martedì 25 ottobre 2022

Al via il 63esimo Festival dei Popoli

 




Sono cento i film in programma alla 63° edizione del Festival dei Popoli, il festival internazionale del film documentario, che si terrà a Firenze dal 5 al 13 novembre. Un viaggio che abbraccia temi variegati, dall'ambiente alla musica, dal sociale alla città, nei film in programma nei cinema La Compagnia, Stensen, Spazio Alfieri e Institut Français e in altri luoghi della città: MAD –Murate Art District, 25 Hours Hotel, VideoLibrary Mediateca Regionale Toscana e a Prato al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.


La fiamma che arde e si spegne nella carriera di Sinead O’Connor in Nothing Compares di Kathryn Ferguson; l’omaggio ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne con una retrospettiva a loro dedicata, una masterclass e la prima nazionale del loro ultimo film Tori e Lokita; il cambiamento climatico nel distopico Everything Will Change di Marten Persiel, capofila dell’ampia sezione dedicata all'ambiente. La firma inedita del Nobel Annie Ernaux come regista, al fianco del figlio, in The Super 8 Years. Ancora, il focus sulle ferite aperte in Italia, la storia della battaglia degli operai della Gkn di Campi Bisenzio in E tu come stai? di Filippo Maria Gori e Lorenzo Enrico Gori, e quella per la verità a più di vent’anni dai fatti del G8 di Genova in Se fate i bravi di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone; lo scoppio della rivolta oltreoceano, in Cile nel 2019, nelle splendide immagini di My Imaginary Country di Patricio Guzmán; la dedica a Werner Herzog: Radical Dreamer di Thomas von Steinaecker, per festeggiare al meglio gli 80 anni del grande regista tedesco. E le storie da Firenze: quella dell’Isolotto in Le chiavi di una storia - La comunità dell’Isolotto di Federico Micali e la dedica a Margherita Hack in Margherita. La voce delle stelle di Samuele Rossi. 


La manifestazione – presieduta da Vittorio Iervese, per la direzione artistica di Alessandro Stellino e quella organizzativa di Claudia Maci – presenterà il meglio del cinema documentario mondiale in un programma ricco e accompagnato da numerosi ospiti internazionali e nazionali. La 63ma edizione è realizzata con il contributo di Europa Creativa Media, MiC - Direzione Generale Cinema, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione Sistema Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Fondazione CR Firenze e Publiacqua.


Il festival sarà inaugurato sabato 5 novembre alle 21 dalla prima nazionale di Everything Will Change di Marten Persiel, il documentario prodotto dalla Wim Wenders Grant of Film e distribuito in Italia da Cloud 9, protagonista anche del manifesto dell’edizione 2022 del festival, dedicato al futuro dell’ambiente. Il film ci porta in un distopico 2054: tre giovani anticonformisti intraprendono un viaggio tra le memorie naturali e la loro bellezza oggi dispersa, sperando di scoprire cosa è successo al loro pianeta. 


Il programma propone 100 documentari divisi in varie sezioni. Oltre alle opere del Concorso Internazionale (18 inediti in Italia) e il Concorso Italiano (7 inediti nazionali di giovani talenti del nostro Paese), il festival presenta poi, come di consueto, una selezione proveniente dall’archivio storico del festival, Diamonds Are Forever, quest’anno a cura di Alina Marazzi, tra cui spicca la firma del Premio Nobel per la Letteratura, la scrittrice Annie Ernaux, che firma The Super-8 Years con il figlio David Ernaux-Briot, con i girati familiari realizzati tra il 1972 e il 1981, dove l’intimo, il sociale e la storia del tempo rivivono con il gusto e il colore di questi anni. Ancora, quest’anno sarà dedicata una retrospettiva ai fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne, protagonisti anche di una masterclass, mentre la sezione degli omaggi continua con le proiezioni dedicate ai rivoluzionari Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel, e al cinema visionario del regista Pierre-Yves Vandeweerd.


Si aggiunge alla sezione degli omaggi Jennifer Baichwal, una delle cineaste più impegnate nel raccontare l’impatto delle azioni dell’uomo sull’ambiente. Torna e cresce di intensità il focus sulle sfide ambientali in Habitat, come i documentari per le famiglie e i più giovani di Popoli for Kids and Teens. I titoli per il grande pubblico sono proposti nella sezione Doc Highlights fuori concorso, novità di quest’anno, con grandi cineasti protagonisti (due sue tutti: Patricio Guzman e Werner Herzog), e in Let the Music Play, la sezione dedicata al documentario musicale, con originali profili di artisti storici e contemporanei. Uno sguardo alle nuove generazioni in Doc At Work – Future Campus, con i corti di giovani registi e registe provenienti dalle scuole di cinema di tutta Europa. Si rinnova l’appuntamento di Pop Corner: incontri ai confini della realtà, i talk del festival presso il salotto del 25th Hours Hotel Firenze (Piazza di San Paolino, 1) dal 7 al 10 novembre alle ore 19: ogni sera un tema, due ospiti e un moderatore per animare una chiacchierata aperta al pubblico. “Immaginare Mondi possibili”, “Immaginari femminili”, “Immaginari al Lavoro”, “Immaginari Sostenibili” sono i temi delle 4 serate collegate ad alcuni dei film in programma.


Il Concorso Internazionale presenta 18 titoli in prima italiana e internazionale (lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi) per la giuria composta da Jordan Cronk (USA, Los Angeles), Heidi Fleisher (USA, attiva a Parigi) e Paolo Moretti (Italia) che assegnerà i seguenti premi: Premio al Miglior Lungometraggio (euro 8.000); Premio al Miglior Mediometraggio (euro 4.000); Premio al Miglior Cortometraggio (euro 2.500) e la Targa “Gian Paolo Paoli” al Miglior Film Antropologico.


