martedì 6 ottobre 2026

I primi 50 anni della Fondazione Menarini

 


La Fondazione Menarini compie cinquant’anni e li celebra nel modo più coerente con la propria missione: riunendo a Firenze il 5 e 6 ottobre i grandi protagonisti della medicina internazionale, in occasione del congresso “Half a Century of Medicine. Looking Towards The Future”, organizzato con l’Università degli Studi di Firenze.


Fondazione Menarini celebra mezzo secolo al servizio della scienza e della salute con 40 esperti top al mondo che hanno contribuito al progresso della medicina


 La Fondazione Menarini festeggia quest’anno cinquant’anni di attività, un percorso che dal 1976 accompagna la comunità scientifica internazionale nella diffusione della conoscenza medica e nella promozione della cultura della salute. Non un semplice bilancio celebrativo ma un vero e proprio viaggio con i protagonisti che hanno scritto la storia della medicina moderna attraverso le tappe che nel corso degli ultimi 50 anni hanno trasformato radicalmente la cura delle malattie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche, diventate curabili. Tre aree in cui si concentra gran parte del carico di mortalità globale e in cui la ricerca ha permesso di salvare un numero incalcolabile di vite in tutto il mondo, allungando durata e qualità di vita. Sono queste le scoperte illustrate dai loro stessi artefici in occasione del congresso “Half a Century of Medicine. Looking Towards the Future”, a Firenze il 5 e 6 ottobre. I lavori scientifici del convegno dedicato al 50esimo anniversario si chiuderanno con gli interventi istituzionali delle autorità politiche ed accademiche fiorentine, di Menarini Group e della Fondazione e con la lettura magistrale di Louis J. Ignarro, premio Nobel per la Medicina, Presidente del Comitato Scientifico e co-presidente del congresso.




“Questi due giorni non sono solo un omaggio al passato, ma un ponte verso i prossimi cinquant’anni di medicina - dichiara Stefano Del Prato, Presidente di Fondazione Menarini -. Le scoperte, gli avanzamenti in campo medico di cui abbiamo parlato a Firenze non sono voci di un manuale ma la ragione per cui, oggi, milioni di persone nel mondo vivono più a lungo e meglio. A cinquant’anni dalla sua nascita, la Fondazione Menarini guarda al futuro con lo stesso spirito che ne ha animato la creazione: sostenere medici, ricercatori e studiosi attraverso congressi internazionali, pubblicazioni scientifiche e progetti educativi ad accesso libero, con un impegno sempre maggiore nei confronti delle generazioni dei nuovi medici, ricercatori e innovatori”.


MEZZO SECOLO DI IMPEGNO SCIENTIFICO E FORMAZIONE MEDICA


 


In cinquant’anni di attività, la Fondazione Menarini ha promosso più di 800 congressi internazionali su discipline mediche, in collaborazione con il mondo accademico e le principali strutture ospedaliere, coinvolgendo più di 27mila relatori, con oltre 120.000 partecipanti in tutto il mondo, contribuendo alla divulgazione di conoscenze che hanno concretamente cambiato la pratica clinica quotidiana e, con essa, le prospettive di vita dei pazienti.

“Gli eventi di Fondazione Menarini hanno rappresentato per generazioni di medici e ricercatori un punto di riferimento fondamentale per l’aggiornamento professionale e lo scambio di conoscenze, contribuendo a mantenere la comunità scientifica internazionale al passo con le scoperte più recenti. L’impegno di Menarini sarà comunque sempre più rivolto alla formazione e al coinvolgimento dei giovani medici”, commenta Del Prato.




L’INCONTRO TRA SCIENZA E CULTURA: LE RIVISTE MINUTI


Un capitolo importante di questa storia è legato al 1977, anno in cui, grazie al sostegno della Fondazione, nacque Minuti, la prima rivista italiana interamente dedicata all’informazione scientifica medica. Ancora oggi, in collaborazione con la testata statunitense American Family Physician, la rivista raggiunge oltre 100mila medici e operatori sanitari italiani, trattando temi che spaziano dall’immunologia all’oncologia, dalla cardiologia alla neurologia, fino alle malattie metaboliche e polmonari. Fin dalle sue origini, la Fondazione ha coltivato anche un legame profondo con l'arte e la cultura, un impegno che ha dato vita alla collana editoriale Minuti dedicata all’arte e a iniziative capaci di intrecciare il progresso scientifico con l’evoluzione della cultura umanistica.


HOUSE OF SCIENCES E LA SFIDA DIGITALE


Con l’avvento delle nuove tecnologie, la Fondazione ha rinnovato il proprio impegno nella divulgazione, dando vita a House of Sciences, una piattaforma digitale pensata come punto di incontro per la comunità scientifica internazionale. Il progetto, articolato in diverse sezioni dedicate alla letteratura scientifica e al confronto tra gli esperti, si è rivelato particolarmente prezioso durante l’emergenza sanitaria legata al COVID-19, quando la Fondazione ha risposto tempestivamente alla necessità di informazioni mediche aggiornate e affidabili, rivolgendosi non solo agli addetti ai lavori, ma a chiunque fosse interessato ad avere informazioni autorevoli e sicure.


