venerdì 13 settembre 2024

Fondazione Gori, consegnate le Borse di formazione lavoro a sei nuovi artigiani pellettieri

 




Si è conclusa con la consegna dei diplomi la seconda edizione delle “Borse di formazione-lavoro pelletteria artigiana” della Fondazione Marcello Gori, promosse da Laura, Francesca, Barbara Gori in memoria dell’impegno sociale del loro padre che fondò a Firenze, nel 1950, la Scuola del Cuoio per dare la speranza di un futuro agli orfani della Seconda Guerra Mondiale.La sua visione si fondava sulla cultura della condivisione, certo che la Bottega-Scuola dovesse svolgere un ruolo attivo a favore della collettività.


La famiglia Gori oggi

Hanno portato a termine con successo il loro percorso teorico e pratico di nove mesi, tenutosi nei laboratori della Scuola del Cuoio: J.F., Bijan Gooki Zadeh, Bryan Jeremy Gutierrez Ferretti, Ahmad Mohammad, Oscar Renee Salinas Guifarro. Due di loro troveranno lavoro alla Scuola, ad altri è stata offerta la possibilità di proseguire con ulteriori attività di apprendimento.  “L’interesse e l’impegno che abbiamo visto nei ragazzi in questi due anni, rappresenta per noi della Famiglia una gioia e una iniezione di stimolo a continuare. Convinti che valorizzare la personalità di ognuno, rispettando dignità e abilità creative, sia un atto concreto di inclusione e di vicinanza a quanti si sono trovati, loro malgrado, ai margini della società”, sostiene Barbara Gori Presidente della Fondazione. 


Ma non si fermano qui le iniziative a favore di chi è in situazioni di disagio promosse dalla Fondazione nel contesto formativo e occupazionale della pelletteria artigianale. E’ recente l’istituzione del corso di orientamento “Progetto Cuoio” – in collaborazione con il Comune di Firenze e con il sostegno della Fondazione CR Firenze, coordinato da Rita Balzano – rivolto, tramite un Bando, a ragazze e ragazzi tra 18 e 35 anni con fragilità.  “Sono orgogliosa di poter annunciare un altro progetto che, insieme a quello delle Borse di Studio, hanno in comune l’obiettivo di aiutare tanti giovani a costruirsi il proprio futuro, secondo quella che fu la visione di nostro padre”, dichiara Barbara Gori presidente della Fondazione Marcello Gori. “Con il desiderio – aggiunge – di riuscire ad avvicinare le future generazioni ai lavori artigianali riscoprendone il valore e vedendoli come un’opportunità. Far nascere nuovi artisti della lavorazione della pelle e del cuoio sarà il nostro l’ambizioso compito.”.


Tra i quindici partecipanti al corso, la Fondazione, in collaborazione con l’Assessorato al Welfare e con il Direttore dei Servizi Sociali del Comune di Firenze Vincenzo Cavalleri, ha selezionato i nove canditati che usufruiranno delle Borse di formazione 2024-25: Madeleine Brice Ngoueko Deussom, Christelle Metou, Martina Baldini, Sabrina Conti, Emily Makkink, Sabir Amina, Juan Carlos Orellana, Dario Rosini, Gabriela Gonzales. Anche per loro il percorso sarà della durata di nove mesi, con inizio ad  ottobre presso i laboratori della Scuola del Cuoio nel quartiere di Santa Croce a Firenze dove, sotto la guida di Maestri artigiani, avranno l’ opportunità di imparare le tecniche della lavorazione manuale della pelle e del cuoio, oltre a seguire alcune lezioni teoriche legate alla comunicazione e agli aspetti normativi per aprire un’impresa, a cura di Docenti esperti.


Nicoletta Curradi 

sabato 7 settembre 2024

Dal 7 all'11 settembre a Firenze il 36° Congresso Europeo di Patologia




Si tiene al Centro Congressi della Fortezza da Basso di Firenze il 36° Congresso Europeo di Patologia (ECP 2024). Patrocinato dall’Università degli Studi di Firenze, questo convegno è ormai uno degli eventi di punta a livello mondiale nel campo della Patologia.


“Il ruolo dell’Anatomia Patologica è in continua evoluzione. Oggi si configura come una disciplina multidimensionale, grazie all’integrazione di tecnologie avanzate come la biologia molecolare e le tecniche morfologiche. Queste innovazioni rendono l’Anatomia Patologica cruciale nel processo decisionale clinico, soprattutto in oncologia e nella medicina personalizzata, fornendo informazioni determinanti per le strategie terapeutiche più appropriate”, afferma la professoressa Gabriella Nesi, direttrice della Scuola di Specializzazione in Anatomia Patologica dell’Università di Firenze, presidente del Comitato Organizzatore Locale e dirigente medico della Struttura Organizzativa Dipartimentale (SOD) di Istologia Patologica e Diagnostica Molecolare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (AOUC), diretta dalla professoressa Daniela Massi, membro del Comitato Organizzatore Locale e invited speaker.


L’ECP 2024 riunirà patologi, clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, esperti informatici e partner industriali da tutta Europa, trasformando Firenze nel centro nevralgico della Patologia per la durata del convegno.


