfida tra appassionati non solo toscani, ma anche francesi, russi e inglesi all’epoca del prospero Granducato. 


Dopo quasi due secoli, l’ippodromo fiorentino gestito dalla famiglia Meli mantiene forte la tradizione, non senza un tocco “british” dato dalla collaborazione con il Consorzio Il Cappello di Firenze e grazie alla quale è nato nove anni fa il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita”. 


Un evento nell’evento quello del concorso, un’elegantissima disfida a suon di velette e tese larghe per le signore e i più piccoli, per altro con uno scopo nobilissimo: quello di raccogliere fondi per “Corri la vita”, l’associazione guidata da Eleonora Frescobaldi, impegnata ad aiutare le donne colpite da tumore al seno e a finanziare progetti per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura della malattia.


 


Sport, moda, solidarietà, quindi, ma anche mondanità. La 197ª edizione della Corsa dell’Arno, infatti, vedrà come sempre un programma ricchissimo di eventi e sarà un’ottima occasione per appassionati e non per passare una giornata tra purosangue e iniziative ideate per soddisfare tutti i gusti.


L’apertura dei cancelli è fissata per le 12:30 (biglietto di ingresso €5, gratuito per i bambini). Madrina della manifestazione è Miss Italia, che sfilerà in pista con le autorità e sarà a disposizione per le foto ricordo con il pubblico.


 


La Corsa dell’Arno è stata presentato questa mattina (23 aprile) alla Club House dell’ippodromo da Carlo Meli della Sanfelice. Insieme a lui, Cosimo Guccione, assessore allo Sport del Comune di Firenze, Alessio Marzi, presidente Consorzio del Cappello di Firenze, Eleonora Frescobaldi, presidente di Corri la Vita Onlus, Ornella Pontello, del Comitato organizzatore di Corri la Vita e il Capitano Jonathan Cosentino dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA).


«Ci avviamo al galoppo, è proprio il caso di dirlo, verso un traguardo incredibile. Le 200 edizioni si avvicinano e noi continuiamo a fare del nostro meglio per onorare questa grande corsa, che fa parte della storia dell’ippica in Italia e non solo – esordisce Caro Meli della Sanfelice – La Corsa dell’Arno apre l’ippodromo a un pubblico vasto e variegato che noi siamo lieti di accogliere con un altrettanto variegata offerta di iniziative. Come sempre sport, eleganza, mondanità, solidarietà e sociale trovano nella Corsa dell’Arno un punto di unione, di collaborazione».


«È una corsa che ha fatto la storia del galoppo italiano e non solo – sottolinea l'assessore allo sport Cosimo Guccione – un appuntamento imperdibile per tutti i fiorentini: nelle precedenti edizioni intere famiglie hanno partecipato a questa giornata grazie anche a tutte le iniziative collaterali proposte dagli organizzatori. Sono certo che anche quest'anno Firenze saprà rispondere in modo adeguato a questo appuntamento così importate per lo sport cittadino e nazionale e per una bella iniziativa di beneficenza dedicata a “Corri la Vita”».


«Anche quest’anno noi di “Corri La Vita” siamo felici di far parte di questo evento fiorentino straordinario. L’impegno e la fantasia che sono stati messi in campo in occasione di questa edizione della Corsa dell’Arno rappresentano un’ulteriore conferma dell’affetto che Firenze ci manifesta costantemente – dice Eleonora Frescobaldi – Siamo orgogliosi come sempre di poter destinare ciò che ci viene donato a progetti concreti di aiuto e di sostegno alle donne che devono fronteggiare una sfida dura e impegnativa quale quella del tumore al seno».


«Con questa nona edizione del concorso del “Cappello più bello per Corri la Vita”, rinnoviamo con le nostre creazioni una giornata di sport e di eleganza fiorentina, contribuendo così con il nostro saper fare alla raccolta fondi per l’Associazione – aggiunge Alessio Marzi, presidente del Consorzio – Alla Corsa dell'Arno, la corsa al galoppo più antica d'Italia, il Consorzio Il Cappello di Firenze è rappresentato da 5 aziende con secoli di lavoro alle spalle tracciati sulla strada della tradizione, della storia della moda e del costume producendo cappelli realizzati esclusivamente in Italia e venduti in tutto il mondo».


Entrando nei dettagli del programma, lo spettacolo del galoppo avrà inizio alle 15 con sette corse di alto livello per purosangue ed Angloarabi. La giornata offrirà anche la tappa del Campionato Pony per bambini e ragazzi. Il culmine arriverà con la Corsa dell’Arno, prevista alle 18:40.


 


Il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita” si terrà a partire dalle 16 sulla terrazza dell’ippodromo e vedrà in gara i cappelli più eleganti ed estrosi. Per partecipare è previsto un contributo minimo di €10, interamente devoluto a Corri la Vita (anche parte dell’incasso proveniente dai biglietti di ingresso all’ippodromo andrà alla onlus fiorentina). Saranno premiate le prime tre signore nelle categorie "Eleganza" e "Creatività"; la categoria "Junior" è riservata ai bambini. I premi in palio sono messi a disposizione da sponsor quali Starhotel, Dreoni, WTB hotels, Angela Caputi, Dr. VRANJES e tanti altri.


 


Tra le iniziative collaterali, dopo il successo dell’anno scorso, torna il pop-up bar del Twiga Beach Club: una vera e propria spiaggia targata Twiga realizzata all’ippodromo e animata dal dj-set di Stefano Carpi, resident al celebre club della Versilia.


 


Per gli amanti della lettura, da non perdere l’incontro con Pietro Santetti, che ha debuttato nel mondo della letteratura nel 2022 con "Uomini di cavalli" dopo 24 anni di competizioni equestri. Santetti ha subito vinto un premio speciale al prestigioso Viareggio-Rèpaci, edizione 2023.


 


Tra una corsa, un libro e un drink, sarà possibile assaggiare le specialità preparate dai food-truck presenti (Batoni, Pizza Pig e Crazy Horse) che spazieranno dal dolce al salato: dai gelati alla pinsa romana, dalle crêpes alle più tipiche schiacciate.


Per i più piccoli ci sarà l’occasione di ammirare, accarezzare e fotografare i cavalli, grazie anche alla collaborazione del reparto a cavallo della Polizia municipale di Firenze. Riservati ai bambini anche i laboratori sui cappelli e speciali attività di animazione. 


 


Accanto al divertimento, riveste un ruolo importante quest’anno il contributo sociale che la Corsa dell’Arno vuole dare. Da una parte c’è la collaborazione con l’Associazione Trottatori Defender, che si occupa del ricollocamento dei cavalli da corsa a fine carriera. Dall’altra, quella con il Centro Ascolto Antiusura della Misericordia di Rifredi, che lavora per promuovere il gioco responsabile.


In caso di pioggia, il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita" e tutte le attività potranno essere svolte al coperto. I cancelli del Visarno saranno aperti alle 12:30, con le corse che avranno inizio alle 15. la Corsa dell’Arno partirà alle 18:40. Il concorso “Il cappello più bello per Corri la Vita” alle 16.


Fabrizio Del Bimbo