Nei nove giorni di programma, fari puntati sul Concorso Italiano: 7 documentari che rappresentano il meglio della produzione italiana del 2022. Il concorso si apre con la prima nazionale di Ardenza di Daniela De Felice (6/11), un ritratto femminile d’emancipazione nell'Italia degli anni 90, attraverso l'atmosfera inebriante dell'impegno politico e l'onnipotenza della giovinezza. La storia dell'isola-carcere Gorgona, a 19 miglia dalla costa Toscana, ultima colonia penale agricola d’Europa, viene ripresa in Gorgona di Antonio Tibaldi (9/11). Una storia italiana protagonista anche in Il Posto (7/11) di Mattia Colombo e Gianluca Matarrese: è quella di un autobus, che viaggia di notte a basso costo, che porta una moltitudine di infermieri del Sud Italia, ogni mese, attraverso il Paese per tentare il concorso pubblico nelle grandi città del Nord, dove solo pochi di loro troveranno posto e lavoro. Stonebreakers di Valerio Ciriaci (12/11) interroga il rapporto tra storia e lotta politica in un’America, colta nel mezzo della rivolta Black Lives Matter, che mai come oggi è chiamata a fare i conti con il proprio passato. Sempre negli USA è ambientato Last Stop Before Chocolate Mountain di Susanna Della Sala (10/11), sulle rive di un lago tossico, nel deserto della California, a Bombay Beach: qui la videocamera indaga una comunità dove l'arte riesce, nei modi più inaspettati, a guarire gli animi. Storie di immigrazione, poi: di chi riscopre le origini, nel viaggio intimo nella vita di Sokuro, figlio di immigrati burkinabé residenti in Italia, che tramanda la tradizione di famiglia sposando Nassira, in An Italian youth di Mathieu Volpe (8/11), o come quelle, più drammatiche, di chi cerca di approdare in Europa tramite il confine balcanico, nel film Go Friend, Go di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini (11/11), ambientato tra Patrasso in Grecia, Šid in Serbia, Bihać in Bosnia e Trieste in Italia. La giuria del concorso italiano è composta dalla produttrice Nadia Trevisan, dal regista Duccio Chiarini e dalla curatrice e ricercatrice Giulia Simi che assegnerà il Premio al Miglior Documentario Italiano (€ 3.000,00).


Nella sezione Doc Highlights si torna in Italia, a due assi da Firenze: a Campi Bisenzio, dentro la fabbrica della Gkn con E tu come stai? di Filippo Maria Gori e Lorenzo Enrico Gori (10/11). Tra i “toscani”, da segnalare Le chiavi di una storia - La comunità dell'Isolotto del fiorentino Federico Micali (6/11), che racconta la storia e la vita, la resilienza che origina dalle contestazioni del ‘68, dello storico quartiere di Firenze. 


 Fabrizio Del Bimbo 


La pausa pranzo da scoprire al ristorante – pizzeria Settebello di Firenze


 Il ristorante – pizzeria Settebello si trova all’interno del giardino della piscina Nannini in Lungarno Aldo Moro 6 a Bellariva. La posizione è sicuramente intrigante in estate quando si può mangiare in terrazza soprattutto la sera quando si può godere del fresco. Ma il locale è aperto tutto l’anno sia a pranzo che a cena ed è gestito dal 2016 da Nico Fejzaj, che si occupa della sala,  insieme a  sua moglie Ana che dirige la brigata

di cucina e si dedica al forno a legna per le pizze. 


“Il ristorante pizzeria Settebello non è legato alla piscina Nannini, come qualcuno potrebbe pensare – spiega Nico Fejzaj – anzi, è completamente

indipendente anche se, non nego, che l’attività agonistica dell’impianto natatorio in alcuni giorni della settimana possa essere d’aiuto. Per questo

vogliamo farci conoscere e presentare le nostre proposte soprattutto per il pranzo”.


Bellariva è una zona molto frequentata con tante attività commerciali ed uffici e il locale può essere una valida alternativa per pranzi molto veloci. Il menu per il pranzo è infatti veloce, dote indispensabile per questa pausa a metà giornata, gustoso, abbondante, salutare e anche bello a vedersi. Il menu è composto da primi, secondi, contorno e piatti unici di carne o pesce,vegetariano e vegano le insalatone con un costo che varia dai sette ai dieci euro con acqua e coperto compreso. 


Ḕ possibile anche un pranzo composto da primo, secondo, contorno, acqua, caffè e coperto compreso, con proposte scelte dal menu o a seconda della disponibilità delle materie prime che sono sempre fresche e di qualità, al

prezzo speciale di dieci euro. 


Da gustare gli spaghetti Settebello, pomodori, burrata, granelli di pistacchi, il

salmone e fagioli e riso in bianco, il piatto vegano riso in bianco con verdure

saltate e ceci e quello vegetariano riso in bianco con uovo sodo e fagiolini.


Piatti leggeri, per non appesantire il rientro al lavoro, ma gustosi.


A cena invece si mangia à la carte oppure la pizza. Consigliati gli spaghetti allo scoglio, la frittura di gamberi e calamari e la selezione di dolci tra cui la Crema Catalana. 


Le pizze sono cotte nel forno a legna e sono altrettanto buone. Da provare la Tartufata, pomodoro, mozzarella, salsiccia fresca, porcini e crema di tartufi, la Gustosa, pomodoro mozzarella, speck, datterini rossi e burrata, mentre le pizze bianche è consigliata la Bianco, mozzarella, acciughe, burrata e scorza di limone. 


La carta dei vini comprende vini toscani e italiani, sia fermi che mossi, ebirre alla spina o in bottiglia anche analcoliche. Da provare la Hoegaarden, una classica birra Blanche belga non filtrata a base di frumento.


Viene servita nel suo bicchiere ghiacciato per esaltarne il profumo fragrante e speziato con note di coriandolo e scorza d’arancia. Il gusto è fruttato e leggermente mielato che la rende piacevole, dissetante e beverino. 


Ristorante pizzeria Settebello

Lungarno Aldo Moro, 6 Firenze

(all’interno del giardino della piscina Nannini a Bellariva)

Tel. 055 606840 - settebellobellariva@yahoo.it


Aperto tutti i giorni a pranzo e cena. Sabato aperto solo a cena.