L’Anatomia Patologica dell’AOUC è una delle strutture più avanzate in Italia per la diagnosi dei tumori, con circa 40.000 esami cito-istopatologici refertati ogni anno. Nel 2019, grazie a un importante investimento della Regione Toscana, è stato possibile migliorare l’organizzazione strutturale e implementare significative innovazioni tecnologiche, garantendo diagnosi tempestive e accurate ai cittadini.


Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 6 settembre 2024

Firenze capitale mondiale dell’Aeronautica: dal 9 al 12 settembre il più importante congresso di settore




Dopo 28 anni dall’ultima volta in Italia il capoluogo toscano ospiterà il 34simo Congresso internazionale ICAS (International Council of the Aeronautical Sciences), che si preannuncia il più importante di sempre.  La candidatura ottenuta grazie al lavoro di squadra fra l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica (AIDAA), il convention bureau di Fondazione Destination Florence, Firenze Fiera, AIM Group International, istituzioni locali, università ed enti di ricerca.


 

 Dalle più recenti tecnologie aeronautiche in ambito civile e militare, alla progettazione di prototipi di aerei, elicotteri ed altri velivoli, fino alla ricerca in ambito green e alle nuove soluzioni dedicate al settore. Firenze diventa per quattro giorni il centro mondiale dell’aeronautica, ospitando dal 9 al 13 settembre il 34° Congresso ICAS (International Council of the Aeronautical Sciences, che riunisce le associazioni aeronautiche di 30 paesi), in programma al Palazzo dei Congressi e al Palazzo degli Affari, dove sono attesi oltre 1.000 esperti, provenienti da 41 paesi, per dibattiti e approfondimenti. Tra questi, anche nomi del calibro dell’ex Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Roberto Cingolani, CEO di Leonardo, che riceverà da ICAS il prestigioso premio Daniel and Florence Guggenheim. 


 


Il Congresso rappresenterà l’occasione per mostrare al grande pubblico e al gotha internazionale del settore i prodotti realizzati e le ricerche sviluppate nel nostro Paese e non solo. La candidatura di Firenze, che è riuscita a prevalere su un forte competitor come Sydney, è stata vinta grazie al lavoro di squadra fra l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica (AIDAA), il convention bureau di Fondazione Destination Florence, Firenze Fiera, AIM Group International, istituzioni locali, università ed enti di ricerca.


 


IL CONGRESSO. I lavori del congresso saranno aperti lunedì 9 settembre presso l’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze Fiera alle ore 8:30 dal Presidente di ICAS, Prof. Dimitri Mavris e dal Presidente di AIDAA, Prof. Erasmo Carrera, mentre la cerimonia ufficiale di benvenuto si svolgerà in serata al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nel corso dell’evento, i rappresentanti delle più importanti organizzazioni che si occupano di ricerca e sviluppo in campo aeronautico avranno l’occasione di presentare gli ultimi risultati di ricerca ottenuti da NASA, Boeing, Airbus ed Embraer. Verranno trattati temi che spazieranno dalla progettazione di aeroplani alimentati ad idrogeno alle strutture adattive per i velivoli del futuro, oltre alla possibilità di visitare l’area espositiva con i prototipi, primo fra tutti quello del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali. Con oltre 1.000 delegati e relatori da 41 paesi, questa edizione si preannuncia come il più grande congresso nella storia di ICAS. 


 


AMBASSADOR DELLA CITTÀ. Il Prof. Erasmo Carrera, Presidente di AIDAA, è stato premiato come Florence Ambassador nell’edizione del Florence Ambassador Award del 2021 insieme alla Prof.ssa Sara Bagassi, Professoressa Associata all’Università di Bologna, proprio per il loro fondamentale contributo nell’aggiudicazione di questo prestigioso congresso. L’annuale evento di premiazione celebra personalità del mondo accademico e scientifico che hanno contribuito a portare a Firenze eventi internazionali di alto profilo come ICAS 2024. La sua 8° edizione si terrà il prossimo 31 ottobre, nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio.


 Nicoletta Curradi 

Fabrizio Del Bimbo 


martedì 3 settembre 2024

Nuovi bandi cofinanziati Fesr: evento a Firenze il 3 settembre




Si è tenuto a Firenze, al Teatro della Compagnia, il 3 settembre 2024, l’evento organizzato dal settore "Autorità di gestione del Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (Pr Fesr)" per promuovere i bandi, cofinanziati dal programma stesso, di prossima uscita rivolti alle imprese toscane in tema di innovazione, competitività e sostenibilità.


In particolare la giornata è finita l’occasione, oltre che per offrire una panoramica sul programma, per presentare i nuovi bandi rivolti alle imprese per territori smart, aree interne e Toscana diffusa, investimenti delle Pmi, start-up innovative, ricerca e sviluppo per l’attrazione degli investimenti, efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. 