UNA MISSIONE CHE CONTINUA


“In questi cinque decenni, la Fondazione Menarini ha svolto un’attività costante e autorevole per favorire lo scambio scientifico, alimentando il dialogo tra pratica clinica e mondo accademico. Una missione che continua per consolidare il ruolo di punto di riferimento per la promozione e diffusione della conoscenza medico-scientifica nel mondo, continuando a coniugare rigore nella ricerca e divulgazione accessibile”, conclude Louis J. Ignarro, Premio Nobel per la Medicina, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Menarini e co-presidente del congresso.

                                  

La Fondazione Menarini in occasione del Congresso “Half a Century of Medicine. Looking Towards The Future” organizzato con l’Università degli Studi di Firenze, ripercorre mezzo secolo di conquiste che hanno reso curabile metà delle malattie croniche e guarda al futuro.

CUORE, LA NUOVA FRONTIERA DEL RISCHIO TRA SALUTE MENTALE, SOLITUDINE E AMBIENTE: PESERANNO SUL 50% DEI CASI DI MALATTIE CARDIACHE  


Cinquant’anni fa lo stenting coronarico non esisteva, l’ablazione transcatetere per la fibrillazione atriale era impensabile e la terapia di resincronizzazione cardiaca era fantascienza. Oggi questi strumenti salvano ogni giorno migliaia di pazienti con infarto, aritmie e scompenso cardiaco. A raccontarli in prima persona, a Firenze, sono stati proprio i loro protagonisti: Josep Brugada che ha dato la propria voce alla sindrome che porta il suo nome, ordinario di cardiologia all’Università di Barcellona; Ulrich Sigwart, pioniere dello stenting coronarico e professore emerito di cardiologia all’Università di Ginevra; Cecilia Linde, tra le artefici della resincronizzazione cardiaca e Presidente della Società Europea di Cardiologia. Con loro, Filippo Crea, Presidente eletto della Società Europea di cardiologia che ha dichiarato “Il quadro del rischio cardiovascolare sta cambiando, in futuro circa la metà di casi di malattie cardiache sarà determinata da fattori diversi da quelli classici, come depressione, isolamento sociale e inquinamento atmosferico. Dobbiamo quindi ampliare lo sguardo: accanto a pressione alta, colesterolo e fumo, la prevenzione dovrà considerare sempre di più la salute mentale, le relazioni sociali e la qualità dell’aria”.


BPCO, SVOLTA IN VISTA DEI BIOLOGICI: I FARMACI NATI PER L’ASMA GRAVE CAMBIANO LA CURA DELLA BRONCHITE CRONICA 


Malattie un tempo prive di soluzioni – asma grave, BPCO, ipertensione polmonare, bronchiectasie, fibrosi polmonare – sono oggi gestibili grazie a terapie biologiche mirate e a nuove strategie diagnostiche. Bartolome Celli, professore di medicina presso la Harvard Medical School di Boston, ha ripercorso cinquant’anni di conquiste in ambito respiratorio, mentre Alvar Agustí, professore di medicina all’Università di Barcellona, Fernando Martinez professore di medicina respiratoria dell’Università del Massachusetts e Gabor Kovacs, professore di medicina respiratoria della Medical Univeristy di Graz, hanno presentato gli sviluppi più recenti nella cura di patologie come la BPCO, che fino a poche decadi fa, erano spesso a esito infausto “Per la prima volta nella cura della BPCO abbiamo farmaci biologici capaci di agire sulle riacutizzazioni che sono gli eventi più temibili per la prognosi dei pazienti. Un passo importante verso la medicina di precisione anche per questa malattia”, dichiara Leonardo Fabbri, membro del comitato scientifico di Fondazione Menarini e professore emerito di medicina respiratoria all’Università di Ferrara


DALL’OBESITÀ AL DIABETE FINO ALLE INFEZIONI: I FARMACI CHE HANNO RIVOLUZIONATO LA SALUTE METABOLICA POTREBBERO PROTEGGERE OLTRE CHE VASI E CUORE, ANCHE DALLE INFEZIONI GRAVI


Quando la Fondazione Menarini nacque, l’obesità non era ancora riconosciuta come malattia e il diabete di tipo 2 disponeva di pochissime opzioni terapeutiche. Oggi la ricerca ha aperto la strada a trattamenti multi-target e alla medicina di precisione. Michael Nauck, direttore della ricerca clinica presso la Divisione di diabetologia dell’Università della Ruhr a Bochum, e Stefano Del Prato, past-president del Forum Europeo sul Diabete, hanno fatto il punto su come stia cambiando concretamente la pratica clinica “Le molecole nate per combattere l’obesità hanno cambiato il modo di curare le malattie metaboliche in tutto il mondo. Ora, nuovi recentissimi dati suggeriscono che il loro raggio d’azione potrebbe andare più lontano, non solo proteggere cuore e vasi ma anche dalle infezioni gravi. Si tratta di risultati di grande interesse emersi in uno studio pubblicato su British Medical Journal, in pazienti con diabete di tipo2 e malattia cardiovascolare, che hanno mostrato una riduzione del 36% di ricovero per infezioni contratte fuori dall’ospedale e del 60% di mortalità infettiva. Serve tuttavia prudenza perché la riduzione di ricovero e mortalità fa ipotizzare meccanismi biologici che andranno chiariti con ulteriori studi”, conclude Del Prato.


Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Curradi