Fabrizio Del Bimbo 


lunedì 3 ottobre 2022

Un convegno sulla libertà di espressione al tempo dei social media

 


giovedì 22 settembre 2022

Arte e innovazione: a Firenze i tabernacoli ora “parlano” grazie alla tecnologia




Altari a cielo aperto per celebrare messa durante le pestilenze; edicole che segnavano il cammino dei condannati a morte; immagini capaci di attirare tanti devoti da dover chiudere al traffico le strade limitrofe; affreschi presso cui hanno dimorato Cimabue, Giotto e Buffalmacco e altri di fronte ai quali si sono consumati efferati delitti: per le vie della città 37 gioielli d’arte e architettura si raccontano tra tech e passaparola, entrando nella rete internazionale dei Luoghi Parlanti®


L’iniziativa è di Movimento Life Beyond Tourism - Travel to Dialogue in collaborazione con Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini - Comitato per il Decoro ed il Restauro dei Tabernacoli, nell’ambito del 2/o Festival delle Associazioni Culturali


Firenze, 22 settembre 2022 – 37 gioielli d’arte e architettura, nascosti in piena vista per le strade della città, che si rivelano a appassionati, residenti e passanti attraverso un sistema di targhe interattive, tra tecnologia e passaparola. È così che i tabernacoli fiorentini diventano Luoghi Parlanti®, entrando a far parte dell’omonimo progetto di “turismo sostenibile” di Movimento Life Beyond Tourism - Travel to Dialogue che propone un nuovo modo di esplorare il territorio grazie a una rete di QR code e all'unico strumento davvero indispensabile per il viaggiatore contemporaneo: lo smartphone.

Altari a cielo aperto per celebrare messa durante le pestilenze evitando il contagio; edicole che accompagnavano al patibolo i condannati; immagini sacre capaci di attirare un numero tale di offerte e devoti da dover chiudere al traffico le strade limitrofe; affreschi presso cui hanno dimorato Cimabue, Giotto e Buffalmacco e altri di fronte ai quali si sono consumati efferati delitti. Con la collaborazione di Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini - Comitato per il Decoro ed il Restauro dei Tabernacoli, nell’ambito del 2/o Festival delle Associazioni Culturali, una selezione di tabernacoli del centro storico della città, tornati all’antico splendore dopo le operazioni di restauro (a cura del comitato stesso), si raccontano a chiunque voglia ascoltarli, ma non solo. Avvicinando il telefono all’apposita targa digitale si potrà accedere a informazioni, cenni storici, curiosità e suggerimenti per completare il proprio percorso di visita sul territorio, ma anche interagire, condividere foto, suggerimenti e esperienze caricandole sulla apposita piattaforma digitale, visitabile su www.luoghiparlanti.com.

I tabernacoli entrano così nella rete che ha già attivi oltre 20 territori nazionali, da Trieste a Roma, da Milano a Napoli (a Firenze il primo luogo parlante è Palazzo Coppini, dimora storica, museo e centro congressi internazionali, sede del Movimento Life Beyond Tourism), ai 9 comuni del Mugello e alle Terre Canavesane, appena approdata su scena internazionale in Repubblica Ceca con i 13 distretti e Praga; da poco i Luoghi Parlanti® sono anche una guida cartacea, grazie alla collaborazione con Touring Club.


Tra le opere di maggior rilievo che sarà possibile riscoprire ci sono il celebre Tabernacolo delle Fonticine in via Nazionale, splendido esempio di arte robbiana; quello all’angolo tra piazza Santa Maria Novella e via della Scala, voluto dall'Arte dei Medici e degli Speziali; quello tra via del Porcellana e via Palazzuolo, preziosa testimonianza della vocazione all'assistenza di questo angolo di città, legato all'antico ospedale del Porcellana. E poi il tabernacolo cosiddetto “delle cinque lampade”, di fronte a cui nel 1731 fu perpetrato un delitto che sconvolse la città ai danni di Tommaso Bonaventuri, funzionario di corte del Granducato di Toscana, al tempo del granduca Gian Gastone de' Medici; quello tra via Sant'Antonino e via Faenza, contenente un’immagine mariana – ritenuta protettrice di inquilini e sfollati – che nel periodo a cavallo tra le due guerre fu protagonista di un fatto di cronaca: una mattina del 1926 le strade limitrofe dovettero essere chiuse al traffico, talmente era ingente la folla di persone, radunate presso il tabernacolo; e l’opera suggestiva posizionata su un angolo smussato dell’edificio tra via del Leone e via della Chiesa, attribuita al figlio di un allievo di Giotto.

Inoltre, per chi è interessato a percorsi più articolati, sono stati pensati cinque diversi itinerari suddivisi per zone.


Il concetto alla base della una rete in costante crescita dei Luoghi Parlanti® è quello di narrare ogni destinazione in un’ottica glocal, ribaltando culturalmente la figura del viaggiatore che così diventa un vero e proprio residente temporaneo del luogo che lo ospita. Il Movimento Life Beyond Tourism nasce per mettere in pratica i princìpi della filosofia teorizzati dalla Fondazione Romualdo Del Bianco nella sua ultratrentennale esperienza di dialogo tra culture per il rispetto reciproco, la valorizzazione dei territori e dei loro saperi e saper fare. Luoghi Parlanti si inserisce in questo contesto e si pone come un’esperienza itinerante che invita alla scoperta e interviene sul territorio per creare un legame più profondo, una conoscenza autentica e una connessione diretta con la comunità locale, superando il turismo di massa, quello mordi e fuggi che ha finito per depauperare i territori, e affermando un nuovo modo di viaggiare nel rispetto di luoghi, persone, culture e tradizioni. Il racconto parte da istituzioni, soggetti privati e stakeholder vari, ma viene implementato dai residenti di tutto il mondo grazie alla possibilità di inserire foto e commenti direttamente sulla piattaforma interattiva con l’obiettivo anche di aprirsi a collaborazioni nazionali e internazionali per favorire una sinergia anche con progetti già esistenti ma che hanno una scala più locale.


Il progetto dei “tabernacoli parlanti” è presentato nell’ambito del Festival delle Associazioni Culturali Fiorentine: fino al 30 settembre moltissime iniziative e oltre 40 realtà coinvolte tra visite guidate, concerti, cinema, teatro, conversazioni e approfondimenti su arte, letteratura e storia in 34 luoghi inconsueti e affascinanti della città, molti accessibili in via straordinaria per l’occasione. In più, una serie di iniziative  si terranno nel dopofestival dal 1 al 19 di ottobre. L’evento è a cura di Centro Associazioni Culturali Fiorentine APS per Estate Fiorentina del Comune di Firenze, in collaborazione con Città Metropolitana, Fondazione CR Firenze

(info su www.associazioniculturalifirenze.org).