Sono intervenuti il presidente della giunta regionale Eugenio Giani e gli assessori Monia Monni e Leonardo Marras, oltre all'autorità di gestione del Fesr e agli uffici delle direzioni regionali competenti, per illustrare i nuovi bandi in uscita e le opportunità offerte dalla programmazione 2021-2027.


Nicoletta Curradi 


venerdì 7 giugno 2024

Museo Nazionale del Bargello, conclusi i lavori di riallestimento alla Sala Islamica e delle Maioliche



Le due sale, che custodiscono due collezioni tra le più preziose, variegate e ricche in Italia, riaprono al pubblico
 dopo nove mesi. L’intervento va a innestarsi nel serrato programma di grandi lavori sviluppato
 a partire dal 2016 nelle cinque sedi dei Musei del Bargello




Taglio del nastro per altre due sale riallestite al Museo Nazionale del Bargello, che dopo la Sala degli Avori, la Cappella della Maddalena, la Sagrestia, la Sala della Scultura Medioevale, la Sala Barocca e il Medagliere vede concludersi anche il riallestimento della Sala delle Maioliche e della Sala Islamica. Le due sale, chiuse al pubblico a partire da settembre 2023 per consentire il montaggio delle vetrine e una nuova, moderna, disposizione delle opere, riaprono al pubblico a partire da domani, sabato 8 giugno 2024.


 


Il progetto di riallestimento della Sala Islamica e della Sala delle Maioliche, collocate al primo piano del Museo, è stato curato dallo studio di architettura Guicciardini & Magni, e ha visto un ripensamento del percorso espositivo, migliorando anche le modalità di conservazione e valorizzazione delle opere grazie all’ausilio di speciali vetrine dotate di cristalli antiriflesso e controllo del microclima. I lavori nelle due sale sono stati finanziati grazie al Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura per un totale di 2.200.000 €. La procedura di gara per l’appalto dei lavori, gestita da Invitalia, è stata vinta dal raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da Goppion SpA con la ditta Masi.


 




“Sono lieto di presentare questo importante progetto di nuovo ordinamento di due straordinari nuclei collezionistici del Museo Nazionale del Bargello – ha dichiarato il Direttore Generale Massimo Osanna – e che esemplifica l’impegno del Ministero della Cultura nel finanziare nuovi allestimenti che migliorino la presentazione e tutela di opere meravigliose. Grazie al lavoro di professionisti, maestranze, artigiani, restauratori, all’impegno dei curatori dell’allestimento e di tutto lo staff dei Musei del Bargello, le collezioni di arte islamica e di ceramiche sono nuovamente valorizzate in una disposizione elegante e funzionale. Sin dalla sua apertura al pubblico nel 1865, il Bargello, primo museo dell’Italia unita, ha curato particolarmente l’esposizione delle arti decorative, portando ad una tradizione di importanti donazioni che prosegue ancora oggi. Se il Ministero della Cultura, con i Grandi Progetti per i Beni Culturali, ha finanziato la progettazione e la realizzazione delle vetrine nelle due sale, è grazie ai maggiori introiti derivanti dall’autonomia dei musei che si è appena avviato il restauro e nuova sistemazione del Salone di Donatello che si concluderà il prossimo autunno. L’aggiornamento degli allestimenti museali e la maggiore accessibilità delle collezioni sono prioritari per la Direzione Generale Musei e vedono un impegno crescente nei luoghi di cultura statali”.

“L’allestimento delle due sale – chiarisce l’architetto Piero Guicciardini - segue la linea stilistica già intrapresa negli anni scorsi per la Sala degli Avori e per la Cappella della Maddalena. Mantenendo la conformazione delle due sale, con poche variazioni sul loro assetto, sono state riprogettate tutte le vetrine. Le nuove teche sono ad alta tecnologia e sono a tenuta di aria e di polvere, con un sistema passivo di controllo dell’umidità relativa e sono dotate di vetri antiriflesso e illuminazione interna a led. Questo garantirà una migliore conservazione delle opere e soprattutto una loro più facile lettura da parte dei visitatori. Una nuova illuminazione e l’apparato grafico rinnovato completano l’opera di allestimento delle due sale”.



“La sala islamica del Bargello, che non espone tutti i materiali afferenti a tale civiltà, è stata costituita più di quaranta anni fa, ed è per qualità delle opere la più importante in Italia – spiega il curatore Giovanni Curatola -. Il nuovo allestimento, nel solco di una tradizione ormai consolidata, garantisce una maggiore visibilità degli oggetti. Si sono riviste e in molti casi confermate le attribuzioni e valorizzate le acquisizioni recenti come i due rari tappeti mamelucchi gemelli (XVI secolo), acquistati dallo Stato e destinati a questo grande museo. I materiali sono stati raggruppati per provenienza storica (come, per esempio, quelli di ascendenza medicea e granducale) e anche per tipologia in modo da fornire al visitatore un quadro quanto più possibile omogeneo.  Per la sezione tessile, preziosa, assai ricca e ingombrante, sono state previste periodiche rotazioni dei reperti”.