I cinque percorsi dei Tabernacoli


Si inizia con Sant’Ambrogio e Santa Maria Nuova, partendo dal Tabernacolo dei condannati di borgo La Croce per continuare in piazza Sant’Ambrogio con l’omonimo santo policromo di Giovanni della Robbia, l’Annunciazione in piazza dei Ciompi, la Sacra Famiglia in via Sant’Egidio e la Madonna col Bambino di Matteo Rosselli in via Folco Portinari, con l’emblema della stampella sulla cornice. Conclusione con l’elegante edicola all’angolo tra via Bufalini e via dei Servi e il celebre affresco con la Madonna in trono, circondata da San Zanobi e San Giovanni Battista, dipinto da Cosimo Rosselli tra via Ricasoli e via dei Pucci.


Nell’area di San Lorenzo potrà essere ammirata una Sacra Famiglia con San Giovannino e San Rocco, probabile pittura votiva legata a un’epidemia di peste e, addentrandosi in via Panicale, due Madonne col Bambino sul muro che delimitava il perimetro dell'antico convento di San Barnaba. All’incrocio con via Chiara, dove nel 1500 nacque Benvenuto Cellini, si trova uno splendido esempio di maiolica toscana, mentre all’angolo tra via Taddea e via de’Ginori il Cristo in croce di Giovanni Antonio Sogliani, per arrivare poi in via Nazionale con lo splendido Tabernacolo delle Fonticine di Giovanni della Robbia, figlio di Andrea.


Ricchissima di storia è anche la zona compresa tra via Faenza e via Sant’Antonino. S parte in piazza dell’Unità col medaglione di terracotta smaltata in azzurro su cui aggettano le figure della Madonna col Bambino, attribuito a Andrea della Robbia, per continuare in via Sant’Antonino con due immagini mariane trecentesche, entrambe ad opera di pittori fiorentini. In via Faenza invece potranno essere ammirate due mirabili copie di Madonna col Bambino: quella di Benedetto da Maiano, eccellente architetto e scultore fiorentino della seconda metà del XV secolo, autore di un'identica Madonna conservata ora alla National Gallery of Art di Washington, e quella di Antonio Rossellino, individuata nel rilievo in marmo conservato nella collezione del Morgan Library and Museum di New York; senza dimenticare una composizione seicentesca di Giovanni da San Giovanni.


Si prosegue tra Santa Maria Novella, via della Scala e via Palazzuolo. Da piazza Santa Maria Novella si entra in via della Scala, trovando subito sull’angolo la copia dell’affresco di Francesco d'Antonio (1467), realizzato nel 1960 da Tullio Micheli. Tra via del Porcellana e via Palazzuolo un dipinto trecentesco di scuola di Taddeo Gaddi, mentre ai diversi incroci di via della Scala troviamo una Madonna col Bambino di foggia botticelliana, una Madonna incoronata, una “Madonna del Giglio” realizzata negli anni '50 da Pellegrino Banella, e, all'interno di un'edicola, una giovane, tenera Madonna che stringe a sé il Bambino nudo, probabilmente commissionata da Nannina de' Medici, sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico. Conclusione con una Sacra Famiglia seicentesca, in via Palazzuolo all’altezza del civico 89.


Spazio anche all’Oltrarno: dalla Pietà e la Vergine di piazza San Felice alla Madonna col Bambino all’angolo tra via dei Preti e via delle Caldaie, probabilmente databile intorno alla pestilenza del 1495 a causa della presenza dei due santi protettori contro la peste, San Rocco e San Sebastiano. Dalla Madonna in Gloria tra via Maffia e via Sant’Agostino a quelle col Bambino tra piazza del Carmine e piazza Piattellina, una trecentesca e una del Cinquecento, ridipinta tuttavia nel secolo scorso. E poi il grande tabernacolo con l'arco a tutto sesto animato da numerosi lobi con gli stemmi gentilizi scolpiti nei pennacchi tra piazza Piattellina e via del Leone, al termine della quale troviamo una Madonna dipinta da Giottino, che si dice si trovasse originariamente nella piazza di Santo Spirito. In via del Campuccio si incontrerà una Vergine con San Giovanni Battista e San Bernardino da Siena, e una Madonna col Bambino del pittore novecentesco Ennio Cocchi. Si termina in viale Pratolini, con una sacra edicola il cui rispetto è testimoniato dall’epigrafe affissa a fianco: "Il bando del 16 ottobre 1618 vieta ogni atto improprio nelle vicinanze del tabernacolo affinché non vengano pregiudicati il decoro e la sacralità del luogo; per la sua violazione è prevista una sanzione pecuniaria o una pena corporale”.


Da oltre trent’anni la Fondazione Romualdo Del Bianco promuove il dialogo tra culture e la valorizzazione dei territori attraverso i siti Patrimonio Mondiale UNESCO. Quest’attività ha posto le basi per lo sviluppo della filosofia Life Beyond Tourism, di cui il Movimento Life Beyond Tourism – Travel to Dialogue si fa portavoce: contribuire alla diffusione di valori universali quali il rispetto e l’armonia fra i popoli, per trasformare l’esperienza del viaggio da semplice occasione di svago in momento di incontro, in opposizione al concetto di turismo di massa. Nasce così la rete interculturale che ha portato alla creazione del Museo Fondazione Del Bianco, a Firenze, presso Palazzo Coppini dove sono esposti oggetti provenienti da tutto il mondo, simbolo di stima e amicizia. Ad oggi la rete Life Beyond Tourism conta la collaborazione e il coinvolgimento di oltre 550 istituzioni da 111 paesi, tra cui Azerbaigian, Repubblica Ceca, Giappone, India, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Kosovo, Lettonia, Lituania, Marocco, Polonia, Russia, Slovacchia, Taiwan e Regno Unito.