“L’importante raccolta ceramica del Bargello – spiega Marino Marini, curatore della Sala delle Maioliche - una delle più notevoli fra quelle conservate in Italia, ha finalmente ottenuto una degna visibilità nella nuova sala delle maioliche. L’attuale allestimento, ispirato a criteri espositivi aggiornati e voluto dall’ex-direttrice Paola D’Agostino, adesso permette di ammirare appieno le oltre 400 opere ceramiche esposte nella sala, una selezione dei circa mille esemplari conservati nel museo. In particolare, i grandi piatti istoriati già di proprietà dei Medici, giunti al Bargello nel 1865, sono adesso inseriti in vetrine al centro della sala e collocati su pannelli trasparenti che ne rendono visibili sia il fronte che il verso. A completare la valorizzazione della raccolta è giunto anche il nuovo catalogo delle maioliche e delle ceramiche, pubblicato in doppia edizione italiana e inglese da Allemandi e finanziato dai Friends of the Bargello, dove sono illustrate e descritte tutte le opere facenti parte della collezione ceramica del Bargello”. 

 

Alla conferenza stampa di presentazione del riallestimento delle due sale, che si è svolta venerdì 7 giugno al Museo Nazionale del Bargello, erano presenti, insieme al Direttore Generale Massimo Osanna, all’architetto Piero Guicciardini e ai due curatori Giovanni Curatola e Marino Marini, anche Ilaria Ciseri, responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello e Costantino Ceccanti, funzionario architetto dei Musei del Bargello e RUP del progetto.

 




All’interno della rinnovata Sala Islamica – curata da due tra i massimi specialisti della materia a livello internazionale Giovanni Curatola e Marco Spallanzani - trova spazio una preziosissima selezione di metalli, avori, ceramiche oltre a raffinati tessuti e tappeti, per un totale di quasi 100 opere esposte, tra le più pregiate della ricchissima raccolta del Museo Nazionale del Bargello, che possiede una delle principali collezioni d’arte islamica in Italia. Formata da un prezioso e antico nucleo mediceo, la collezione del Bargello fu notevolmente arricchita, grazie all’antiquario lionese Louis Carrand (1827-1888) che decise di lasciare al museo la sua grande raccolta di arti decorative di età medioevale e moderna. Anche il barone Giulio Franchetti (1840-1909) donò al museo nel 1906 una propria collezione: in questo caso si trattava esclusivamente di tessuti antichi, orientali ed europei, databili fra il Medioevo e il Settecento, frutto di una passione, coltivata e perseguita per una intera vita, alla ricerca dei pezzi più scelti, più belli e più rari. A questa raccolta straordinaria vanno ad aggiungersi i due antichi tappeti egiziani che lo Stato Italiano ha acquistato nel 2022, esercitando il diritto di prelazione, andando ad arricchire la collezione del Bargello.

I due tappeti cinquecenteschi, provenienti dalla Villa Medicea di Camugliano (Ponsacco, provincia di Pisa) sono non solo l’unica coppia “gemella” di questo genere di manufatto arrivata fino a oggi ma, considerata la loro “età”, sono anche in un buono stato di conservazione. Sicuramente tessuti insieme, forse su di un unico telaio, sono del tipo a soli tre colori e quindi quasi sicuramente realizzati nell'ultimo periodo mamelucco, cioè il primo quarto del XVI secolo.


 


Già nel XV secolo illustri esponenti di casa Medici, quali Piero dei Medici e Lorenzo il Magnifico, collezionarono notevoli manufatti provenienti da Oriente. Questo anche in virtù dei rapporti commerciali e politici che Firenze aveva nel Rinascimento con le potenze musulmane d’oltremare (i Mamelucchi in Egitto e gli Ottomani in Turchia). Lo testimoniano, in questa sala, sei opere in metallo (due bruciaprofumi, una brocchetta, una scatola emisferica, una ciotola con versatoio e una “coppa rituale”) tutte di provenienza granducale. Anche la lastra in marmo che proviene da una moschea dell’Alto Egitto, un’ascia cerimoniale e la giacca da parata (opera unica al mondo), hanno la medesima origine.


La vetrina con gli avori (tra cui un cofanetto spagnolo del X sec. e un elefantino/scacco iracheno del X sec.) presenta opere molto rare e fra le più famose al mondo. La parte più consistente della collezione è quella dei metalli. Qui sono numerosi i capolavori, come l’imponente brocca (Egitto o Siria 1363-1377), il vaso da Mosul, Siria (1259) o il l bruciaprofumi sferico (1317-1335). Anche le ceramiche, in particolar modo le mattonelle di rivestimento parietale, sono ben rappresentate. Spiccano quelle a “lustro metallico” di provenienza persiana (XIII sec.) e quelle in vivace policromia di ambito ottomano (XVI sec.). Alle pareti un grande tappeto (cosiddetto “Lotto”) di provenienza anatolica e la rarissima coppia di mamelucchi. Le arti decorative islamiche sono tutt’altro che “minori”: sono opere rappresentative di una cultura molto estesa geograficamente (dalla Spagna alla Cina) e con un’ampia cronologia: qui dal X al XVII secolo. Questi ornati estremamente raffinati hanno sempre affascinato la cultura occidentale. L’epigrafia, non necessariamente religiosa – in vari stili di scrittura – è dappertutto e si alterna a decorazioni geometriche e floreali: i tipici arabeschi. Non mancano le immagini figurative, perché la rappresentazione umana non era proibita, bensì limitata all’ambito privato.


 


Gli esemplari esposti nella Sala delle Maioliche, il cui curatore scientifico è Marino Marini, esperto del settore e già funzionario responsabile delle collezioni ceramiche del museo, di cui ha recentemente pubblicato il catalogo scientifico – sono oltre 400 e costituiscono una selezione della grande raccolta conservata al museo. Il nucleo fondante giunse dalla Galleria degli Uffizi nel 1865, anno di apertura al pubblico del Bargello, il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti decorative e alla scultura del Medioevo e del Rinascimento. Di pari passo iniziarono le donazioni da parte di privati cittadini, antiquari e collezionisti che continuano anche ai giorni nostri. Nelle vetrine collocate al centro della sala sono riunite le maioliche superstiti della grandiosa raccolta dei Medici che contava più di 6000 pezzi fra ceramiche, maioliche e porcellane, prima di venir decimata dalle ingenti dispersioni avvenute fra la seconda metà del XVIII e la prima del XIX secolo.


Fra tutte risaltano le maioliche realizzate dai vasai di Urbino con figurazioni tratte dalla mitologia, dalla storia greca e romana, dalle sacre scritture e dai testi a stampa (Metamorfosi di Ovidio, De bello Gallico di Giulio Cesare, Bibbia).  Si distinguono i bacili e i rinfrescatoi istoriati con le gesta di Cesare, creati dalle manifatture urbinati dei Fontana e dei Patanazzi, che replicano un celebre servito realizzato sui disegni eseguiti da Taddeo Zuccari e richiesto da Guidobaldo II duca di Urbino come dono per il re di Spagna Filippo II.


Fra le opere più rilevanti si segnalano un medaglione con il profilo di Francesco I de’ Medici e un bacile con figura di San Giovanni realizzati in “porcellana medicea”, una produzione elitaria e originale intrapresa nella manifattura di corte dagli stessi granduchi medicei con l’intento di imitare la porcellana cinese.


Lungo le pareti sono allestite in successione cronologica, e secondo le diverse aree d’origine, maioliche, ceramiche graffite e mattonelle prodotte in Italia dal XIII al XX secolo, a cui si associa una selezione di esemplari realizzati dai vasai moreschi attivi nella Spagna islamizzata. Sono rappresentati i più rinomati centri ceramici italiani (Savona, Milano, Venezia, Faenza, Cafaggiolo, Firenze, Montelupo, Siena, Deruta, Orvieto, Urbino, Roma, Castelli, Caltagirone) e anche quelli meno noti (Sansepolcro, Castelfiorentino, Pisa) fornendo una panoramica esaustiva delle produzioni fittili susseguitesi dal Medioevo al Novecento. Oltre alle raffinate forme destinate ad essere esibite come preziosi capi “da parata” su credenze di dimore aristocratiche, sono esemplificate tutte le tipologie destinate ad un uso quotidiano sulla tavola (piatti, coppe, boccali, rinfrescatoi, mescirobe) e alle pratiche farmaceutiche (albarelli, versatoi, orcioli).


 


In concomitanza con l’apertura al pubblico della Sala delle Maioliche e della Sala Islamica viene aperta al pubblico la sala mostre al piano terra all’interno della quale è stata collocata una selezione delle 13 opere più rappresentative del Salone di Donatello, con un percorso a cura di Ilaria Ciseri, responsabile delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello, concentrato sulla produzione dello scultore e di alcuni suoi contemporanei, che consentirà ai visitatori di fruire dei grandi capolavori della scultura rinascimentale durante il periodo di chiusura al pubblico del celebre Salone monumentale per lavori di restauro e riallestimento (dal 5 giugno alla fine di ottobre).

 


Al centro della sala mostre sono tre capolavori d’eccezione della scultura fiorentina: il celeberrimo David di Donatello, prima statua in bronzo raffigurante un nudo, a grandezza naturale e a tutto tondo, realizzata dopo l’antichità. Altro bronzo donatelliano di fama mondiale è l’Amore-Attis, divinità pagana dell’antica Frigia, che rimanda al tema classico dei putti e degli spiritelli, uno dei soggetti iconografici più amati dall’artista, esposto insieme al David bronzeo di Andrea del Verrocchio. Alle pareti prendono posto tre rilievi di Luca della Robbia, altro padre fondatore del Rinascimento e inventore della terracotta invetriata, le due formelle in bronzo dorato eseguite da Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti nel 1401, come prove presentate al concorso per la seconda porta del Battistero, accanto ai due altorilievi in terracotta dipinta, realizzati da Dello Delli e da Michele da Firenze nel terzo decennio del Quattrocento. E infine ancora due opere di Donatello, il bassorilievo con la Crocifissione e la Madonna di via Pietrapiana, cui segue a chiudere il gruppo uno dei migliori allievi di Donatello, Desiderio da Settignano, con la sua Madonna Panciatichi.

Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 23 maggio 2024

Nuovo Market Center per Engel & Völkers a Firenze




Engel & Völkers, immobiliare di pregio, inaugura il nuovo Market Center situato in pieno centro a Firenze, in Lungarno Guicciardini, una sede per la quale verranno reclutati circa 100 collaboratori entro i prossimi tre anni.




Muhannad Al Salhi Ceo di Engel & Völkers Italia: “L’apertura del nuovo Market Center di Firenze rientra nella strategia di espansione dell’azienda che, nel 2024, punta a consolidare la propria presenza in Italia, rafforzando sia la propria rete diretta sia quella in franchising. Firenze, come tutte le città d’arte, è sempre stata attrattiva per la nostra clientela non solo nazionale ma anche, e soprattutto, internazionale, offrendo un ampio portfolio di proprietà in target con le richieste dei nostri acquirenti, principalmente investitori interessati a immobili ristrutturati, contraddistinti da design contemporaneo ed interni curati. Queste caratteristiche strutturali rendono il binomio Engel & Völkers e Firenze un duetto di sicuro successo rappresentando l'eccellenza italiana nel nostro paese e nel mondo. Ad oggi, vantiamo in Italia oltre 1.000 collaboratori e 90 shop operativi. Il nostro obiettivo è fornire un servizio d’eccellenza e customizzato ai nostri clienti e per far questo investiamo anche nella formazione dei nostri agenti, elevando il loro livello di competenza. La digitalizzazione dei processi è inoltre un aspetto cruciale e sempre più centrale per poter essere competitivi nel panorama immobiliare nazionale e internazionale”.


In occasione dell’inaugurazione è stato presentato il Market Insight di Engel & Völkers sul mercato residenziale e di pregio della città di Firenze, realizzato da Nomisma. Dal Report emerge che nel 2023 il mercato di pregio del capoluogo fiorentino è stato caratterizzato da una relativa stabilità, per l'impatto del contesto macroeconomico sfavorevole e il conseguente attendismo della domanda. Le zone di maggiore attrattività per gli acquirenti si confermano il centro storico, il Lungarno, l’Oltrarno, oltre alle zone collinari di Pian dei Giullari, Poggio Imperiale, Fiesole con parte di San Domenico/Salviatino, Marignolle e le Colline di Careggi.


Nomisma: “A Firenze, come nel resto del Paese, il mercato del pregio ha mostrato una sostanziale stabilità nell’ultimo anno, grazie al minore impatto del costo del credito sul volume delle compravendite, rispetto al mercato nel suo complesso. La diminuzione del livello dei tassi di interesse, attesa per giugno, garantirà comunque ulteriore slancio a questo segmento”.


Tra le tendenze in atto, si evidenzia la domanda in aumento in alcune aree, tra cui il centro storico, da una parte, e le periferie verso il Chianti, dall’altra. Emerge, inoltre, un crescente interesse in zone tradizionalmente meno interessanti, come Novoli, in particolare per la vicinanza all'Università, al Tribunale e a quartieri residenziali quali Castello e Rifredi. Il profilo prevalente degli acquirenti è da ricercarsi tra clienti internazionali, prevalentemente statunitensi o nordeuropei, e investitori. Le caratteristiche più richieste includono spazi esterni come giardini o terrazze, ascensori, autorimesse e una posizione prossima ai servizi. Il centro storico rimane, di fatto, la location preferita per gli investimenti immobiliari.


Il mercato della locazione è invece influenzato dalla concorrenza del mercato degli affitti brevi legati al turismo. Da questo punto di vista, il Comune di Firenze sta cercando di bilanciare le esigenze dei residenti con le opportunità turistiche. Il numero di immobili destinati all'affitto turistico è più che raddoppiato dal 2016, arrivando a 14.400 nel 2023, con il 75% concentrato nell'area Patrimonio UNESCO, che rappresenta circa il 5% del territorio comunale. Il profilo dei locatari riflette la variegata composizione socioeconomica della città, con una presenza significativa di professionisti, imprenditori e studenti. Anche la domanda estera continua ad avere un ruolo significativo nel mercato della locazione, confermando l’attrattiva della città, già metà internazionale dai tempi del Grand Tour.


Per le quotazioni, secondo l’indagine, il mercato immobiliare di pregio rimane caratterizzato da prezzi generalmente stazionari. Per le proprietà ristrutturate al nuovo, il range è ampio a livello delle singole zone di pregio, che presentano valori medi minimi e medi massimi compresi nel range 4.100-6.500 euro al mq. La quotazione top ha toccato oltre 10.000 euro al mq nel centro storico.


Le proprietà di maggiore prestigio, per localizzazione e range dei valori medi, sono localizzate nei quartieri del Centro, Michelangelo-Porta Romana e Oltrarno. Nella zona collinare, si segnala una tendenza al rialzo delle quotazioni, trainata dalla scarsità dell’offerta.