Fabrizio Del Bimbo 


venerdì 16 settembre 2022

Piero Chiambretti ospite d"onore della Biennale dell' Antiquariato di Firenze

 BIAF - BIENNALE INTERNAZIONALE DELL’ANTIQUARIATO DI FIRENZE

24 settembre – 2 ottobre 2022





Sarà Piero Chiambretti l’ospite d’onore all’apertura della 32ma dizione della BIAF Biennale Internazionale dell’Antiquariato, il 24 settembre


Quest’anno basta politici… quest’ anno arriva Piero Chiambretti!

Si torna alla tradizione del passato della Biennale dove a essere madrine della Mostra furono Gina Lollobrigida, Sofia Loren, le star del mondo allora magico del cinema. Erano presenze che bloccavano l’intera città. Questo anno la decisione coraggiosa del Segretario Generale e del comitato è stata la figura di Piero Chiambretti, il più geniale showman della televisione italiana, colto e irriverente allo stesso momento: una vera è propria star.

Chiambretti, che ha condotto alcuni dei programmi più importanti e sofisticati della televisione italiana è anche un appassionato d’arte. “Ci è parso – afferma Fabrizio Moretti – il testimonial perfetto per questa edizione, che, arrivando dopo la pandemia, aveva bisogno di una scossa e quella scossa sarà Chiambretti. Siamo molto onorati che Piero abbia accettato il nostro invito”. BIAF, che è la più autorevole tra le mostre mercato nel mondo, apre così superati recinti e fa circolare aria nuova”.

Il messaggio è chiaro: il mondo dell’antiquariato non è di interesse solo per istituzioni, collezionisti e addetti ai lavori, che certo saranno all’appuntamento e che   continuano ad avere un ruolo fondamentale. Ma una manifestazione del rilievo nazionale e internazionale come BIAF punta – come del resto tutto il settore dell’antiquariato di qualità in Italia e all’estero – ad avvicinare nuovi pubblici e a farlo coniugando sapere con simpatia, presentando opere di altissima qualità – e a Palazzo Corsini i capolavori non mancano di certo - con competenza ma anche con un sorriso. Del resto va in questo senso anche la proiezione in anteprima di “Eternal Memories”, il primo docu-game al mondo che intende raccontare alle giovani generazioni l’arte antica attraverso un momento ludico per avvicinarli a questo universo. Il gioco è prodotto per BIAF da Golem Multimedia, con la collaborazione di TuoMuseo e il sostegno di Consultinvest.

La cerimonia di inaugurazione inizierà alle ore 10.30 a Palazzo Vecchio alla presenza del Sindaco di Firenze e Presidente della BIAF Dario Nardella e delle maggiori autorità cittadine, seguirà il classico taglio del nastro a Palazzo Corsini.


Nicoletta Curradi 


giovedì 15 settembre 2022

I capolavori di arte senese della collezione del Monte dei Paschi al Santa Maria della Scala




È stata aperta il 15 settembre a Siena nel complesso museale di Santa Maria della Scala la mostra Arte senese. Dal tardo Medioevo al Novecento, selezione di capolavori della Collezione del Monte dei Paschi.

La Banca Monte dei Paschi di Siena, da sempre legata ai territori di origine e a quelli di riferimento, ha raccolto in secoli di vita una vasta gamma di opere d’arte che è il risultato di una stratificazione storica di committenze e importanti acquisizioni mirate.

Una raccolta che, a poco a poco, ha assunto la fisionomia di una vera e propria Collezione.

Le prime opere d’arte, infatti, furono realizzate per dar lustro e fama all’Istituto negli episodi rilevanti della sua secolare attività.

Il maggiore sviluppo della Collezione è avvenuto, però, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, quando, in maniera illuminata, furono previsti spazi appositamente destinati ad ospitare una struttura museale nel complesso di palazzi della Sede storica, a Siena.

Da allora la Banca ha rivolto la sua attenzione ad opere di “scuola artistica” senese, considerata, fin dai suoi esordi, una delle più significative nella storia della cultura figurativa del nostro Paese.

L’obiettivo della mostra nel complesso museale, collocato di fronte al duomo, è quello di raccontare la storia dell’arte senese dal tardo Medioevo al Novecento, presentando al pubblico una serie di capolavori conservati nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena



Opere di maestri del calibro di Pietro Lorenzetti, Tino di Camaino, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Domenico Beccafumi, Bernardino Mei, Cesare Maccari e Fulvio Corsini permettono di ripercorrere il secolare amore di Siena per le arti figurative.

Sono in mostra grandi personalità artistiche capaci di affermarsi in patria e non solo, che testimoniano lo straordinario valore delle collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena, indissolubilmente legate alla città, alla sua memoria e ai suoi valori.

Le collezioni sono costituite da dipinti, sculture e arredi, per lo più di scuola senese dal XIV al XIX secolo, non senza interessanti incursioni sul Novecento italiano.


Nicoletta Curradi 





Al via Artigianato e Palazzo 28/a edizione

 



ARTIGIANATO E PALAZZO XXVIII edizione, dal 16 al 18 settembre 2022 al Giardino Corsini di Firenze, porta all’attenzione un’originale nuova selezione di oltre 90 testimoni della più alta tradizione artigiana, con un focus particolare sulle generazioni emergenti, selezionate fra Italia ed Europa. 


Promossa dall’Associazione Giardino Corsini, di cui è presidente Sabina Corsini, insieme a Neri Torrigiani ideatore e organizzatore della mostra, con il determinante contributo di Fondazione CR Firenze, ARTIGIANATO E PALAZZO propone anche quest’anno un viaggio inedito tra i protagonisti della cultura artigiana di ieri e di oggi - dagli artigiani agli artidesigner - lungo un percorso che si snoda tra le Limonaie del Giardino rinascimentale ed alcuni ambienti di Palazzo Corsini che, animato da mostre, installazioni, laboratori, eventi, offre un’occasione per riflettere sul ruolo dell’artigiano nella società contemporanea.


"In questi ventotto anni il nostro impegno è stato e continuerà ad essere non solo quello di portare all’attenzione di un vasto pubblico le migliori maestranze artigiane, ma soprattutto quello di salvaguardare l’indipendenza delle botteghe, che sono il perno stesso della loro esistenza, risultato di ingegno creativo e sperimentazione sul campo” - dichiarano Sabrina Corsini e Neri Torrigiani - “Perché parlare di “artigianato made Italy” significa soprattutto ricusare la globalizzazione e sviluppare la prossimità”.

“La contemporaneità dell’artigiano non si giudica solo dall’innovazione tecnologica che porta con sé, ma anche e soprattutto per il suo essere un esempio di ‘scelta sostenibile’ - continuano - “perché di fronte ai cambiamenti economico-sociali, l’artigiano con il suo lavoro a basso impatto ambientale, sottolinea ciò che possiamo ‘riprendere a fare’ per rispettare la Terra e inquinare meno: salvaguardare la tradizione è oggi la nostra sfida verso un futuro migliore”.


Nasce così la scelta di ARTIGIANATO E PALAZZO di dedicare la Mostra Principe al “Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale" formato da un gruppo di aziende che, raccontando la loro storia, sottolineano come una lavorazione artigianale possa stare al passo con i tempi e con l’evoluzione della moda.


“Siamo orgogliosi che il Consorzio abbia accettato il nostro invito, individuando in ARTIGIANATO E PALAZZO l’appuntamento idoneo per condividere il valore delle loro produzioni sostenibili con un pubblico ampio e trasversale e poter costruire così, in prospettiva, un cambiamento più consapevole nella scelta d’acquisto” dichiara Neri Torrigiani.


 “Accogliamo una eccellenza del distretto Toscano dove la lavorazione delle pelle ha origini antiche e un presente prestigioso, come lo testimoniano i tanti poli produttivi di brand internazionali di accessori di alta gamma che hanno sede in questa parte della toscana”, afferma Sabina Corsini.





INCONTRI MOSTRE DIBATTITI

Tre giorni, quelli che propone ARTIGIANATO E PALAZZO, dove scoprire i capolavori di oltre 90 maestri artigiani; incontrare i giovani vincitori dal concorso “Blogs&Crafts Europe”; comprendere la preziosità di una pelle lavorata con la concia al vegetale nella Mostra Principe dedicata al Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale; assistere agli incontri presso il Giardinetto delle Rose tra i quali la presentazione dei risultati di un’indagine condotta per il progetto “Gentilezza e Sostenibilità”; ascoltare Annamaria Tossani e i suoi nuovi ospiti durante gli appuntamenti con “Ricette di Famiglia“ e assaggiare i piatti realizzati dagli chef–docenti della Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze sulla cucina allestita da CASTA Professional Cooking Equipment e serviti al pubblico sui piatti in porcellana decorata a mano di Fornasetti, dell’iconica serie “Tema e Variazioni”; visitare nello spazio Focus la nuova mostra di Artex dedicata alle eccellenze del vetro della Toscana; fare un’esperienza immersiva nell’installazione  video di Toscana Promozione Turistica allestita nella  Biblioteca di Palazzo Corsini per raccontare il legame tra turismo e artigianato; viaggiare con la fantasia tra gli espositori provenienti dalla Regione del Centro Valle della Loira; ammirare sotto la Loggia le installazioni del laboratorio di falegnameria della Comunità di San Patrignano nell’inedito allestimento curato da Cosimo Bonciani & Partners; imparare nei laboratori gratuiti all’aperto tante tecniche artigianali per grandi e piccini.

E tutto questo lungo un percorso espositivo che si snoda tra il Giardino, le Limonaie e il Palazzo e comprende anche gli spazi privati al piano terra con i padiglioni esclusivi realizzati artigianalmente in tela decorata a mano da Guido Toschi Marazzani Visconti nel suo laboratorio di Torino.



Atmosfere che diventano i soggetti della nuova campagna di comunicazione affidata quest’anno ai disegni di Paolo Fiumi - architetto, scenografo teatrale e illustratore fiorentino - i cui disegni negli ultimi anni sono comparsi sui migliori periodici di moda. 


Si accede alla Mostra anche dal Palazzo (via Il Prato, 58), oltre all’ingresso consueto dal Giardino (via della Scala, 115), comodissimo per chi viene da fuori città in treno, tramvia e auto. 




CURIOSANDO TRA GLI ARTIGIANI …

Approccio upcycling dei materiali riciclati, per dare nuova vita e trasformarli in oggetti funzionali di design, come i lumi di Malvadía Gadì; i complementi d’arredo della Bottega di Ciro; quelli di Filippo Reppucci, dalle radici della Valle di Fiemme. Ma anche in originali gioielli, ne è un esempio Mani in Coccio che crea accessori recuperando vecchi piatti e tazze in ceramica; o per riadattare una vecchia pelliccia, come lo propone “Sabelle Atelier”.


La manualità del passato si unisce alla “testa nel web” - e parlano dell’incontro tra generazioni - nelle opere in canapa di Rizza Artexture dove tombolo, fili e pigmenti naturali si uniscono alla stampa 3D per creare i supporti ai merletti; nelle caraffe e bicchieri in vetro soffiato e ceramica di Tuttoattaccato: padre e figlio reinterpretano lavorazioni del veneto in chiave contemporanea; nelle borse fatte a mano Giratine nate dall’incontro di una nonna, di sua figlia e della nipote.


Ricerca, originalità, eleganza nei gioielli di Giulia Sorvillo, un micro lusso accessibile, etico ed essenziale che sperimenta la matericità di perle di fiume, pietre dure semipreziose e pietre naturali; nella bigiotteria “AN.GI” di Angel Ubah e nelle borse in pelle di Kyoko Morita. 

Convertono la materia in linguaggio artistico – ceramica, marmo, granito, quarzo e roccia vulcanica – per complementi d’arredo unici per la casa e outdoor Alice Gori, Flavia Lombardi Vallauri, e Novotono.


Rende omaggio all’arte orafa rinascimentale la Bottega Penko, con l’esposizione alla Limonaia “Grandi Maestri di alcune grandi opere eseguite a mano, dal Maestro Paolo Penko insieme ai figli Alessandro e Riccardo, con tecniche dell’antica tradizione fiorentina per preziosi trafori, accurate incisioni e cesellature. Tra questi: il Collare del Toson d’oro, lo Scettro e la Corona granducale, importanti simboli del potere di Cosimo I de’ Medici; la Corona del Marzocco, posta sulla testa del Marzocco di Donatello in Piazza della Signoria; e la replica del diamante Il Fiorentino.


Portano la cultura artigiana della Valle della Loira - riuniti negli spazi dell’Androne di Palazzo Corsini - le ceramiste Catherine Azoulai e Caroline Peltier, che per i loro manufatti si ispirano alla natura e al mondo animale; il laboratorio “Attento”, specializzato nella fabbricazione di farfallini papillon in legno; Valérie Vayre con i gioielli e oggetti decorativi in vetro che lei rende voluminoso per un effetto “magico”;  i lumi di Alain Pelletier e le collezioni tessili di Efti. 


MOSTRA PRINCIPE: “CONCIAPELLI. Eredi di un’arte maggiore”. 

CONSORZIO VERA PELLE ITALIANA CONCIATA AL VEGETALE


La “Mostra Principe” dal titolo “CONCIAPELLI. Eredi di un’arte maggiore”, allestita nella Sala da Ballo di Palazzo Corsini, è dedicata al “Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale" che, fondato nel 1994 da un ristretto gruppo di conciatori toscani, oggi riunisce 20 concerie a produzione di pellame conciato al vegetale attive fra le province di Firenze e Pisa, unico distretto riconosciuto nel mondo per questo particolare tipologia di lavorazione di alta qualità, che affonda le proprie radici nella tradizione toscana. 


La mostra vuole raccontare come la Toscana sia stata capace di creare nei secoli la cultura di un prodotto che da umile è diventato iconico, nobilitato dalle sapienti mani di maestranze capaci, la vacchetta toscana. I visitatori di ARTIGIANATO E PALAZZO potranno conoscere i segreti di una lavorazione antichissima che, ora come allora, utilizza solo estratti di legno - Castagno, Quebracho, Tara e Mimosa - per la lenta lavorazione della concia al vegetale che trasforma la pelle grezza in cuoio. Un processo prodigioso, un’alchimia di ingredienti affidata alle sapienti mani dei conciatori, che dosano le miscele di tannini naturali estratti dalle piante, l’acqua buona del territorio e lo scorrere del tempo, il loro più fedele alleato. 


Il percorso espositivo prevede inoltre immagini, parole, sensazioni tattili e olfattive con l’obiettivo di dare al pubblico le informazioni e i concetti basilari per far conoscere e riconoscere un prodotto artigianale e di qualità in mezzo a tante alternative oggi presenti sul mercato. Ci sono le voci dei conciatori, le pelli di vacchetta toscana, i prodotti finiti realizzati in pelle conciata al vegetale da giovani designer di tutto il mondo.


Il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale - proprietario esclusivo del marchio di prodotto Pelle Conciata al Vegetale in Toscana - è un ente senza scopo di lucro che opera per salvaguardare questa tradizione secolare, tutelare un prodotto tipicamente toscano, garantire la qualità della materia prima e la lavorazione a regola d’arte, promuovere un metodo di lavorazione che da sempre accompagna la storia dell’uomo, e guarda avanti.

Le sue attività sono molteplici: studi scientifici e ricerche storiche, mostre, conferenze, seminari tecnici, laboratori pratici, progetti di formazione per giovani designer e studenti di scuole di moda e design. Nel tempo il Consorzio ha lavorato per creare una cultura del prodotto declinata in eventi che hanno legato l’artigianato all’arte in ambientazioni suggestive come il Guggenheim Museum di New York o il Centre Pompidou di Parigi, contribuendo ad affermare il prestigio del Made in Tuscany.


“GENTILEZZA E SOSTENIBILITÀ”: I RISULTATI DEL SONDAGGIO

“Gentilezza e Sostenibilità” è il progetto che ARTIGIANATO E PALAZZO ha chiesto di realizzare ad Irene Ivoi - ecodesigner e industrial designer esperta in politiche e prevenzione rifiuti - immaginando un’invito guidato che orienti ad agire secondo i principi di un’economia circolare. Il progetto ha visto la realizzazione di una GUIDA ed un GLOSSARIO presentati nella passata edizione della mostra e consultabili sul sito www.arttigaiantoepalazzo.it.


Nell’ambito di questo progetto, ARTIGIANATO E PALAZZO ha svolto una indagine fra artigiani e designer di piccole e ricercate produzioni per conoscere quali argomenti enunciati nel format "Gentilezza e Sostenibilità 2021" sono più sentiti, con l’impegno di restituire in futuro risposte verticali adeguate.

I risultati della ricerca – ottenuti anche grazie al coinvolgimento attivo dei partner Artex, ADI Toscana, Centrinno, ZeroW, ALIA, OmA, Michelangelo Foundation, Fondazione Cologni, MIDA e Comune di Firenze e Lampoon -vengono presentati venerdì 16 settembre alle 16,00 nel Giardinetto delle Rose. 


“BLOGS & CRAFTS” EUROPE

Anche quest'anno il concorso BLOGS & CRAFTS i giovani artigiani e il web rivolto a crafts under 35 oltrepassa i confini grazie alla collaborazione con il World Crafts Council Europe. 


Ospiti a Firenze di ARTIGIANATO E PALAZZO, riuniti nell’area espositiva delle “Scuderie” di Palazzo Corsini, arrivano dall’Europa: Christian Muscat  (Malta), specializzato in tecniche tradizionali di tessitura, filatura, macramè e fabbricazione di corde; Hugh Byrne (Irlanda), crea coltelli con legni naturali o materiali trovati; Louise Mc Keever  (Francia), ha imparato le piante e le tecniche dei mestieri dei cestai, per creare cestini originali; Moeki Yamada (Spagna), realizza borse in stile giapponese e tessuti con carta filata a mano secondo l’antica tecnica SHIFU,; Teona Gorgiashvili Teio Ceramics (Georgia), oggetti in ceramica con l’uso di diversi tipi di argilla e accostamenti dell’acciaio ad altri materiali. I “CRAFTS” stranieri sono ospiti per quattro notti di 25 hours Hotel.


Dall’Italia: Sofia Sarria_Atelier Volante (Venezia), nel suo lavoro la cartapesta tradizionale veneziana si fonde con la ricerca di un linguaggio nuovo ce utilizza solo carta di recupero: Giulia Bonura_Keramo” (Varese), oggetti in ceramica e sculture astratte ispirate al futurismo; Marianna Capuano “Macavè” (Salerno) complementi d’arredo e gioielleria in vetro lavorato secondo l’antica Tiffany ma su progetti di modellazione 3D; Margherita Sala_“Margart” (Milano), prodotti di design sostenibili di lusso; Pietro Algranti _Algranti Lab (Milano), rende accessibile a tutti oggetti di design con materiali di recupero:  bancali, grondaie, botti e lamiere diventavano mobili, lampade, specchi e pavimenti; Bernardo Bartalesi_Bernardo Bespoke Shoes (Firenze), Scarpe su misura personalizzate realizzate mano; Alessandra Orsi_Dalwin Designs (Milano) carta da parati e articoli per la casa dipinti a mano con motivi sofisticati/ironici ispirati alla natura. 


Ai talents il compito di raccontare live blogging la Mostra sui loro canali social, ospiti di Starhotels. 

Dinner offerto da La Ménagère.


Grazie alla collaborazione con la Fondazione Ferragamo, i vincitori di BLOGS&CRAFTS 2022 avranno l’opportunità  di visitare l’Archivio della Salvatore Ferragamo, custode della tradizione dell’azienda e di quella artigianalità tanto cara al suo fondatore. Inoltre, la Camera di Commercio di Firenze organizzerà per loro un incontro sul tema “Come diventare imprenditore di se stessi” a cura di PromoFirenze.


RICETTE DI FAMIGLIA: “IL CRIMINE È SERVITO”

L’appuntamento di RICETTE DI FAMIGLIA - a cura della giornalista Annamaria Tossani – dal titolo quest’anno “IL CRIMINE È SERVITO” vede protagonisti, con alcuni dei loro Libri, quattro fra i più importanti scrittori italiani di gialli e non solo: Patrizia Debicke Van Der Noot, Lucio Nocentini, Marco Vichi e Enzo Fileno Carabba.

Attraverso i loro racconti ci parleranno di come nasce l’ispirazione di un libro giallo e i segreti per creare la suspense, sino alla risoluzione del caso. Ma soprattutto le ricette che caratterizzano i loro personaggi ai fornelli, creando così un diversivo e una finestra sul loro quotidiano.

Le ricette raccontate nei libri saranno realizzate live dagli chef della Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze - con il prezioso contributo delle sue fondatrici Cristina Blasi e Gabriella Mari - sulla cucina professionale allestita da CASTA Professional Cooking Equipment. E servite ai presenti negli esclusivi piatti di porcellana Fornasetti della serie “Tema e Variazioni”, finemente decorati a mano. Ad ogni appuntamento, un book corner per il firmacopie a cura di Brac.


Ogni giorno alle 18,00 nel Giardinetto delle Rose: 

Venerdì 16 settembre Patrizia Debicke Van Der Noot, L’eredità medicea. Vittima…o carnefice? ed.Tea; 

Sabato 17 settembre Lucio Nocentini, Tutti insieme assassinatamente ed. Delos Digital; 

Domenica 18 settembre Marco Vichi, Non tutto è perduto ed. Guanda e Enzo Fileno Carabba, Il digiunatore 

ed. Ponte alle Grazie


CRAFTING EUROPE: NUOVI MODELLI PER L’ARTIGIANATO D’EUROPA

Oltre ai vincitori di BLOGS & CRAFTS Europe, lo spazio delle Scuderie sarà dedicato al progetto “Crafting Europe” co-finanziato da Europa Creativa, che promuove l'integrazione del digitale e delle nuove tecnologie nel sistema produttivo tradizionale. “Crafting Europe” è una partnership europea composta da nove organizzazioni specializzate nel settore dell'artigianato artistico e situate in Irlanda, Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Olanda, Georgia e Ucraina. Artex, Centro per l'Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, è il partner del progetto per l'Italia e quest'anno presenta il risultato delle sperimentazioni di iAtelier Online: un percorso che ha visto collaborare artigiani e designer da tutta Italia, guidati da un team di tutor esperti, per sviluppare idee progettuali innovative unendo tecnologie abilitanti e digitale al saper fare tradizionale. 


APPUNTAMENTI E PREMI

Nel Giardinetto delle Rose, tutti i giorni alle 12,00, si svolgeranno anche gli appuntamenti con alcune presenze eccellenti in Mostra che verranno raccontate al pubblico da testimonial d’eccezione: 

“Una conversazione con… la Comunità di San Patrignano”: Virgilio Albertini, vicepresidente Comunità di San Patrignano; Alessandro Pieri, responsabile Design Lab San Patrignano, Maria Beatrice Garagnani ambasciatrice di San Patrignano, Cosimo Bonciani, architetto cofondatore Cosimo Bonciani and Partners


“Una conversazione con… il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale”: Leonardo Volpi, presidente Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale; Simone Remi, responsabile comunicazione Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, Mario Bemer Calzolaio fiorentino, Eva Desiderio, Critico di moda - QN 


 “Una conversazione con… la Bottega Orafa Penko”: Paolo Penko, fondatore; Claudio Bini, presidente Società San Giovanni Battista; Carlo Francini, Comune di Firenze, Ufficio Unesco



Tra le iniziative, l’assegnazione del Premio Perseo all’espositore più apprezzato dal pubblico e il “Premio Giorgiana Corsini” per lo stand più bello che, votato dal Comitato Promotore, darà al vincitore l’opportunità di uno stand omaggio alla Mostra del 2023.


RACCOLTA FONDI

Continua la raccolta fondi “ARTIGIANATO E PALAZZO: GIAMBOLOGNA E LA FATA MORGANA”, già arrivata a 30mila euro, a favore del prezioso complesso monumentale della Fonte della Fata Morgana, immerso ai piedi del colle di Fattucchia nel Comune di Bagno a Ripoli.


Fabrizio Del Bimbo