“Il target di domanda più attivo per Engel & Völkers si conferma nell’ultimo semestre quello di fascia medio-alta, meno o per nulla dipendente dal credito; ha dichiarato Luca Sabattini, Team Manager MC Firenze. La fascia media di acquirenti potenziali di prima casa o di sostituzione si sono trovati infatti a fronteggiare un mercato del credito caratterizzato da tassi di interesse assestati sul 4 - 4.40%, ma già in diminuzione da aprile 2024 (3.7%) e previsti in ulteriore calo da giugno. Il comparto della locazione tradizionale continua invece a registrare una forte pressione della domanda, soprattutto per immobili con caratteristiche di qualità e di difficile reperimento sul mercato. Non dovrebbe arrestarsi pertanto la crescita dei canoni medi, a fronte di un rallentamento delle stipule indotto dalla scarsità dell’offerta”.

Fabrizio Del Bimbo 


lunedì 20 maggio 2024

Presentata in Toscana la Carta dei Diritti dei Pazienti in Nutrizione Artificiale

Percorsi essenziali per garantire cure e assistenza adeguate a tutti i pazienti bisognosi di Nutrizione Artificiale 




 Presentata il 20 maggio in Toscana,  ‘LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI IN NUTRIZIONE ARTIFICIALE’, nel corso dell’evento promosso da Motore Sanità e da A.N.N.A. - Associazione Nazionale Nutriti Artificialmente, con il patrocinio di ASAND (Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica) e SINPE (Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo) e il contributo incondizionato di SAPIO life, TAKEDA e VIVISOL Home Care Services. Si tratta di una procedura terapeutica essenziale per chi non può alimentarsi naturalmente, fondamentale in casi di malnutrizione, ipercatabolismo, cachessia e necessità di riposo intestinale. In Italia solo 94 centri per 625.000 abitanti La malnutrizione, spesso sottovalutata, aggrava le patologie, prolungando i ricoveri e aumentando i costi sanitari. Pazienti con malattie croniche gastrointestinali, neurologiche e oncologiche, così come bambini e anziani malnutriti, possono necessitare di nutrizione artificiale. Questa può essere somministrata tramite sondino naso-gastrico o stomia (nutrizione enterale), o per via endovenosa (nutrizione parenterale). La gestione richiede l'uso di pompe elettroniche e materiali infermieristici per evitare complicazioni. In Italia, ci sono solo 94 centri di nutrizione artificiale, mediamente uno ogni 625.000 abitanti, con una distribuzione territoriale inadeguata. La Toscana, nonostante un buon quadro normativo, deve migliorare l'accesso alle cure e la transizione dall'assistenza pediatrica a quella adulta e la presentazione della Carta dei Diritti - presentata precedentemente in Piemonte - è un passo importante verso un trattamento equo e adeguato per tutti i pazienti che dipendono dalla nutrizione artificiale.   I PUNTI EMERSI Ottimizzazione del servizio a domicilio per la qualità di vita del paziente Alessandra Rivella, Presidente dell'Associazione A.N.N.A., evidenzia l'importanza del servizio a domicilio, che deve coniugare una terapia adeguata con la salvaguardia della qualità di vita del paziente. Questo si ottiene attraverso un'assistenza mirata e l'utilizzo di tecnologie e presidi che aumentano la sicurezza nella somministrazione e migliorano la qualità di vita. "È fondamentale, sia per il benessere del paziente sia per il risparmio del sistema sanitario, formare il personale di assistenza per prevenire le complicanze e ridurre gli accessi ospedalieri", sottolinea Rivella. Il che significa anche “permettere ai pazienti e ai caregiver di affrontare le sfide della nutrizione artificiale domiciliare con fiducia e resilienza, migliorando la qualità di vita”, aggiunge Serena Torsoli, Referente Regione Toscana ASAND. L’importanza del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale e la sua complessità nella gestione regionale Barbara Paolini, Presidente ADI, evidenzia la disomogeneità nella gestione della nutrizione artificiale domiciliare e sottolinea l'importanza di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale condiviso per garantire percorsi nutrizionali continui e appropriati ai pazienti. “È ormai nota la disomogeneità che caratterizza la gestione della Nutrizione Artificiale Domiciliare sul territorio nazionale - ribadisce -, con varietà organizzative tra le regioni e lacune nel raggiungimento di obiettivi fondamentali. Garantire al paziente un percorso nutrizionale continuativo, appropriato e agevole rappresenta un aspetto imprescindibile, soprattutto alla luce dell’incremento delle condizioni che richiedono il ricorso alla Nutrizione Artificiale Domiciliare”. Sul come governare la complessità della gestione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale condiviso a livello regionale, coinvolgendo diversi attori e processi, è intervenuta Maria Luisa Eliana Luisi, Presidente ADI Toscana: “Occorrono regole semplici adattabili alle situazioni. La metodologia proposta da Mary Lippitt richiede visione, competenze, incentivi e un piano d'azione per produrre il cambiamento desiderato”. Necessità di un team multidisciplinare per i bambini con bisogni nutrizionali speciali e garanzia di assistenza adeguata e tempestiva Laura Chiesi e Laura Lacitignola, Responsabili UP Dietetica AOU Meyer IRCCS e SOC di Gastroenterologia e Nutrizione Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer IRCCS, Firenze, sottolineano l'importanza della nutrizione artificiale pediatrica nel migliorare la prognosi in alcune patologie e l'essenzialità di un team multidisciplinare per garantire il migliore supporto ai bambini con necessità nutrizionali speciali. “La valutazione dello stato di nutrizione è cruciale nell’approccio al bambino, considerando i fabbisogni dinamici per la crescita e l’anabolismo influenzato dalle patologie. Il Team multidisciplinare in pediatria è essenziale per garantire le migliori scelte e il supporto necessario ai bambini, come indicato dalla delibera 618 del 2001 che ha istituito il Team multidisciplinare del Meyer come centro di riferimento regionale”. Anche Rita Barbara Marianelli, Vicepresidente Commissione Albo Nazionale Dietisti, ribadisce la necessità di garantire un'assistenza adeguata e tempestiva a tutti i pazienti. “Il percorso assistenziale della nutrizione deve essere umanizzato, riconoscendo la centralità del paziente e dei caregiver, garantendo continuità nell'assistenza per rispondere in modo innovativo al contesto sociale ed epidemiologico”. “La nostra organizzazione regionale garantisce una presa in carico ottimale attraverso una rete sinergica di professionisti che operano in ospedale e sul territorio”, incalza Valentina Culicchi, Direttore ff UOSD Nutrizione Clinica Sudest. “L'organizzazione prevede un costante scambio con i medici di base e le Zone Distretto, assicurando una continuità nell'assistenza domiciliare e territoriale per i pazienti che necessitano di nutrizione artificiale complessa, con la collaborazione di provider esterni per uniformità e qualità del trattamento”. Promozione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale per il supporto nutrizionale oncologico Gianni Amunni, Coordinatore Scientifico Ispro e Direttore Dipartimento Oncologico Careggi, Firenze, promuove un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale per il supporto nutrizionale del paziente oncologico, coinvolgendo numerosi professionisti nel processo. “La rete oncologica toscana ha sviluppato un Pdta regionale per il supporto nutrizionale del paziente oncologico, coinvolgendo oltre 40 professionisti rappresentativi. Queste raccomandazioni saranno formalizzate dalla regione, con l'obiettivo di garantire una valutazione nutrizionale precoce e una presa in carico personalizzata per tutti i pazienti oncologici. Si prevede un approccio completo che includa la valutazione nutrizionale per individuare precocemente il bisogno, seguito da un supporto mirato tramite counseling dietetico e l'utilizzo di supporti nutrizionali, inclusa la nutrizione enterale o parenterale secondo le necessità del singolo paziente”. Ruolo insostituibile della nutrizione artificiale nel trattamento dei disturbi alimentari per pazienti con bisogni complessi Stefano Lucarelli, Direttore f.f. UFC Disturbi dell'alimentazione AUSL Toscana Centro, ribadisce il ruolo insostituibile della nutrizione artificiale nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, con una valutazione multiprofessionale del paziente per garantire interventi appropriati. “La nutrizione enterale - aggiunge - rappresenta la prima scelta e viene attivata solo dopo aver ricevuto il consenso informato del paziente secondo le norme del codice deontologico vigente”. “Dobbiamo sforzarci tutti, con competenze trasversali, a far sì che il sistema che prende in carico questi pazienti funzioni al meglio”, incalza Francesco Sofi, Direttore SOD Nutrizione Clinica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze. “Allo scopo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, oltre che a far guadagnare loro anni di vita”. “L’alimentazione è uno dei più importanti determinanti di salute, insieme alla istruzione e al movimento, e garantirla anche quando fisiologicamente esistono ostacoli è fondamentale per i pazienti nelle diverse fasi di vita e di salute”, continua Simona Dei, Direttore Sanitario Azienda USL Toscana Centro. “Molte sono le possibilità, diversi i ruoli professionali coinvolti, importante affrontare la tematica in equipe, costruendo una rete protettiva - concetto condiviso anche da Silvia Puliti, Responsabile Rete Nutrizione Clinica, Azienda USL Toscana Centro - che nelle varie fasi alterna i professionisti ogni volta coinvolti in prima linea, con gradualità e nel rispetto della complessità del quadro”. Toscana esempio virtuoso Filippo Lintas, Presidente Home & Digital Care Confindustria Dispositivi Medici, evidenzia infine l'importanza di potenziare i servizi di assistenza domiciliare nell'ambito della nutrizione artificiale. “Per migliorare i servizi di assistenza domiciliare nell’ambito della nutrizione artificiale è necessario un grande impegno per garantire la presa in carico attraverso servizi e terapie integrate, ma soprattutto omogenee su tutto il territorio. La Toscana ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni, ha previsto servizi nutrizionali domiciliari per tutti i pazienti della regione, disegnando altresì un modello integrato che prevede l'erogazione contestuale di terapie a domicilio per pazienti cronici e con comorbilità e che, a nostro avviso visti gli ottimi risultati ottenuti, dovrebbe essere preso ad esempio dalle altre regioni”.

Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo